Con uno stringato “grazie” Alberto Melloni ha incassato sul “Corriere della Sera” del 10 maggio l’ineccepibile lavata di capo che gli ha fatto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede.

In effetti, il professor Melloni non avrebbe meritato la correzione di padre Lombardi se nel  suo articolo del giorno precedente sul “Corriere” non avesse disinvoltamente attribuito a Benedetto XVI un gesto che lo metteva in cattiva luce ma che non corrispondeva al vero, come padre Lombardi ha tenuto a precisare e come i bene informati sapevano.

Inutile aggiungere altro. Basta leggere l’esordio dell’articolo di Melloni del 9 maggio e la successiva lettera di padre Lombardi al direttore del “Corriere” per capire la serietà della questione in gioco.

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ALBERTO MELLONI:

Quello che si è consumato ieri a Vienna è un atto senza precedenti. Il cardinale von Schönborn, uno fra i più fini teologi del cattolicesimo e senz’altro fra i pastori più lucidi nell’affrontare i crimini di pedofilia, ha attaccato frontalmente l’ex segretario di Stato Sodano, ora decano del collegio cardinalizio. Gli ha imputato di avere definito un “chiacchiericcio” il pandemonio che sta scuotendo la Chiesa (una espressione che Sodano aveva ripreso da papa Ratzinger). E gli ha rimproverato i riguardi usati verso un criminale confesso e recidivo come il cardinale Gröer (scelto da Wojtyla e deposto senza che nessuno gli togliesse la porpora, come usava ai tempi di Pio XI).

Von Schönborn sa che Benedetto XVI aveva chiesto a Sodano per Pasqua un indirizzo di saluto, pronunciato in Piazza San Pietro mentre dilagava la convinzione che il papa avesse bisogno di essere “difeso”…

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FEDERICO LOMBARDI:

Caro direttore,

nell’articolo pubblicato sul “Corriere” di ieri a proposito dello “scontro fra due cardinali”, l’Autore – Alberto Melloni – svolge diverse considerazioni e analisi naturalmente lecite anche se da me in buona parte non condivise, ma fa anche un’affermazione del tutto falsa, che ritengo mio dovere rettificare.

Melloni scrive: “Von Schöenborn sa che Benedetto XVI aveva chiesto a Sodano per Pasqua un indirizzo di saluto, pronunciato in Piazza San Pietro…”.

Ora, per amore della verità, Benedetto XVI non aveva chiesto assolutamente nulla. L’indirizzo del cardinale Sodano è stato un’iniziativa del collegio cardinalizio, almeno in quanto presente a Roma, rappresentato dal suo decano. Il papa ne era stato informato pochissimo tempo prima, anche perché – presiedendo la celebrazione – doveva naturalmente sapere che cosa sarebbe avvenuto. Ha accolto il saluto con gratitudine e semplicità per ciò che intendeva essere, cioè un messaggio di vicinanza, affetto e solidarietà.

I discorsi di Melloni rimangono sostanzialmente gli stessi anche con questa rettifica. Ma bisogna prendere atto che l’unica affermazione diretta che vi fa sul papa ne altera seriamente l’immagine.

Ritengo mio dovere mettere in chiaro che Benedetto XVI, anche nei tempi difficili, non mendica e non organizza manifestazioni di difesa e sostegno per puntellare la sua serenità spirituale nella fede e la sua autorità.

Aggiungerei che, se c’è una persona a mia conoscenza che – come giustamente auspica Melloni in fine articolo – vive le attuali vicende della Chiesa con la consapevolezza dei loro significati, senza preoccupazioni di perdita di potere, ma in spirito evangelico di purificazione, di penitenza e di rinnovamento profondo, è proprio Benedetto XVI.

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