Sigmund Freud- Medico Psichiatra ed attento osservatore dei comportamenti umani “ Niente creerà un grande insolubile problema all’umanità come il tentativo di separare la sessualità dalla riproduzione”

di Mimma Piliego*

Sono solita soffermarmi su alcune notizie che mi hanno colpito per l’argomento trattato, ultimamente la mia attenzione è stata catturata dalle affermazioni del Santo Padre sull’amore coniugale.

Papa Benedetto XVI  riaprendo la lettera enciclica del Sommo Pontefice Paolo VI “ Humanae Vitae”  ha dimostrato la grande attualità dell’enciclica incoraggiandoci ad una conoscenza approfondita del messaggio in essa contenuto.

L’ Humanae Vitae veniva donata al mondo da Paolo VI il 25 luglio 1968 nel sesto anno del suo Pontificato,  in un periodo storico attraversato da molteplici cambiamenti.

Cambiava nel ’68 l’approccio in materia di morale sessuale: la sessualità vista come emancipazione personale della donna e dell’uomo, sul controllo delle nascite attraverso l’abuso della contraccezione meccanica e chimica e sull’origine e natura del rapporto d’amore fra uomo e donna.

Prima di pubblicare l’enciclica, che fu definita con irrisione “ l’Enciclica della pillola” Papa Montini fu sottoposto ad innumerevoli pressioni, fu contestato anche negli ambienti cattolici, che preferivano un atteggiamento più cauto della chiesa su alcune tematiche considerando l’ Humanae Vitae di difficile applicazione.

L’Enciclica ebbe durante la sua elaborazione grandi sostenitori come il Cardinale Karol Wojtyla ed il Cardinale Joseph Ratzinger.

Nell’Humanae Vitae si erge nettamente l’importanza della relazione con l’amato: solo  attraverso il cammino giornaliero  si realizzano  i progetti più autorevoli che conducono a Dio.

Sappiamo che il cammino di costruzione di un uomo e di una donna può essere di difficile attuazione e talvolta può presentare momenti di pausa fisiologici, per tale  motivo l’Humanae Vitae ci illumina rendendosi sempre più attuale con i suoi suggerimenti ed insegnamenti, anche nell’odierno periodo storico dove il rapporto fra uomo e  donna, ma anche fra individui dello stesso sesso, si polverizza dirigendosi verso l’egoismo assoluto.

Oggi si preferisce accettare un comportamento sessuale che rivela una netta separazione tra procreazione e sesso fine a se stesso, come ricerca di piacere e conoscenza dell’altro.

Sin dall’età di 12-13 anni i giovani consumano la sessualità senza una reale e totale conoscenza dell’altro.

I media esaltano questi  comportamenti, disprezzando ed irridendo chi vive la propria sessualità rispettando  le  regolari tappe della vita.

I genitori per evitare  gravidanze indesiderate  accettano la precoce  ed immatura sessualità  dei figli  piegandosi al loro incompreso volere, ed accettando la contraccezione meccanica o chimica. Compromesso che li deresponsabilizza.

In tal modo si svincolano dal loro ruolo genitoriale  diventando complici dei figli e non autorevoli esempi.

Non si insegna, attraverso l’abbandono pedagogico, ai figli il rispetto per il proprio  e l’altrui corpo, rispetto che si esalta nella relazione tra i due coniugi in forza della loro speciale vocazione al dono scambievole dei loro corpi e della loro facoltà procreativa.

Un tale stile di vita che cresce  tra i coniugi esercita il suo benefico influsso su tutti gli altri ambiti di vita di relazione, familiari ed extrafamiliari, nei quali si dispiega una società  fondata sull’amore.

Rifacendomi ad una affermazione di Sigmund Freud- Medico Psichiatra ed attento osservatore dei comportamenti umani “ Niente creerà un grande insolubile problema all’umanità come il tentativo di separare la sessualità dalla riproduzione”

Analizzando l’argomento da un punto di vista medico appare utile approfondire che i metodi contraccettivi sia quelli chimici, meccanici e naturali vengono classificati in base alla loro efficacia nel prevenire gravidanze indesiderate attraverso l’indice di Pearl.

