Gli editoriali di SamizdatOnLine

In realtà
Prendo lo spunto dalla recente sentenza con cui il “Conseil constitutionnel” francese ha dichiarato non costituzionale la legge che equiparava il genocidio armeno all’Olocausto. In Francia chi nega lo sterminio degli ebrei è punito con l’arresto e una forte ammenda; lo stesso sarebbe capitato per chi minimizzava il genocidio avvenuto in Turchia all’inizio del secolo scorso.
E quello dell’Armenia è un fatto. Nessun dubbio può esserci a riguardo, come nessun dubbio può esserci sui fatti riguardanti la Shoah. Ci sono letteralmente milioni di testimoni, di prove di ogni genere e tipo. Eppure se esiste una legge che prevede pene per chi lo nega  allora diviene evidente una cosa: che la verità può venire scollegata dalla realtà.

Che cosa sia successo nella storia è evidente, ma quella verità viene negata. Come quando si stacca un foglia dal ramo, però, la verità sconnessa dalla sua fonte appassisce, si secca, marcisce, cessa di essere verità.

La libertà umana può insomma negare anche l’evidenza. Ma così facendo uccide la verità. La negazione della realtà consiste nell’accantonare consapevolmente delle informazioni, nell’usare un pre-giudizio, insomma nell’umiliare la propria ragione, che è o dovrebbe essere attenzione a tutti i fattori, nessuno escluso.
Se pensiamo che qualcosa del genere possa accadere solo in Turchia, o nella mente di qualche filonazista, ci sbagliamo di grosso. Ci accade continuamente. Sì, anche a noi.

Ad esempio, c’è una esorbitante documentazione sul fatto che il divorzio sia letale per i singoli e la società. Eppure molti fanno il tifo perché sia reso ancora più facile e veloce. Quando prendiamo in braccio un neonato, quando sentiamo i calcetti di un bambino nella pancia della mamma non possiamo negare che sia un essere umano come noi. Ma c’è chi preferisce dimenticarlo.

La verità è che nessun numero di testimoni, nessuna esperienza ci possono convincere di qualcosa se non vi prestiamo fede. Se non abbiamo fede in quello che ci viene riportato, o nei nostri stessi occhi. Se scegliamo di non vedere e non sentire ogni verità può essere negata. “Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate“, scriveva profeticamente Chesterton. Tale è l’uomo.

Così è l’uomo.
Così siamo noi.

Così spesso accecati dall’orgoglio e dall’ideologia. Tanto limitati, eppure così confidenti in noi stessi da decidere le verità per legge e imporre le libertà per decreto. Così ottusi nel non capire che se neghiamo la realtà noi stessi siamo la prima vittima.