Un gioco di parole mal riuscito nel servizio del vaticanista fa insorgere la Santa Sede: «Più rispetto per il Pontefice» • Sulla Rai si scatena la bufera. Il direttore Di Bella: «Noi attenti alla Chiesa». Ma la Vigilanza: «Una battuta volgare»
di Massimiliano Scafi
Tratto da Il Giornale del 14 luglio 2009

Non solo il «Minzo» con il suo Tg1, adesso anche il Tg3 ha le  sue gatte da pelare. Gatti, anzi, e sei per l’esattezza. I due, «uno bianco e nero, l’altro grigio e un po’ malandato», che il Pontefice troverà in vacanza a Les Combes, e i quattro che, secondo il vaticanista del telegiornale della terza rete Rai, «hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltarlo». Il gioco di parole riesce male, la battuta ancora peggio. In compenso il servizio andato in onda l’altra sera, alla partenza di Ratzinger dal Vaticano, provoca un piccolo grande caso politico-mediatico-diplomatico, con l’irritazione della Santa Sede, la protesta di Giorgio Merlo, commissario pd della Vigilanza, che parla di «deriva anticlericale», le scuse del direttore del Tg3, l’imbarazzo del Pd e persino la precisazione del sindaco valdostano Osvaldo Naudin: «Non ci sono gatti nello chalet. La zona è off-limits pure per gli animali».

Attacco laicista? Offese al Santo Padre? Forse solo una colossale gaffe. Risentendo il nastro, ci si accorge che Roberto Balducci probabilmente intende fare soltanto un «pezzo» leggero, di colore: «Domani Papa Ratzinger andrà in vacanza, dove lo attende il fresco delle montagne, un ombrellone, un barbecue e due gatti, uno bianco e nero, l’altro grigio e un po’ malandato che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole». Magari il giornalista vuol dire che al Pontefice bisogna dare più attenzione, che i suoi appelli non vengono sempre raccolti. Ma il messaggio che viene fuori è l’esatto contrario.

«Il Tg3 s’impegni in una linea di rispetto e di attenzione per la Chiesa e la figura del Santo Padre», commenta padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. Ma a quel punto Antonio Di Bella ha già preso le distanze dal suo redattore. Il direttore spiega di aver «richiamato formalmente il vaticanista dopo il pezzo di ieri e prima di qualsiasi polemica». Il giornalista, riferisce Di Bella, ha spiegato che nelle sue parole non vi era «alcun intento offensivo e che c’è stato un equivoco, perché lui non aveva alcuna intenzione di irridere il Pontefice». D’altronde, aggiunge, «la linea editoriale del Tg3 è stata sempre caratterizzata da grande attenzione e rispetto per il Vaticano. Un impegno che mi sento di rinnovare, dimostrato anche in passato, come testimonia il bellissimo servizio di apertura di venerdì scorso dedicato alla visita di Obama in Vaticano e firmato dallo stesso vaticanista». E padre Lombardi perdona: «Prendo atto delle dichiarazioni di Di Bella». Amen.