Il diritto alla salute, così come sancisce l’art.32 della nostra Costituzione “nel rispetto della persona umana”, ha una sua priorità e come tale esige interventi di tutela in modo coerente e coordinato, ma da tempo, da troppo tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia, ipotizzare il testamento biologico, sospendere il sproporzionato ed inefficace accanimento terapeutico.

 

Attorno a questi emblematici obiettivi cui la politica ci vuol far giungere ad ogni costo, se ne “parla” troppo, a volte in maniera impropria, “circostanze” che fanno parte della nostra vita .  Nell’antichità il vocabolo eutanasia significava una morte dolce, vale dire senza sofferenze. Oggi si interpreta quale intervento diretto ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia, una strana “ licenza di uccidere “, che per i cristiani è contraria alla legge morale dal quinto Comandamento o Decalogo.

 

In sostanza un procurare ( per non dire imporre !) la morte alle persone la cui vita potrebbe essere compromessa da una malattia inguaribile, da una menomazione congenita, da una condizione di natura psicofisica grave : è una licenza di uccidere  

Impressionante la notizia ultima che viene da Anversa dove due gemelli nati insieme e sordi  hanno deciso di morire  insieme con una iniezione letale, ha suscitato grande scalpore quella “eutanasia in tandem”, quel drammatico “servizio sociale” che in altre Nazioni si vorrebbe estendere ai minori, ai malati mentali, terminali, o sofferenti di Alzheimer.

 

Nell’odierna interpretazione l’accanimento terapeutico è costituito da una serie  di interventi medici sul malato in fase terminale, la cui terapia potrebbe risultare essere inefficace, una “via” compiuta allo scopo di evitare ulteriori sofferenze al paziente con il fornire, pare, di forti dosi di stupefacenti .  

Il testamento biologico, incarnato ancora oggi in nessuna legge, trattasi di una la dichiarazione anticipata di volontà di una persona in relazione alle terapie che intende siano proposte nel caso di malattie o gravi lesioni cerebrali, cioè il consenso informato, vale a dire l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili.  

Ecco una “visione” che l’uomo d’oggi ha della sua persona e della sua eventuale sofferenza, ma “spinto” ad essere selettivo sulla vita e sulla morte della società e dei suoi membri, “modalità” che non devono essere provocate, ma avere un fine naturale.  

Comunque siamo in presenza di una  eutanasia, di fronte ad uno omicidio, in contrasto con Ippocrate il padre della medicina, che adottava il principio “l’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda”, come dire che la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona.  

Il problema morale, cioè la difesa dei valori umani, è chiarire il concetto ed il contenuto, ma di fronte ad atteggiamenti di accanimento terapeutico, di dolore non necessario, dell’ipotizzato testamento biologico, si corre il grave rischio che dal considerare la così detta pietà per le sofferenze insopportabili, si possa passare alla legalizzazione della vita senza valore, “considerazione” che potrebbero coinvolgere l’uomo d’oggi.

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf

 

Questa possibile “evenienza”, molto importante delicata e grave per la salute di tutti i cittadini che ho denominato “budget del ricoverato”, consiste in pseudo logiche di convenienza chiamate “risparmio” o “spending review”, od “altro” che tentano di abbandonare al loro destino malati terminali, anziani, disabili dimettendoli anzi tempo dalle strutture ospedaliere senza una adeguata protezione alternativa .

 

Ma il Parlamento e tutti i Governi sono stati “maestri” a non risolvere il problema, condensato in una Petizione giacente in Parlamento ( Camera e Senato) dalle quali non ricevo risposta dal dicembre 2009, che non è gradita dalla logica dell’etica pubblica e che col silenzio ci induce a pensare di incamminarci sulla strada dell’imbarbarimento, inizio della, possibile, fine della nostra connivenza civile.

 

Se è tale allora non possiamo pensare che essere un “meccanismo” incivile ed anticristiano, una “forma” di eutanasia passiva, una omissione di soccorso, “fuori” dall’ordinamento giuridico italiano.

 

Comunque la posizione in tema di vita è in contrasto con la Convenzione Europea del 1999 che vieta espressamente ogni forma di eutanasia, come nel 1987 a Madrid e nel 1992 a Marbella l’Associazione medica mondiale si è espressa contro l’introduzione dell’eutanasia, mentre la “Raccomandazione” n.776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non ha diritto di accelerare il processo di morte”.

 

Con tutto il rispetto che abbiamo verso questi “sofferenti”, occorre ascoltarli ed aiutarli affinché la vita di un morente diventi accettabile aspettando che la natura compia il suo ciclo naturale.

 

Alle considerazioni cui giunge l’uomo della strada, che rifiuta categoricamente i giochi politici ed elettoralistici, alle famiglie nelle quali insiste un malato mentale che in Italia si aggirano in circa 10 milioni di sofferenti, a quelle di un disagiato fisico che sono circa 3 milioni, alla società in genere, ci appare inopportuna l’analisi e la metodologia che viene nella in sensibilizzazione della politica, che solo in apparenza vuol farci credere di difendere i valori morali non negoziabili per ridare alla gente quella sovranità che gli appartiene e rimuovere i problemi sin oggi totalmente trascurati .

 

La società attende condizioni umane capaci di assicurare ad ognuno la vita, anche la più inutile e senza valore !

 

Ci pare, a nostro modesto parere, che una priorità come quella di queste gravi ed urgenti disagi sociali sia assoluta, perché la inadeguatezza della normativa esistente dovrebbe essere recepita con una massima attenzione sul piano sociale e legislativo con una regola giuridica chiara e risolutiva .

Previte

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire