Quando si richiamano i fondamentali diritti umani, i principi civili, cristiani, sociali della vita e della famiglia, parte del mondo moderno innalza un “muro di opposizione”, quasi a contestare e tentare di privare il diritto di dibattito se si toccano argomenti che riguardano queste “ problematiche ” : allora è necessaria una forte mobilitazione civile in favore della vita e della famiglia.

 

Quando le idee non collimano con la politica, con il mondo dei mass media o con frange di contestatori, in nome della libertà di parola e non del libertinaggio, non si deve tacere, ma difendere il versante della morale.

 

In Parlamento da tempo vengono affrontati i nodi cruciali della bioetica attraverso la discussione sul provvedimento legislativo :“Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazione anticipate di trattamento”.

 

Nel possibile provvedimento legislativo si confrontano due culture :

a.)     quella di ispirazione cristiana, che dà il valore alla vita : dono del Creatore;

b.)    quella laica-laicista, centrata sul principio di autodeterminazione, del negare la vita, in poche parole alla pretesa di ottenere dallo Stato l’aiuto necessario a tradurre in pratica una possibile volontà di morire, cioè : la pratica della eutanasia.

 

a.) Sul valore della vita, della dignità umana, dei diritti-doveri dell’uomo, dal cristiano, da qualsiasi entità creata, l’uomo nella sua libertà e nel nome della stessa esistenza, è esplicito : si alla vita !

 

b.) Sulla libertà del paziente, il diritto a non vivere per negare tutte le cure e rifiutare ogni tipo di sostegno costituente l’autodeterminazione a non vivere : ognuno è libero. Ma all’impedimento alla vita, al rifiuto della nutrizione e l’idratazione (art.25/f “Convenzione sui diritti delle Persone con disabilità” ONU) l’uomo sapiens dice : no alla morte !

Tutti sappiamo, a norma dell’art.32 della Costituzione, che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge”( fatte salve alcune necessità urgenti quali, ad esempio, vaccinazioni impellenti, cura di malattie contagiose, o trattamenti sanitari necessari ad impedire che persone affette da turbe psichiche facciano male a sé o ad altri) e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

 

Ma è normale, fatte salve alcune eccezioni, che nessuno, instato di incoscienza o meno, vuol essere lasciato solo quando è in fin di vita !

 

In tema pratico :

1.)    l’eutanasia viene presentata come una morte dolce, senza sofferenze diretta ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia . Il Governo Spagnolo ha dato via libera al progetto di “Legge sul fine vita” il 13 maggio 2011, quale “morte degna” con lo scopo di “mitigare il dolore”onde evitare “l’accanimento terapeutico” ( ma dietro queste ambiguità si nasconde l’eutanasia, normative già approvate nell’Andalusia ed in Aragona).

2.)    l’accanimento terapeutico è una serie di interventi medici sul malato terminale ,

3.)     Il testamento biologico, costituisce una dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), di volontà, di consenso informato, cioè l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e tutte le terapie del dolore disponibili.

 

Alcune norme in discussione nel n/s Parlamento, così come si presentano nella politica, potrebbero indurre a correre il rischio di considerare la cosiddetta pietà, per le sofferenze insopportabili, come strumenti che portano all’eliminazione della vita che non avrebbe più valore, mentre il medico non è un esecutore della volontà di altri, ma sempre orientato all’etica della cura onde salvare la vita del paziente. Ippocrate il più grande medico dell’antichità ha adottato il principio :” L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda”.

 

Sono considerazioni molto pericolose quelle che si presentano nel Consesso Parlamentare, perché possono coinvolgere malati di Alzheimer, handicappati psichici con gravi patologie, malati cronici, bambini anormali o, come in Svizzera ( dove è ammesso il suicidio assistito) ed in Gran Bretagna dove è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi : un relativismo incosciente,

 

In Italia, mentre è in itinere l’iter parlamentare del provvedimento legislativo sul “fine vita”, pare che si possa trovare in alcune politiche sanitarie regionali, non trovando riscontro nelle regole statutarie, il concetto della limitazione e del risparmio, e potrebbe consistere nel negare il diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, in quanto il paziente in qualsiasi condizione di salute si trova, verrebbe dimesso dalla struttura ospedaliera disumanizzando il rapporto sociale.

 

Ora nelle leggi finanziarie, nella ripartizione delle spese sostenute dalle Regioni e nelle convenzioni o protocolli stipulati con ospedali pubblici o privati, la parola d’ordine, pare, sia quella di spendere meno, restringendo i tempi di degenza perfino per fasce di età ed in qualunque condizione si trovi il paziente, quello che ho chiamato il “budget del ricoverato” ( in una Petizione al Parlamento Italiano del 30 settembre 2009 : col n.911 assegnata alla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica; e col n.787 assegnata alla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati), una mascherata eutanasia, una situazione antidemocratica, una non risposta da parte del Parlamento che presume l’esistenza di una silenziosa e mal celata verità !

 

Certamente a rischio e maggiormente penalizzate vengono a trovarsi le persone croniche, i disabili fisici, gli handicappati psichici, i malati terminali, le persone anziane in quanto la patologia da essi subita abbisogna di prestazioni sanitarie molto costose ed in nome del superiore “ordine” del risparmio si pensa per costoro che le speranze di vita siano molto residue-

 

Come dire sei vecchio, mal “combinato”, un disavanzo umano e devi essere eliminato! Questa è l’ odierna concezione della vita!

