“Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive”
Andrea Sartori (Insegnante)

“Chi brucia i libri prima o poi brucerà le persone”. Questo sosteneva il poeta ebreo tedesco Heinrich Heine. Ray Bradbury ci dà invece una visione più sottilmente agghiacciante: un mondo dove la lettura è divenuta un reato, e dove le persone sono istupidite dagli spettacoli televisivi. Se ci pensiamo, un mondo non poi così diverso da quello in cui viviamo.

Fahrenheit 451 è la temperatura di autocombustione della carta. Il protagonista del romanzo, Guy Montag, è un pompiere. Ma un pompiere di tipo particolare: non è addetto allo spegnimento degli incendi: il suo compito è in realtà quello di dar fuoco ai libri. La società dove Montag vive ed opera, infatti, considera leggere alla stregua di un reato. Il libro è una forma di comunicazione inutile: un bravo cittadino deve informarsi solo tramite la televisione, mezzo utilizzato dal governo per stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. La televisione domina la vita di questa società, è usata per istupidire la gente. Secondo le normative del governo, riassunte dal capo di Montag Beatty, la televisione è utilizzata per rendere felice la gente, che in passato sarebbe stata resa infelice dalla letteratura. Vedremo come sarà relativo questo concetto di “infelicità”.Guy Montag è sposato con Mildred, tipico esempio di persona anestetizzata da questo tipo di società. Ma questo spegnimento del cervello, lungi dal renderla felice, la stupidità indotta l’ha portata sull’orlo del suicidio. L’incontro che cambierà per sempre la vita di Montag sarà quello con la sua vicina di casa, Clarisse McClellan. La donna è considerata “strana” nell’ottica della società descritta da Bradbury. In casa sua non c’è la televisione. Clarisse, intelligente, libera e pensante è tutto l’opposto della moglie di Montag, Mildred, il cui cervello è completamente addormentato dalla televisione. La felicità che Clarisse sprigiona, in contrasto con il tentato suicidio di Mildred, porterà Montag a porsi serie domande sulla validità del modello che ha sempre accettato.
Inoltre Montag commette un secondo errore: sottrae un libro alla distruzione e comincia, per pura curiosità, a leggerlo. Pian piano il pompiere si renderà conto della stupidità in mezzo alla quale ha vissuto sino a quel momento. Arriverà persino a contattare un vecchio professore, Faber, proponendogli di ristampare i libri. Ma verrà scoperto, e tradito proprio da sua moglie. Dinanzi alla sua casa, che dovrebbe essere incenerita dai pompieri per la presenza di quei pericolosi libri, Montag viene provocato da Beatty (che odia la letteratura proprio perché la conosce. Beatty è il simbolo delle persone anche intelligenti che però odiano l’intelligenza), reagirà in maniera violenta è, braccato da un segugio meccanico, fuggirà al di là del fiume, dove vive una comunità di persone che imparano a memoria i lbri per tramandarli ai posteri. Da questo romanzo il grande regista francese François Truffaut trarrà uno dei suoi capolavori cinematografici. Il romanzo di Bradbury è distopico, sulla scia di George Orwell e Aldous Huxley. Ma si avvicina di più a quest’ultimo: Orwell descriveva il totalitarismo feroce, sul modello del nazismo e, soprattutto, del comunismo staliniano. Huxley descriveva un totalitarismo più soft, che ti portava ad una sorta di indifferenza. Bradbury descrive un mondo simile, da cui il pensiero è bandito. Fatte le debite proporzioni (nel nostro mondo, per ora, non si bruciano ancora i libri) assomiglia parecchio alla società in cui viviamo. Una società nella quale pensare è un optional, e nella quale l’essere pensanti diviene quasi un handicap: basti vedere la reazione delle persone quando qualcuno dice di avere una laurea di tipo umanistico:è inutile. Come se il pensare fosse inutile. Intanto però per molte ragazze fare la velina diventa un obiettivo. Una società dove la classe dirigente ha espresso a più riprese disprezzo per la cultura, e dove la televisione ci istupidisce con programmi-spazzatura quali i reality show, che possono essere definito una vera e propria calamità. Un mondo dove si legge sempre di meno e, di conseguenza, si pensa sempre di meno. Dove spesso i ragazzi non sanno più nemmeno scrivere nella loro lingua madre.

Siamo più felici? No. Siamo tante Mildred. Nelle nostre società il suicidio è in aumento. E non solo per la mancanza di pensiero. Basti pensare a quei ragazzi che hanno ottomila “amici” su Facebook ma non conoscono il vicino di casa e non riescono a parlare con i loro coetanei. Le Clarisse McClellan ci sono ancora, ma sono sempre più rare.
Leggere Fahrenheit 451 o anche vedere l’omonimo, bellissimo film di Truffaut è oggi d’obbligo. Per comprendere come purtroppo Bradbury abbia visto lontano.