Da qualche giorno apprendiamo, un ritorno alla terapia elettroconvulsionante o elettroshock, per patologie di psicosi depressive gravi.( pubblicazione odierna di Affari Italiani- Sociale7.2.2011).

Ricordiamo che questa terapia “ideata” dallo psichiatra Guido Cerletti, è stata inventata come sistema per alleviare le pene dei maiali avviati al macello, che lo stesso Cerletti pensò “benevolmente” di doverla sperimentare sull’uomo.

E’ una vergogna, un atto d’inciviltà, un oltraggio alla dignità dell’uomo e per questo, unito ad altro, abbiamo richiesto da ben 4 Legislature che il Parlamento Italiano avvii un’Indagine Parlamentare conoscitiva.( vd.n/s sito internet : http://digilander.libero.it/cristianiperservire

La n/s Associazione ha denunciato più volte l’uso illegale di questa terapia ( vedere SIR n.70 del 29.09.1999) e la Consulta Nazionale per la salute mentale, anzi la Società Italiana di Psichiatria l’hanno definita un “ ritorno alla violenza bruta che esclude il prendersi cura della persona” ( da “La Sicilia” 25/8/1999 pag.19) , “trattamento” ribadito dall’art.1 del Decreto Legislativo 18/06/1999.

La Petizione di “Cristiani per servire”( col n.5 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e col n.9 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità della Camera dei Deputati ) al punto 12 riporta: ”nuove terapie in psichiatria, evitando il ricorso all’elettroshock, allo shock insulinico, alla lobotomia, agli psicofarmaci, in particolare di quelli “retard” che hanno prodotto tragedie umane inaccettabili e lesive della salute del paziente,ai legacci e cinghie di contenzione”.

Per maggiori informazioni :

vedere sito internet http://digilander.libero.it/cristianiperservire.

Premesso che non conosciamo se è ancora in vigore la Circolare del Ministro della Sanità del 2.12.1996 con la quale viene ignorata l’efficacia dell’elettroshock, all’epoca rivalutata per alcune patologie mentali, non possiamo affermare se sia una terapia adeguata o meno.

Questo lo deve “dire” la scienza medica!

Si può comunque osservare che per le malattie mentali con le leggi 180 e 833 s’intendeva superare quello specifico sistema di “curare” ipotizzando la riconversione delle strutture e cure capaci di garantire interventi integrati e dignitosi per il malato psichico nelle varie fasi del suo trattamento. Anche se la legge n.561 del 31.12.1999 della Regione Piemonte all’art. 3 la terapia T.E.C. può essere praticata col consenso informato, tuttavia all’art.4 fissa i limiti di utilizzo escludendo bambini ed anziani.

Se questo “trattamento” è ancora in funzione, (a parte la legge n.561 sopra citata) ripeto, non lo sappiamo, comunque sarebbe un ritorno alla violenza irrispettoso della dignità della persona umana.

Gli specialisti in materia ammettono che questo “metodo”produce danni fisici e morali rilevanti : un forte attacco convulsivo (maggiore di quello epilettico), danneggia lo stato protettivo del cervello, favorendo la penetrazione delle sostanze nocive; rompe i vasi sanguigni creando emorragie cerebrali, danneggia la memoria  ed il proprio io scuotendolo dei ricordi e delle sensazioni della vita, calpestando ogni singolo diritto umano del paziente.

Pare che in passato sia stato usato anche come punizione.

Tale metodo oltreché essere un ritorno al passato che si intende cancellare, è in netto contrasto con la volontà del Legislatore che vuole porre fine,con le leggi sopra citate, alla sanzione di privazione della libertà e di segregazione di esseri umani, inoltre in antitesi con i pareri di vari ed autorevoli specialisti.

Lo stesso dicasi per le terapie massicce di farmaci che, pare, si diano ai pazienti in TSO o ricovero normale, tanto da renderli socialmente accettabili e poi dimessi, per essere riammessi qualche settimana o qualche mese dopo.

Questi atteggiamenti oltre che essere antiterapeutici sono anche pericolosi, per parere della scienza medica, perché i neurolettici sono sempre più forti e con effetti collaterali seri.

Non si capisce, allora, perché questo “caldeggiare” la terapia !

Per quanto riguarda gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, la cui “scomparsa” doveva avvenire 33 anni or sono adeguando la normativa penale a quella civile, pare, proposto in fase sperimentale ( ma a tutt’oggi non è stata applicata questa “norma”) da Barcellona Pozzo di Gotto (ME) sede di uno dei più importanti tra i 6 Istituti Penitenziari per malati di mente, che si voglia applicare il braccialetto elettronico a quei “malati” che hanno commesso reati minori e che sono sottoposti a misure di sicurezza limitative della libertà personale.

Anche qui non ci meravigliamo per un eventuale intento.

La n/s Associazione “Cristiani per servire” ha proposto, ripetiamo, nella Petizione n.9 alla Camera dei Deputati e con il n.5 al Senato della Repubblica un’indagine parlamentare sull’uso e l’impiego illegale (se ancora esistente) della terapia dell’elettroshock e della possibile applicazione del braccialetto elettronico, modalità che contrastano con la volontà del Legislatore che intende (leggi 180 e 833) garantire interventi integrati e dignitosi per il malato psichico nelle varie fasi del suo trattamento.

.Per ambedue i “sistemi”,elettroshock e braccialetto elettronico, nonché per altri “trattamenti” e psicofarmaci, si chiede il rispetto della dignità e dei diritti civili, anche secondo la volontà del Legislatore che ha voluto porre fine alla sanzione ufficiale di privazione della libertà e di segregazione di esseri umani assicurando un concreto miglioramento del trattamento terapeutico socio-assistenziale :-riabilitativo, (se efficace).

Previte

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