 

Il Parlamento, ripeto, deve ancora rispondere ad una mia specifica Petizione dal 2009, perché per ora questa “forma di risparmio mascherata”, se vera, è una pura eutanasia, una omissione di soccorso, un reato punibile penalmente.

 

Di fronte a queste “nuove realtà”, c’è da chiedersi se il Legislatore può porre fine alla vita altrui ?

 

Ci meraviglia, ma non più di tanto, che tale richiesta non sia velocemente ritenuta “argomento di un confronto sensibile ed immediato”, come qualche Alta Persona Politica ha detto, quando le n/s sollecitazioni sono state e sono continue e pressanti per conoscere la verità! Ma veramente siamo in democrazia? ( lo diciamo senza alcun riferimento politico! )

 

Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assieme a quello della solidarietà sociale, è affermato dall’art.3 della Costituzione, e sono contrarie alla stessa quelle norme che concedessero ad una categoria od a singoli individui particolari privilegi non riconosciuti alla generalità delle persone, perché ciò violerebbe il principio della uguaglianza di trattamento, della pari dignità sociale, come ben sanciscono gli artt.13, 32, 36 .38, 41 .

 

Nonostante il degrado morale che ci circonda, resta molto evidente che non è una minoranza in estinzione quella che ogni giorno fa il proprio dovere di cittadini e di cattolici nell’essere accanto ai ciechi, invalidi, anziani o malati terminali !

 

Restando vicino a costoro, con qualunque “azione”, cerchiamo di infondere quel coraggio solidale necessario atto alla speranza, coraggio che ci dimostrò il Beato Giovanni Paolo II° che nella sofferenza e specialmente da quella finestra del Palazzo Apostolico l’ultima volta che è apparso al mondo, ha dimostrato di essere coraggioso, senza paura di niente e di nessuno, invitandoci ad essere coraggiosi nel “Novo Millennio inuente”.

 

Il valore della vita dipende per i cristiani dalla capacità di seguire il rapporto della persona indicato dalla Fede e per i non credenti dall’interpretazione dell’osservanza del  rispetto della dignità e della libertà umana.

 

La famiglia è nel turbinio delle contraddizioni in questi nostri tempi, ma è il trampolino di lancio della capacità di relazione sociale, perché senza famiglia non c’è socializzazione. La crisi è grave e preoccupante perché si tenta di distruggere il fondamento della famiglia, cellula primaria della società.

 

Anche se si parla di aiuti alle famiglie nelle politiche sociali, continua la cultura di voler prestare cura ai problemi delle convivenze o coppie di fatto dei single o dei matrimoni omosessuali, ma si tralascia la famiglia, specie quella dove insiste un malato psico-fisico, estraniato dalle Istituzioni!

 

In analisi si vuole far ritenere normale la società moderna che adotta vari tipi di famiglia e diversi modelli di matrimonio, estraniando dalla “società dei felici” tutti gli “altri”. Ma cerchiamo di usare un po’ di buon senso!

 

E’ vero che esistono situazioni difficili e casi che meritano rispetto, ma una cosa è l’andare a sanare situazioni con provvedimenti amministrativi, altra è stravolgere il diritto di famiglia fondato sul matrimonio tra uomo e donna come sancisce la Costituzione Italiana ed il diritto etico.

 

Non è impossibile che un matrimonio possa naufragare, ma resta pur sempre l’istituto giuridico od il vincolo religioso che dà garanzie di durata, anche se all’origine, a volte, non vi è stata una severa presa di coscienza del matrimonio con il quale sono cresciute le nostre comunità.

 

Se poi vi sono bambini questi subiscono disordini psicologici ( nevrosi, turbe psichiche, asocialità ecc.) e quanto alle coppie omosessuali è ovvio che queste non possono contribuire alla procreazione, cioè alla continuazione del genere umano, o sbaglio!

 

In questa società che si dibatte in serie difficoltà economiche, morali, violenze in famiglia, violenze negli stadi di calcio, disagio giovanile, droga, eutanasia, depressione, stupri ecc. ecc. ecc. mali di cui soffre la nostra società, se si distrugge la famiglia, ma come si può riconquistare quei valori morali indispensabili che si tenta e si vuole abbattere anche in Italia, come è avvenuto in alcuni Paesi ?

 

Nei momenti difficili della vita non possiamo restare sul monte delle nostre congetture ed estraniarsi dal mondo, ma richiede il coraggio di prendere coscienza della nostra povertà interiore e del nostro egoismo.

 

Bisogna difendere la vita affinché non si abbatte definitivamente ciò che resta della nostra società.

 

La famiglia, che i rilevamenti statistici, forse, vogliono affermare lo sviluppo di una cultura troppo spesso indirizzata contro ogni forma di vita sociale e di vincolo matrimoniale in favore di nuove modalità dell’essere famiglia, deve restare ancora oggi salda e di continuazione tradizionale, perché, spesso, la libertà della persona finisce dove comincia il libertinaggio della politica.

 

Questa, purtroppo, è la sintesi che insiste nelle nuove realtà, che necessita di un più moderno concetto di libertà, di azione, di proposizione, di convivenza civile costituenti il senso della vita, il rispetto della dignità umana e della libertà in questa civiltà dell’individualismo, del relativismo e dell’indifferenza che si tenta di instaurare da troppo tempo.

 

Infine la “vicinanza” nei confronti dei cittadini della Costituzione, più e più volte richiamata in questi ultimi tempi e poco incarnata, non deve solo soffermarsi nell’evidenziare l’aspetto di problemi di vita politica, ma anche la difesa della dignità dell’uomo dove spesso le iniziative non coordinate sono totalmente inefficaci.

 

Previte

 

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