di Marcello Sartori (Pittore) da Protagonisti per L’Europa Cristiana

Ho appena letto nell’editoriale di Jerusalem Post: “Nei libri di storia resterà scritto che i 2.500 anni di vita ebraica nello Yemen sono giunti al termine in questi giorni. Come riportava il Wall Street Journal dello scorso 31 ottobre, infatti, il dipartimento di Stato americano ha completato un’operazione clandestina che ha portato in salvo negli Stati Uniti gli ultimi sessanta ebrei yemeniti. Il “certificato di estinzione” dell’antichissima comunità lo ha dettato al giornale americano Hayim Tawil, della Yeshiva University, esperto in ebraismo yemenita: “Questa è la fine della diaspora ebraica nello Yemen. Punto”……
Agli ebrei era concesso lo status di “dhimmi”, o tollerati. Essi pagavano una speciale tassa jizya che serviva a sottolineare la loro condizione di subordinati. E se non gli era abbastanza chiaro, la tradizione islamica prevedeva che l’autorità musulmana del luogo somministrasse uno schiaffo cerimoniale sul collo dell’ebreo al momento del pagamento dell’imposta. Gli ebrei dovevano indossare vestiti specifici, dovevano comportarsi in modo deferente alla presenza di musulmani e, a differenza di chiunque altro, non avevano il premesso di portare armi.”

La fine della diaspora ebraica nello Yemen è un fatto spaventosamente grave ! !

Prendo spunto da questa notizia per fare alcune considerazioni:
Nel corso della storia sono spariti interi popoli e civiltà nel silenzio e nell’indifferenza degli “altri popoli”.
Oggi in un’ Europa ricca che pensa solo ad ingrassare e a guardare nel letto dei vicini, è evidente che non può essere ritenuto importante il fatto che il popolo ebraico sia stato costretto ad andarsene dallo Yemen.
Per gli europei è più importante l’estinzione del Panda,
Questo invece è un caso speciale, perchè il popolo ebraico è un popolo speciale.
Chi ha a cuore un futuro pacifico per l’umanità e la convivenza fra etnie diverse, chi ha seriamente a cuore il futuro dei propri figli, chi ha provato in prima persona a portare pace dove c’è odio, chi si è seriamente sforzato di pensare bene e portare una parola buona dove le parole buone non ci sono più, chi ha letto la Bibbia con cuore sincero ha capito che l’umanità avrà un futuro solo se si accosta agli insegnamenti del Dio biblico perchè è l’unico che ama veramente le sue creature e vuole per loro, qualunque esse siano, una dignità ed un futuro migliore.
Il popolo ebraico non è solo quello che ci ha consegnato il libro “della Vita” intatto, ma ha conservato e tramandato con una costanza ed una forza pari a nessun altro popolo i valori che sono alla base dei diritti dell’uomo. Non è un popolo privo di difetti, come nessun essere umano, ma si può affermare senza ombra di dubbio che è la nostra “sentinella”, sentinella della libertà e della cultura.
Porto a conoscenza solo un dettaglio: 2.500 anni fa, come anche oggi, il passaggio da adolescente ad adulto nel popolo ebraico, è segnato dalla “lettura al pubblico” di un brano della Torà.
Leggere al pubblico vuol dire andare al leggìo in una assemblea, quindi vincere la timidezza, leggere osservando le pause facendo attenzione al tono di voce, parlare in modo chiaro con una postura eretta, ma sopratutto fare in modo che tutti comprendano ciò che si legge.
Questa è una didattica importante per rafforzare dignità, forza, coraggio e sicurezza in se stesso, oltre che stimolare l’intelligenza del giovane.

Quanti sapevano leggere 2.500 anni fa? Solo pochi scribi, pochi eletti, invece in quel tempo tutto il popolo ebraico sapeva leggere e discutere, anche molte donne

Come leggono i giovani o gli adulti europei ? Come sanno argomentare, sostenere le loro idee?
Stendiamo un velo pietoso.

Questa è solo una delle tante motivazioni con le quali si puo’ affermare che il popolo ebraico è la nostra “sentinella”
Ma cosa significa sentinella?
La sentinella è solitaria ed è posizionata in un luogo pericoloso, esposto, perchè deve osservare ed avvisare del pericolo che arriva.
Il dovere della sentinella è avvisare, gridare, ma deve essere la guarnigione che interviene e in questo caso, a mio avviso, il mondo occidentale.
Perchè quello che succede oggi alla sentinella cioè al popolo ebraico, potrà succedere domani a noi.
L’ odio sta aumentando, I mezzi di distruzione sono enormi e la recessione non diminuisce.
Siamo ad un punto estremamente grave e le soluzioni non sono tante, sono solo due, anche Gesù è stato molto chiaro “chi non è con me è contro di me”.

Dobbiamo decidere seriamente, pena la nostra sopravvivenza, di svegliarci dal sonno e dal torpore aiutando fraternamente i nostri fratelli ebrei e i nostri fratelli cristiani nei paesi dove sono umiliati.
Il mondo occidentale ammira Caino e ha fatto suo il motto: “nessuno tocchi Caino”.
La parola “tocchi” significa molto di più di non “uccidere Caino”, significa “lasciategli fare quello che vuole”.

Dobbiamo, intervenire !
“Caino” non deve creare più sofferenze ai vari “Abele” sparsi nel mondo.