di Elleci
Tratto da Giustizia Giusta

Oltre ai linciaggi dei copti cristiani, alle chiese bruciate, al trionfo elettorale dei partiti integralisti islamici e tante altre belle cose, la primavera araba ha donato all’umanità questo enorme falò.

Le fiamme appiccate dai manifestanti islamisti anti-Mubarak hanno portato alla distruzione di 192.000 manoscritti prevalentemente dell’era pre-islamica custoditi nella biblioteca dell’Istituto d’Egitto de Il Cairo. Molti testi, di valore inestimabile, erano il lascito della spedizione di Napoleone nel 1798.

Tra i libri gettati nelle fiamme c’era anche l’opera enciclopedica “Description de l’Egipte” redatta, in 20 volumi, dal cosiddetto esercito dei geni. Grazie a quest’opera, nel 1822, Jean Francois Champollion decripto’ l’enigma dei geroglifici. Tra i testi perduti anche quelli dell’ornitologo Savigny e dello zoologo Saint Hilare.

Inevitabilmente, queste fiamme richiamano alla memoria la distruzione dei Buddha di Bamiyan e forse, in maniera ancor piu’ pertinente, i falo’ di libri che illuminarono la primavera tedesca del ’33.