Intervista a Camillo Langone, giornalista di Libero e del Foglio, sulla proposta dell’Onu di cancellare la Divina Commedia dai programmi scolastici: «Perché non abbattiamo anche il Colosseo e San Pietro? L’Onu vuole esportare il nichilismo e il cinismo a livello mondiale, ma io propongo che l’Italia esca dall’Onu e dal suo relativismo». 
di Daniele Ciacci
Tratto da Tempi

Per Valentina Sereni, presidentessa dell’associazione di consulenza speciale per l’Onu “Gherush92”, bisognerebbe «espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali». Alcuni luoghi del testo sarebbero, infatti, islamofobi, omofobi, sessisti e antisemiti. Un concentrato di elementi diseducativi nel libro più studiato di tutta la letteratura italiana. Tempi. it ne discute con Camillo Langone, giornalista del Foglio e di Libero.

Insomma, vogliono toglierci Dante. 
Mi aspettavo che si sarebbe arrivati a una mossa del genere. C’è una grande coerenza in questo modo di ragionare. Poco tempo fa, si voleva coprire l’affresco della Basilica di San Petronio a Bologna che raffigurava Maometto precipitato nel’Inferno. Un’immagine tratta chiaramente dal poema dantesco. Ci furono molte discussioni, e anche qualche minaccia. Ma la cosa non mi stupisce: nel momento in cui non si crede più in niente, nulla vale.

La proposta è di Gherush92, un’associazione che è consulente speciale dell’Onu. 
L’Onu vuole esportare il nichilismo e il cinismo a livello mondiale. Oggi cercano di inquisire Dante, poi si scaglieranno contro la Bibbia. La Divina Commedia è un poema biblico, quindi è il primo passo per abolire Bibbia e Vangeli. Ma già adesso si vedono i primi sintomi. A Bologna è stata rimossa un’insegnante di religione perché insegnava l’Apocalisse, uno tra i più scomodi libri della Bibbia. È meglio non citare neanche il Genesi, che è difficile da trattare pubblicamente.

Quindi, è l’Onu che ci sta educando al nichilismo. 
Sono per l’uscita dell’Italia dall’Onu, dall’Unione europea e da qualsiasi altra associazione che cerchi di distruggere culturalmente il nostro paese incentivando l’ideologia relativista. Se niente ha un valore assoluto, è giusto togliere tutti i libri scomodi. Noi viviamo in uno stato di censura, mille cose non si possono dire. Ma perché? Perché ce lo impongono delle sovrastrutture nazionali che si fanno a carico di direttive mondiali. E che, tra l’altro, dipendono dai nostri fondi di povere provincie. Io sono per la sovranità nazionale, e che un’entità sovranazionale dica quello che si deve e non deve fare in ambito scolastico nei singoli paesi mi infastidisce. Adesso, poi, con il governo Monti ci siamo resi vassalli del governo europeo, che è capace di farci digerire qualsiasi follia. L’Italia ha sempre avuto una certa abitudine al servilismo. Quindi, è giusto che tolgano la Divina Commedia, che è la cosa più grande che ha prodotto l’Italia. Già che ci siamo, abbattiamo il Colosseo o San Pietro.

Come si può reagire?
Non con le parole. Bisogna togliere i fondi, affamare la bestia. Associazioni come Gherush92, dedite alla distruzione della nostra cultura, devono essere liquidate eliminando qualsiasi sostegno economico. Da dove vengono i soldi per le loro ricerche? Temo da noi contribuenti. Inizio a credere che l’evasore, se riesce ad affrontare e superare i meccanismi sovranazionali, sia un eroe.

La censura della Divina Commedia non le sembra una lesione della libertà culturale?
È molto peggio. Io sono per la libertà di stampa. A mio parere, è giusto anche pubblicare il Mein Kampf. Ma, a differenza del libro di Hitler, io condivido in toto la Divina Commedia. La condivido in tutto e per tutto. La libertà d’espressione va preservata sempre, anche Ahmadinejad si può pubblicare, ma costui, Dante, ci rappresenta, è il nostro poeta.