tratto da Avvenire di Elisabetta del Soldato

Londra ha aperto una breccia altri pronti a seguire

Una piccola breccia a Londra potreb­be provocare una valanga in Euro­pa. E lo spettro dell’eutanasia legale comincia ad aleggiare sul Vecchio Conti­nente, dopo gli strappi – pur diversi nella for­ma legislativa – di Belgio, Olanda, Lussem­burgo e Svizzera. Il suicidio assistito in Gran Bretagna è reso illegale dal Suicide Act, una legge del 1961 nella quale si stabilisce che chiunque aiuti o inco­raggi un’altra persona a togliersi la vita è punibi­le con la reclusione fino a 14 anni. Nonostante vari tentativi di modifi­care la norma, la pratica del suicidio assistito con­tinua a essere illegale, con il sostegno della maggioranza della po­polazione e del governo di Gordon Brown. Il premier ha infatti più volte rimarcato quan­to sia importante, per il rispetto della vita u­mana, aiutare chi è in una condizione di vul­nerabilità e non metterlo sotto pressione.
Nelle ultime settimane tanta stampa ha ti­tolato che la Gran Bretagna ha legalizzato il suicidio assistito, ma ciò non corrisponde al vero, sebbene con l’introduzione di nuove `linee guida` da parte del direttore della Pro­cura generale, Keir Starmer, il dibattito si è
acceso e molti temono che esse potrebbero rappresentare il primo passo verso un at­teggiamento più tollerante nei confronti di chi aiuta un’altra persona a morire.
Le linee guida sono state pubblicate dopo le molte richieste di una malata di sclerosi mul­tipla, Debbie Purpdy, la quale voleva che fos­se chiarito dal giudice se il marito rischia l’in­criminazione quando egli l’accompagnerà alla clinica svizzera Dignitas dove sarà assi­stita dai medici a morire. La richiesta della Purdy, bocciata due vol­te dai giudici, è poi stata accolta dalla Camera dei Lord.
Poco dopo la Procura Generale è intervenuta sostenendo la necessità di specificare chi è puni­bile tra coloro che aiuta­no una persona a suici­darsi. Sono seguite le li­nee guida: è punibile chi spera in un ritorno economico dalla morte della persona suici­da; è punibile chi mette sotto pressione la persona suicida; non è necessariamente pu­nibile una persona che ne accompagna un’altra in un Paese dove il suicidio assistito è legale. Finora sono più di cento i britanni­ci che si sono recati in Svizzera per porre fi­ne volontariamente alla propria esistenza: tutti erano accompagnati da almeno un fa­miliare, nessuno di essi è stato incriminato.