Gira, gira, rigira… : questa parola risuona quasi sempre nell’ambito delle attività sociali e quotidiane !

Ma in breve cerchiamo di conoscere queste vicende umane, queste tragedie, queste vicissitudini che vorrebbero “spingere” la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, comunque si tratta di omicidio, una omissione di soccorso.

Siamo in presenza di una vera eutanasia dove viene esercitata anche nei “casi” sotto elencati, ma sempre costituisce una uccisione intenzionale, “una licenza di uccidere” in contrasto con l’etica sociale e con Ippocrate il padre della medicina, che adottava il principio “l’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda” : in una parola la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona.

Ma cosa è l’eutanasia ? E’ il procurare ( per non dire imporre !) la morte alle persone la cui vita potrebbe essere compromessa da una malattia inguaribile, da una menomazione congenita, da una condizione di natura psichica.

Dove è ammessa ?( da notizie dei mass media) : in Albania, Belgio, Canada ( negli Stati Manitoba ed Ontario), Cina, Colombia, Danimarca, Germania ( se richiesta dall’interessato), Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Thailandia, USA (negli Stati dell’Oregon e Washington).

In Italia vi sono stati dei “casi” :

1.)    Elena Moroni, in coma irreversibile in ospedale, il marito stacca il respiratore (21:6:1998 ) ;

2.)    Giovanni Nuvoli, malato di sclerosi laterale amiotrofica, muore a seguito dello sciopero di sete e fame dallo stesso adottato (23.7.2007) ;

3.)    Piergiorgio Welby chiede lo stacco dal respiratore, dopo alterne vicende muore il 20.12.2006 ;

4.)    Eluana Englaro in stato vegetativo persistente il padre ne chiede l’interruzione dal trattamento di sostegno dell’alimentazione ed idratazione. Il decreto della Corte d’Appello di Milano, confermato in Cassazione, decide la “esecuzione” e muore nel febbraio 2009. ( in contrasto con l’art.25/f della “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU A/61/611 del 6 dicembre 2006) .

 

In USA :

1.) Terri Schiavo in stato vegetativo persistente, la Corte Suprema dello Stato della Florida autorizzò il marito a sospendere l’alimentazione forzata (2005).

 

Il problema morale è chiarire il concetto ed il contenuto, ma di fronte ad atteggiamenti di rifiuto dell’accanimento terapeutico, del dolore non necessario o testamento biologico (cioè autodeterminazione del paziente, provvedimento ancora sospeso ed incerto nel Parlamento Italiano), si corre il grave rischio che dal considerare la così detta pietà per le sofferenze insopportabili, si possa passare alla legalizzazione della vita senza valore , “considerazione” che potrebbe coinvolgere disabili psico-fisici, malati terminali, anziani non autosufficienti.

 

http://digilander.libero.it/cristianiperservire/pdf/Petizione%20al%20Parlamento%20Italiano.pdf http://digilander.libero.it/cristianiperservire/News2011/050911.htm

Quel “budget del ricoverato”, cioè quella “forma” di risparmio che, pare, avvenga negli ospedali, sia dettata dalle “striminzite” risorse finanziarie assegnate alle spese sanitarie dalle leggi finanziarie, ora dal decreto 2011 “salva Italia”,che si dice per il riordino del bilancio pubblico, dalla ripartizione alle Regioni e dalle convenzioni con i nosocomi pubblici e privati, comunque dove la parola d’ordine sarebbe : spendere meno, restringere i tempi di degenza, persino per fasce d’età .

 

http://www.agensir.it/pls/sir/v3_s2doc_b.quotidiano?tema=Quotidiano&argomento=dettaglio&id_oggetto=230471

 

Una incivile e vergognosa discriminazione, se vera, a danno delle persone psico-fisiche od in fase terminale della loro vita, che il Parlamento ancora oggi 2011 deve rispondere alla mia Petizione!

 

Comunque la posizione in Europa, di certi Stati in tema di vita, è in contrasto con la Convenzione Europea del 1999 che vieta espressamente ogni forma di eutanasia, come nel 1987 a Madrid e nel 1992 a Marbella l’Associazione medica mondiale si è espressa contro l’introduzione dell’eutanasia, una omissione di soccorso reato contemplato dal n/s Ordinamento Giuridico.

 

La “Raccomandazione” n.776/1976 dell’Assemblea del Consiglio d’Europa afferma “ che il medico deve placare le sofferenze e che non ha diritto di accelerare il processo di morte”.

 

A fronte di queste posizioni internazionali brevemente delineate, si pone il cristiano alla luce della Fede, si pone l’uomo della strada nel senso del vivere, si pone la società che attende condizioni umane capaci di assicurare l’assenso ad ogni vita anche la più inutile e senza valore.

 

Vorrei però citare una Sentenza della Corte Amministrativa Federale Tedesca del 16 gennaio 1964, la quale rifiuta il principio dell’eutanasia e della legalizzazione in tema di uccisione dei malati psichici dove “ogni uomo, anche il malato nella propria costituzione psichica ha il diritto ad essere rispettato nella sua dignità umana”.

 

Alle considerazioni cui giunge l’uomo della strada, che rifiuta categoricamente i giochi politici ed elettoralistici, alle famiglie nelle quali insiste un malato mentale ed alla società in genere che vuole proteggersi dalle molteplici condizioni psichicamente instabili, che in Italia si aggirano in circa 10 milioni di sofferenti, ci appare inopportuna l’analisi” e la metodologia nella sensibilizzazione che a volte ci viene dalla politica che a volte prende in considerazione l’appello da parte di un privato (che forse non è da solo) che desidera  sollecitare il Parlamento ad un dialogo su questa tematica !

 

Con tutto il rispetto che abbiamo verso questi “malati”, occorre ascoltarli ed aiutarli affinché anche la vita di un morente diventi accettabile aspettando che la natura compia il suo ciclo naturale.

 

Ci meraviglia, ma non più di tanto, che tale avvenimento sia velocemente ritenuto “argomento di un confronto sensibile ed immediato in Parlamento”, quando le nostre sollecitazioni al Presidente della Repubblica per una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica sia stata solo trasmessa al Ministero della Salute (prot.UG n.1107 SGPR 15 giugno 2006 0069 167 P) che mai ha risposto e mai ha provveduto a questi “richiami”a svolgere un’azione legislativa verso questa grave ed urgente patologia che attende da ben 33 anni una concreta soluzione.

 

Ci pare, a nostro modesto parere, che una priorità come quella di questo grave ed urgente disagio sociale sia assoluta, perché la inadeguatezza della normativa esistente dal 1978 (leggi n. 180 e 833) dovrebbe essere recepita con una massima attenzione sul piano sociale e legislativo con una regola giuridica chiara e risolutiva, una legge-quadro di riordino della malattia mentale, alla luce ed all’evidenza dei “casi” dove la Magistratura od una perversa “autorizzazione” ha deciso con una Sentenza di far morire di fame e di sete, perché su queste umane vicende nessuno nelle “alte sfere” si degna di puntare il dito.

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire