Un rapporto mette in luce la piaga: le ragazze vengono sequestrate e sottoposte alla violenza dei mariti musulmani
di Simona Verrazzo
Tratto da Avvenire del 12 novembre 2009

Il Cairo. In Egitto i rapimenti di ragazze copto- cristiane costrette a convertirsi all’islam per sposare un uomo musulmano sono una realtà molto frequente ma che in genere resta nel silenzio. Ora, per far conoscere il fenomeno, è stato pubblicato un rapporto che racconta le storie di alcune protagoniste vittime di questa piaga sociale. I copti rappresentano l’ 8- 12 per cento della popolazione. Su 80 milioni di egiziani si stima possano oscillare tra i sei e i nove milioni. Il rapporto, realizzato dalla Christian Solidarity International e dalla Coptic Foundation for Human Rights, si intitola «La scomparsa, la conversione forzata e i matrimoni forzati delle donne copto- cristiane in Egitto». Le autrici sono Michele Clark, che insegna Traffico di esseri umani alla George Washington University, e Nadia Ghaly, avvocatessa copta. Il rapporto raccoglie 25 testimonianze di altrettanti casi di sequestro, frequenti anche in città. Come è successo a una ragazza, H., rapita al Cairo nel 2005 quando aveva 17 anni e che ancora non ha fatto ritorno a casa. La sua famiglia si è rivolta alla polizia, ma inutilmente. Tra le storie più toccanti quella di M., rapita a 15 anni a El Menya (nel sud del Paese) da un amico di una sua compagna di classe musulmana. La ragazzina è stata deportata al Cairo, a oltre 200 chilometri dalla sua famiglia.

Costretta a drogarsi e prostituirsi, è rimasta nelle mani del marito per nove anni,  prima di riuscire a tornare a casa. Scappare non è semplice. Diventando musulmane, sulla carta di identità viene cambiata la voce “ religione”, da cristiana a islamica. Le donne che vogliono ritornare cristiane vedono negarsi la richiesta di un nuovo documento perché non più modificabile: l’islam non consente conversioni. Nel 1976 il patriarca della Chiesa copto- ortodossa, Shenouda III, denunciò la pratica, ignorata dalle autorità egiziane.

Un muro di omertà rotto solo ora, quando a settembre il principale settimanale del Paese, “ Al Ahram”, ha dedicato un articolo ai rapimenti di ragazze copte da parte di uomini musulmani.