di Paolo Rodari
Tratto da Il Foglio del 20 aprile 2011

“Santo Padre, sono passati due anni da quando la vita di mio figlio Francesco si è fermata.

Era il 12 aprile, la Pasqua del 2009, e Francesco, da tempo sofferente di sclerosi multipla, rimase vittima di un blocco della digestione che lo ridusse in coma vegetativo. Da allora è ricoverato all’ospedale della Fondazione Raimondi di Gorla Minore (Varese). L’anima di Francesco ha già abbandonato il suo corpo o è ancora accanto a lui, malgrado la sua condizione di incoscienza?”. E’ una delle domande alle quali Benedetto XVI ha deciso di rispondere nelle scorse ore, durante la registrazione, che andrà in onda il Venerdì Santo su Raiuno, della trasmissione “A Sua immagine” condotta da Rosario Carello.

Ratzinger ha risposto dalla sua biblioteca. Decine di domande sono arrivate nella redazione del programma Rai. Il Papa ne ha scelte sei. Le domande sono state registrate direttamente dagli spettatori. Ratzinger ha risposto dopo averle viste in un monitor. Tra le sei, quella dei genitori di Francesco Grillo. La sua vicenda è molto simile a quella di Eluana Englaro. “L’anima” avrebbe risposto il Pontefice “avverte bene il calore e la presenza di chi le sta attorno”. Perché pur in uno stato di apparente incoscienza l’anima è viva, sente e percepisce il mondo intorno a lei. E’ quanto ha sempre sostenuto la chiesa. Più volte quando la sentenza su Eluana ancora non era stata pronunciata, monsignor Elio Sgreccia, che allora guidava la Pontificia accademia per la vita, disse: “Chi vive in uno stato vegetativo permanente interagisce a modo suo col mondo esterno. E’ innegabile. Chi può giudicare che la vita di queste persone non sia vita?”.

Un’altra domanda ha attirato l’attenzione del Pontefice. Quella relativa alle catastrofi naturali. Secondo alcuni per la dottrina cattolica le catastrofi sono un castigo di Dio. Ratzinger non elude il problema, ma rispondendo a una domanda di una bimba di sette anni che era in Giappone durante il recente maremoto spiega, smentendo chi dice il contrario, che “non si tratta di castigo”. Il tema principale è comunque uno: Gesù. L’idea della trasmissione, infatti, è nata da ciò che il Papa scrive nei suoi libri dedicati a Gesù di Nazaret. Scrive Benedetto XVI: “Gesù dobbiamo conoscerlo meglio perché, se non lo conosciamo, non possiamo amarlo”. E’ la prima volta che un Papa risponde in tv a delle domande. Prima Ratzinger aveva soltanto partecipato, sempre in Rai, a una lettura in tv della Bibbia.