Una cena in pizzeria con gli amici: una “napoli”, birra e, per i più golosi, un tiramisu. Totale: 15 – 20 euro a testa. Con la stessa cifra si può aggiungere alla serata una micro-dose di cocaina (14,84 euro per 0,20 grammi) e con poco più di 12 euro la stessa quantità di eroina bianca. Cifre irrisorie, praticamente alla portata di tutti, anche dei giovanissimi.

I prezzi delle sostanze stupefacenti infatti sono in calo da anni e per gli esperti di Prevo.Lab (Osservatorio previsionale del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Milano) i prezzi scenderanno ulteriormente nei prossimi tre anni come riporta il “Bollettino previsionale intermedio 2009” diffuso ieri. Un grammo di cocaina, ad esempio, nel 2012 costerà 67,20 euro, il 10% in meno rispetto alle rilevazioni fatte nel secondo semestre del 2008, mentre per acquistare una micro-dose da 0,20 grammi basteranno 13 euro. Un grammo di eroina brown (meno pura) passerà dai 46,4. euro/grammo a 36,10 (meno 21%) mentre un grammo di eroina bianca, nel 2012 costerà 50,80 euro contro i 61,70 euro attuali (meno 23%). Nel 2002 era poco sotto i 90 euro al grammo.

Al calo dei prezzi però non corrisponde una parallela diminuzione dei consumatori. Anzi. «Il numero di chi usa cocaina crescerà ancora, anche se con tassi inferiori rispetto al passato – spiega Riccardo Gatti, direttore di Prevo.Lab e responsabile del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Milano –. Lo stesso vale per altre sostanze come eroina e cannabis». L’ultimo bollettino di Prevolab stimava, per il 2011, un aumento dei consumatori di coca del 5% rispetto al 2008, per un totale di 700mila unità.

Questo perché la logica che regola questo mercato è molto simile a quello della grande distribuzione: «Le grosse vendite degli ipermercati sono basate sui prezzi bassi dei prodotti», spiega Gatti. E lo stesso accade per le droghe: accessibili a tutti a prezzi più bassi per far crescere la platea dei consumatori. Chi fa uso di stupefacenti non ha più bisogno di fare rapine o di prostituirsi, come succedeva in passato, per acquistare una dose. Un impiegato con uno stipendio dignitoso insomma, può fare un uso di cocaina senza andare in bancarotta e soprattutto in modo «socialmente compatibile». In questo modo si è diminuita la criminalità legata al consumo di stupefacenti, aggiunge Gatti  «ma non le conseguenze del consumo di droga. La “grande diffusione low cost” costringerà, tra qualche anno, i servizi a fare i conti con un numero enorme di persone in difficoltà».

Come se non bastasse, ci sono altri elementi che fanno drizzare le antenne agli addetti ai lavori. Innanzitutto il livellamento dei prezzi tra diverse sostanze, una situazione tale per cui «una droga vale l’altra» e si sceglie se consumare cocaina o eroina con la stessa semplicità con cui si sceglie una bibita al supermercato. «Siamo in una fase di assestamento pericolosa – aggiunge Gatti – anche il mercato della droga sta attraversando una fase di incertezza. Ed è come se avesse bisogno di un nuovo prodotto per ripartire».  E il rischio è che, prima o poi, la trovino. Le sostanze stupefacenti infatti hanno ormai perso la loro valenza trasgressiva: sono un bene di consumo come un altro, un “additivo” e chi ne fa uso può condurre una vita apparentemente normale.

Altro aspetto che desta preoccupazione è la crescente diffusione dell’eroina tra i giovani (le micro-dosi sono vendute a prezzi accessibili, dai 7 ai 10 euro). Sempre più spesso operatori dei SerT o del pronto soccorso hanno a che fare con giovani di 17-20 anni, socialmente inseriti, e già dipendenti dall’eroina. «La situazione è a macchia di leopardo – conclude Gatti – e non possiamo dire che sia così dappertutto. Ma questa evoluzione del mercato ci sta preoccupando seriamente».


Ilaria Sesana da Avvenire