L’indice di Pearl è un indice numerico, più basso è  più il metodo è efficace  si considera il numero di gravidanze indesiderate rilevate su 100 donne che hanno utilizzato un determinato metodo per 12 mesi. Non risponde a verità assoluta e non si sofferma sugli effetti collaterali per la salute della donna, presenti nei metodi contraccettivi chimici e meccanici. Analizzerò i due metodi con indice di Pearl più basso.

La contraccezione ormonale( chimica)  ha un indice di Pearl  di 0.7 uguale al metodo naturale definito sintotermico.

Il primo metodo impone al corpo della donna un ritmo contro natura regolato chimicamente e non tutte le donne possono effettuarlo. Infatti si sconsiglia l’uso della pillola anticoncezionale a tutte quelle donne affette da patologie cardiovascolari,neurologiche, endocrinologiche, reumatologiche, gastrointestinali, con  disturbi della coagulazione, alle forti fumatrici che  fumano più di 15 sigarette al di, alle obese con un indice di massa corporea  maggiore di 30, o per interazioni farmacologiche con ad esempio con gli antistaminici usati per le comuni allergie.

Il metodo sintotermico ha lo stesso indice di Pearl,  0.7,  in quanto si utilizzano  indicatori di fertilità sempre più precisi che si adattano alla vita fertile della donna negli anni. Senza alcun effetto collaterale.

Attraverso il metodo naturale si prende coscienza del DONO della fecondità ed a  maturare un atteggiamento di responsabilità nei confronti della trasmissione della vita.

La coppia cresce progressivamente nel dialogo, nella condivisione, nell’amore e soprattutto nel rispetto reciproco, presupposti fondamentali per poter vivere la propria sessualità in modo più maturo e consapevole fino al dono totale di sé.

Bisogna riappropriarsi del sentimento di responsabilità.

Queste importanti tematiche dovrebbero essere approfondite nelle scuole con l’aiuto di medici che impartissero ai giovani la strada che li conduce al rispetto del proprio  e dell’altrui corpo. Molte volte alcuni errori nelle scelte e nel percorso della vita si compiono per ignoranza dell’argomento e per  la presenza di sbiadite testimonianze mediatiche.

Parallelamente si dovrebbero istituire dei tavoli di lavoro con  ginecologi,  medici di medicina generale e giovani in quanto, non si può pretendere dalle famiglie una conoscenza così specifica. Dobbiamo coltivare i nostri giovani e non abbandonarli.

Questo ci permetterebbe di entrare nel loro mondo, attraverso la professione medica, aiutarli a comprendere la gravità di alcuni comportamenti e soprattutto dove possono condurre scelte errate.

Io ho notato nell’attuazione giornaliera della mia professione medica, che la gente in genere  è poco disposta ad ascoltare quando ha deciso  di abortire.

Alcune considerazioni: il più delle volte è solo la donna che si reca nell’ambulatorio del medico, pochissime volte è accompagnata dal proprio compagno che solitamente è perfettamente a conoscenza della situazione. La scusa ricorrente maggiormente usata: impegni di lavoro inderogabili!

Disturba ascoltare che tale decisione ucciderà un essere umano che nuocerà alla sua salute e che le farà dannare l’anima in quanto commetterà un omicidio.Pur dichiarandosi cristiano-cattolici.

Delle tre argomentazioni da me  presentate solitamente  muove maggiore interesse  quella che interessa le ricadute future sulla propria salute.

Dopo si pensa all’essere, figlio, che si sta sopprimendo, ma non vedendolo e sentendolo non esiste.

Per la dannazione eterna il più delle volte escono dalle borse dei crocefissi o dei santini, simboli vuoti. Basta succesivamente stazionare saltuariamente in Chiesa, confessare il tutto ad un parroco distratto e subito riavere l’assoluzione. Il gioco è fatto!

Ma è davvero questo che Gesù Cristo ci ha chiesto morendo in croce?

Fermiamoci. Prendiamoci tutti le proprie responsabilità, rimettiamoci a lavoro per diffondere e far comprendere il messaggio cristiano

Dr.ssa Mimma Piliego

Medico Medicina Generale

Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Facoltà di bioetica

Roma