di Rodolfo Casadei
Tratto da Tempi del 12 febbraio 2010
Tramite il sito dell’Istituto Bruno Leoni

Non vorrei lasciar scivolare via il primo anniversario della morte di Eluana Englaro senza condividere l’amarezza profonda che mi provocano le parole del signor Beppino, ogni volta che le sue infelici dichiarazioni arrivano all’attenzione di tutti.

Al presidente del Consiglio Berlusconi che esprimeva il suo rammarico per non aver potuto impedire la morte di Eluana (a causa della sciagurata intromissione del presidente Napolitano) papà Englaro ha replicato che non avrebbe parlato così se l’avesse vista di persona negli ultimi tempi della sua vita, e che oggi la medicina “può creare una condizione che non esiste in natura e che è solo lo sbocco senza uscita di una serie di terapie”. Interessante questo giudizio sulla medicina che crea situazioni che “non esistono in natura”. Anzitutto spinge a chiedersi cosa sia la medicina: è una pratica naturale o soprannaturale o extranaturale? Se la medicina è una pratica naturale, non può creare situazioni innaturali: sarebbe una contraddizione. Se si dice che la medicina crea una situazione che va contro la natura, questo significherebbe che la medicina è magia o stregoneria, o che l’hanno portata fra noi gli extraterrestri. I laicisti sono sempre molto confusi su questo punto: rigettano l’idea di natura come troppo teistica, poi parlano di situazioni contro natura create dall’uomo. Ma se dite che l’uomo è natura e nient’altro che natura, come può egli creare situazioni “contronatura”? I laicisti si contraddicono a ogni piè sospinto.

Vengono poi in mente tutte le situazioni create dalla medicina che non si danno in natura: le persone che vivono con organi trapiantati, che sopravvivono grazie a trasfusioni, alla somministrazione di antibiotici (quelli sì contronatura, tanto che inquinano l’ambiente quando vengono espulsi dal corpo), all’utilizzo di reni artificiali o polmoni di ferro. Cosa pensa di fare il signor Beppino con tutte le persone che si ritrovano in queste “condizioni che non esistono in natura”?

In realtà la mancanza di logica di papà Beppino (e dei suoi fan) si spiega con una psicopatologia: il narcisismo. Come tutti sanno, verosimilmente Eluana non soffriva. Non c’erano dolori atroci che facessero propendere per l’opportunità di porre fine alla sua vita. Però Eluana era diventata brutta, bruttissima come può diventare una persona da 17 anni in stato vegetativo persistente. E’ questo che Englaro non sopportava: la vista della sua bella figlia trasformata in una brutta figlia. Englaro ha sempre messo l’esperienza visiva al di sopra delle altre esperienze sensoriali. A lui solo la vista trasmette emozioni, e la vista gli rimanda una brutta immagine della sua Eluana. Alla maggior parte dei genitori basta stringere la mano ai propri figli, anche in coma o in stato vegetativo persistente, per provare sensazioni che poi vengono elaborate in emozioni positive. Non così Beppino. Da qui è nata la sua feroce volontà di eliminare quella immagine, che non corrispondeva più a quella che in passato gli aveva dato piacere. Tutto il resto (il diritto all’autodeterminazione, il dibattito sulla vita che non è più vita, la volontà presunta di Eluana, ecc.) è stato solo pretesto, ideologia volta a giustificare una pulsione distruttiva. E il giudizio si estende ai fan di Englaro: gente che maledice Berlusconi perché ci ha imposto le sue televisioni, e poi ragiona sulla base del narcisismo televisivo dominante.