di Qaiser Felix
Avrebbe bruciato pagine del Corano. L’accusa inventata da musulmani della zona, invidiosi per gli affari del negozio di proprietà del giovane. Direttore della Commissione per il  dialogo interreligioso denuncia “ondata di estremismo anticristiano” nel Paese.

Faisalabad (AsiaNews) – Torturato a lungo da un gruppo di musulmani, poi arrestato dalla polizia con l’accusa – montata ad arte – di aver bruciato pagine del Corano. È quanto accaduto il primo luglio scorso a Imran Masih, un giovane cristiano di Hajwary, quartiere di Faisalabad, vittima dell’ennesimo caso di blasfemia. Per il direttore della Commissione per il dialogo interreligioso è iniziata “una nuova ondata di estremismo anticristiano”.
Padre Yaqub Yousaf, della parrocchia di Hajwary, conferma ad AsiaNews che le accuse “sono totalmente inventate” e i motivi di attrito sarebbero originati da “questioni di affari”. Il negozio di famiglia del giovane cristiano, infatti, si trova in un punto favorevole e ha maggiori ricavi rispetto agli altri della zona. Per paura di ulteriori attacchi degli estremisti, i parenti di Masih sono fuggiti nascondendosi in un luogo segreto.
“Imran stava pulendo il suo negozio di frutta e verdura – racconta p. Yaqub – poi ha raccolto della carta straccia e l’ha bruciata per strada, una pratica diffusa in zona”. Il proprietario di un negozio vicino ha accusato il giovane cristiano di bruciare pagine del Corano, richiamando l’attenzione degli altri musulmani. In breve tempo una folla ha iniziato a picchiare e torturare il giovane, salvato solo dall’intervento della polizia. La testimonianza di un altro musulmano avrebbe poi favorito l’apertura di un’inchiesta a carico di Masih.
La notizia dell’arresto è rimbalzata nelle varie moschee della città. Il carcere in cui è richiuso il fedele cristiano è stato preso d’assalto da migliaia di estremisti inferociti, che invocavano la morte del giovane. La folla ha bloccato le principali vie di comunicazione e incendiato gomme.
P. Yousaf afferma che cristiani a musulmani della zona hanno convissuto in maniera pacifica per decenni e non si erano mai registrati episodi di questo tipo. Povertà, invidie negli affari e la crisi economica potrebbero aver acuito la tensione, scatenando un odio di tipo confessionale.
Padre Aftab James Paul, direttore della Commissione diocesana di Faisalabad per il dialogo interreligioso, annuncia un incontro in curia fra musulmani, cattolici e protestanti nel tentativo di stemperare la tensione. Secondo p. Paul i recenti attacchi sono il segnale di “una nuova ondata di estremismo anticristiano” nel Paese.