Si ripete in Egitto il caso di Rimsha, la ragazzina cristiana arrestata in Pakistan con l’accusa di blasfemia. Ieri due bambini copti di 9 e 10 anni sono stati arrestati con l’accusa di aver insultato la religione islamica. È successo nel governatorato di Beni Suef, dove l’imam della moschea locale, Ibrahim Mohamed Ali, ha denunciato Nabil Nagy Rizk, 10 anni, e Mina Nady Farag, 9, per aver strappato alcune pagine del Corano. Il procuratore ha disposto che i due fossero trasferiti nel carcere giovanile di Beni Suef fino a quando saranno completate le indagini.

Secondo il corrispondente di Ahram Online, l’imam Ali ha prima portato i due bambini nella chiesa copta locale e chiesto al prete di punirli. Il sacerdote si è però rifiutato di castigare i due e per quelo Ali, aiutato da altri tre abitanti del villaggio, ha portato i bambini in tribunale.

Il padre di Nabil, Nagy Rizk, ha difeso i due bambini affermando pubblicamente che sono analfabeti e per questo non conoscevano il contenuto dei fogli che hanno trovato in una piccola borsa bianca dove stavano giocando, vicino a un mucchio di spazzatura in strada.

La vicenda dei due ragazzi arriva dopo un’ondata di arresti su base religiosa in tutto l’Egitto. All’inizio del mese a Sohag, un insegnante copto è stato condannato a sei giorni di prigione per aver postato su Facebook una vignetta considerata diffamatoria per l’islam.

da Avvenire.it