Il sito ufficiale della Santa Sede parla anche francese. E tra social network e web cam puntate su santuari e basiliche, la Chiesa è sempre più digitale

GIACOMO GALEAZZI da Vatican Insider
CITTÀ DEL VATICANO

Non più solo lingua prediletta della diplomazia pontificia. Il francese (idioma tradizionale di prestigiosi filoni di ambasciatori d’Oltretevere) diventa anche strumento di comunicazione Web. D’ora in poi il sito ufficiale della Santa Sede (www.news.va) parla anche francese. Oltre a quelle in italiano, inglese e spagnolo, il portale che raggruppa tutte le notizie dei differenti organi d’informazione vaticani inaugura la propria sezione nella lingua dell’Abbé Pierre e di Georges Bernanos. Ma il francese non è lingua da feluche solo nei Sacri Palazzi. Il servizio diplomatico dell’Unione europea utilizza praticamente solo due lingue di lavoro, l’inglese e il francese. Non è vero dunque che il francese sia in gran decadenza come lingua diplomatica.

A oltre un anno dalla nascita, il sito, che raccoglie le fonti di informazione del Vaticano, è ora disponibile in quattro lingue. Le visite quotidiane oscillano tra le 8000 e le 10.000, con punte di 16.000. Il tempo medio di permanenza è di due minuti, segno che chi accede, non è capitato per caso, ma si sofferma, legge, cerca. Le visite al portale vaticano arrivano da circa 180 paesi di tutto il mondo, con il primato degli USA (27% delle visite), seguiti da Italia, Germania, Spagna, Canada e Brasile. Il 53% dei visitatori sono nuovi, il restante 47% sono utenti ormai affezionati e regolari.

Inoltre, la stragrande maggioranza dei contatti di news.va, arrivano dai social network: il 65% da Facebook, circa il 30% da Twitter. «I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte – ha evidenziato il Papa nel messaggio per la 46° giornata mondiale delle comunicazioni sociali -.Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte; anzi, spesso l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte. Il silenzio è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti».

Nel complesso e variegato mondo della comunicazione emerge, puntualizza Benedetto XVI, l’attenzione di molti verso le domande ultime dell’esistenza umana: chi sono? che cosa posso sapere? che cosa devo fare? che cosa posso sperare? Perciò è importante «accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo, fatto di parola, di confronto, ma anche di invito alla riflessione e al silenzio, che, a volte, può essere più eloquente di una risposta affrettata e permette a chi si interroga di scendere nel più profondo di se stesso e aprirsi a quel cammino di risposta che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo».

Facebook e le chat non sono da demonizzare, anzi «permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie». Quindi, «bene i social network, però sul Web non createvi falsi profili». Il Papa benedice la rivoluzione sociale provocata da Internet, ma mette in guardia i giovani dal confinarsi solo in territori virtuali e in «un mondo parallelo».Nella partecipazione ai «social network» e nella ricerca di un sempre maggior numero di «amici» bisogna restare «fedeli a se stessi» e mai cedere a trucchi o «illusioni» come la creazione di una falsa identità attraverso il proprio profilo. I «social network», a cui sempre più persone, soprattutto giovani, partecipano su Internet, offrono «nuove opportunità di condivisione, dialogo, scambio, solidarietà, creazione di relazioni positive». Occorre però «evitarne i pericoli», ossia «il rifugiarsi in una sorta di mondo parallelo o l’eccessiva esposizione al mondo virtuale».

Valorizzate anche le webcam. Fino al 2009 Fatima era l’ultimo anello mancante, da allora tutto il sacro è in «live cam». L’occhio elettronico portato in dote tre anni fa al santuario portoghese ha completato la «web-copertura» mondiale della geografia mariana, mentre la «santa cam» unisce i luoghi francescani da Assisi alla recente ostensione del corpo di Padre Pio e il Vaticano offre agli internauti immagini «non stop» dai  suoi punti d’osservazione più suggestivi. Un pellegrinaggio virtuale  attraverso i cinque continenti (dalla Gmg di Sydney alla processione papale  a Lourdes), una mappatura Internet benedetta dalla Santa Sede. Attraverso  il linguaggio immediato delle webcam la Chiesa risponde alle richieste dei credenti. Una strategia-reality che si stende come una ragnatela sull’«internazionale» da Lourdes a Oropa mariana da Lourdes a Oropa, dal santuario svizzero degli Eremiti di Einsielden alla «Marienkirche» cara a Ratzinger, dalla bavarese Altoetting  alla «Notre Dame» in Indiana, dalla «Virgen de la Fuensanta» a Murcia alla Mariacki di Cracovia, dalla cattedrale di Parigi alla cappella della  Natività in Oberndorf, dove fu composto il canto «Astro del ciel».

E ancora, dalla tedesca Luebeck a Santa Maria del Fiore a Firenze, dalla Madonna di San Luca a Bologna, dal Duomo dedicato da Milano a Maria bambina all’austriaca Mariazell, dalla piazza della Vergine di Valencia alla torinese Basilica di Superga.

Un’evangelizzazione a colpi di «live cam»  iniziata nel giugno 2001: i pionieri della «webcam  religiosa» sono stati i frati cappuccini di San Giovanni Rotondo che hanno installato una serie di «occhi elettronici» puntati 24 ore al giorno sulla  cripta di Padre Pio e sulle messe. Una «mondovisione fai da te»  intensificata per l’ostensione del corpo di Padre Pio alla  quale il 21 giugno 2009 ha partecipato anche il Pontefice. A settembre 2008, in occasione  della visita papale, il santuario di Lourdes ha installato davanti alla  grotta di Massabielle, alla basilica del Rosario e sulla spianata delle  processioni, un sistema di webcam che trasmettono immagini in diretta.  L’8 dicembre 2009, per la festa dell’Immacolata, ad Assisi i frati del Sacro Convento hanno inaugurato il loro sistema di webcam con la diretta della  messa solenne nella Basilica Inferiore. Inoltre ogni sera, sul portale www.sanfrancescopatronoditalia, i francescani fanno web-chat con i fedeli (numero verde 800.333.733). In Vaticano è in funzione anche una webcam che trasmette in tempo reale immagini dai giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Le altre  webcam «coprono» piazza San Pietro, la tomba di Giovanni Paolo II, la cupola di San Pietro, il Governatorato e la Basilica Vaticana. Nella primavera del 2010 è stata installata una webcam in duomo a Torino per l’ostensione della Sacra Sindone. A Medjugorie sono in funzione tre webcam: una è fissa sull’altare del santuario) che trasmettono in diretta le celebrazioni all’interno e le processioni all’esterno.