Un ricordo alle Istituzioni, specie, al Parlamento ed al Governo).

E’ fuori di dubbio che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia, il più importante “soggetto sociale”, fulcro indispensabile e centrale della vita della comunità.

Ma uno dei problemi più scottanti, più difficili e di maggior rilievo di questi nostri ultimi tempi che affliggono le famiglie dei disabili ( li voglio ricordare : quali ciechi civili assoluti o parziali, invalidi civili totali o parziali, lavoratori con drepanocitosi, talassemici major, sordomuti, handicappati mentali, disabili fisici e chiedo scusa se ne trascuro “altri” ), dicevo, è l’incertezza del “dopo”, cioè del “dopo la morte” di colui/e che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole sicurezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare dovrà affrontare.

Il “Dopodinoi” cioè gli interventi che si ritengono necessari per garantire l’assistenza ed il sostentamento ai soggetti privi di sostegno familiare e di autonomia a causa, anche, dei gravi handicap, è una “forma” che non è valutata sul piano socio-legislativo, ma da me sollecitata da lunghi anni ed in tutte le Petizioni presentate al Parlamento Italiano ed Europeo .

Una norma del Regio Decreto n.6535 del 19.11.1889 imponeva alle Amministrazioni Comunali l’obbligo di provvedere al ricovero in istituti delle persone d’ambo i sessi inabilitate al lavoro con infermità croniche o con “difetti” psico-fisici e tali da non essere in grado di procacciarsi quanto era necessario alla loro assistenza ed esistenza. Questa normativa è stata inserita negli artt.154 e 155 del Regio Decreto n.773 del 18.6.1931, ripetitiva in toto di quanto sopra citato.

Oggi questa “forma” di assistenza si è fatta sempre più necessaria, pressante, di piena attualità, ipotizzando nel caso di “ricovero di massa” in quello di “poche unità”: quali casa-famiglia, comunità alloggio od “altro” in grado di garantire parzialmente l’affetto familiare, ma con quella solidarietà che pur non trascurando l’ambito della normalità sappia dare quell’aiuto necessario per compensare il deficit di natura organica , motoria e sensoriale.

Ma cosa è questo Fondo Speciale Economico ( Dopodinoi).

In poche parole é un possibile Fondo nel quale confluire quelle parti di patrimonio, risparmi o beni che in eredità andrebbero ai diversamente abili che un giorno resteranno soli, costituendo una base di tranquillità per il futuro di questi “orfani”. Un “sistema di vita” che pur essendo, ripeto, extra familiare, si riveli idoneo ai bisogni assistenziali, soprattutto, a quelli esistenziali della persona, per non citare quelle provvidenze economiche sul “durante” che sono mediamente di euro 260,27 mensili.  Una vera vergogna nel Bel Paese di corrotti e corruttori!

Le famiglie di questi “desaparecidos della n/s civiltà” ambiscono e vogliono assicurarsi che i loro congiunti possono vivere in un contesto familiare e cioè in una casa-famiglia o in una comunità alloggio, od altro “coperti” da una tranquillità economica-

E’ ovvio che per le persone indigenti e sempre cagionevoli di salute, naturalmente non in grado di provvedere alle proprie esigenze, occorre una prestazione di natura assistenziale da parte delle Istituzioni (Stato, Regioni, Provincie, Comuni).

E’ vero che la legislazione italiana prevede il curatore, il tutore, l’amministratore di sostegno che si assumono l’onere di “amministrare” i beni del disabile, ma se amministrato da un Ente Pubblico ( come sostengo da moltissimi anni !), quest’ultimo sarà sempre operante ed attivo garantendo una naturale continuità che la persona fisica non è in grado di farlo.

La nostra Associazione, ripeto, nelle Petizioni ha proposto ed inoltrato al Parlamento Italiano nonché a quello Europeo, la richiesta di un Fondo Speciale Economico (Dopodinoi), con quelle motivazioni di cui sopra citate.

Il definire, poi, sostegni economici alle famiglie che si gravano dell’assistenza ai pazienti con handicap mentale o disabilità fisica, il Fondo Dopodinoi, l’inserimento lavorativo, il sostegno scolastico ed altro, sono temi che le Istituzioni dovrebbero affrontare in maniera efficace, decisiva e senza indugio, meglio che le inutili, qualunquistiche, relativistiche, egoistiche, quanto deleterie, baruffe politiche non degne di un Paese civile!

Previte

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