Perché nessuno ha mai voluto definire la pedofilia un crimine contro l’umanità?

ROMA, mercoledì, 14 settembre 2011 (ZENIT.org).- E’ paradossale la decisione di rivolgersi alla Corte dell’Aja per far processare Benedetto XVI e i vertici della Curia romana per “crimini contro l’umanità”, soprattutto perché fu proprio l’Aja a non accettare il ricorso contro il partito pedofilo olandese dell’Amore Fraterno, della Libertà e della Diversità.

E’ indignato don Fortunato Di Noto, pioniere nella lotta per la tutela dell’infanzia violata e fondatore dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), che fin dalla sua costituzione nel 2006 aveva avviato una campagna contro questo partito scioltosi dopo 4 anni, e che aveva tra i suoi obiettivi la liberalizzazione della pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini.

Le parole di don Di Noto arrivano a pochi giorni dalla decisione della Survivors Network of those Abused by Priests (Snap), la più grande associazione di vittime di pedofilia da parte di membri della Chiesa cattolica, di presentare alla Corte dell’Aja la documentazione atta a dimostrare che il Vaticano avrebbe “tollerato e reso possibile la copertura sistematica e diffusa di stupri e crimini sessuali contro i bambini in tutto il mondo”.

“Non ci stancheremo mai – ha detto il fondatore di Meter a ZENIT – di stare dalla parte delle vittime, noi che da 20 anni le accogliamo, le ascoltiamo, le accompagniamo in un percorso ri-sorgente. Non indietreggiamo neanche nell’impegno attraverso la prevenzione, la formazione e la informazione contro uno dei fenomeni più abietti, tragici e violenti qual è la pedofilia, l’abuso sessuale sui minori”.

“La gravità è enorme, quando è perpetrata da chi riveste un ruolo genitoriale, educativo e religioso. E’ esponenzialmente più devastante quando organizzazioni criminali sfruttano i bambini fino a produrre l’inverosimile – tale è stata l’ultima denuncia di Meter – : centinaia di bambini sottoposte a pratiche sadomaso e bondage”.

E “nonostante la denuncia formale alle autorità di Polizia, il comunicato agli organi di informazione – ha osservato il sacerdote –, nessuno si è indignato, o ha pensato di scrivere all’Aja per definire che questi sono crimini contro l’umanità”.

“La pedofilia del clero, come quella dei magistrati, degli avvocati, dei medici, degli insegnati, di un padre, madre, nonno, fratello, sorella è un crimine contro l’umanità; ed in questo caso è bene ribadirlo che proprio l’Aja aveva ribadito che la pedofilia, nella libertà di espressione, di riunirsi, inclusa la libertà di organizzarsi in un partito politico, sono le basi di una società democratica”.

“Con questa motivazione il tribunale dell’Aja respinse il ricorso di alcune associazioni (tra le quali Meter) le quali chiedevano che il neonato Npdv, il partito dei pedofili, fosse bandito dalla società olandese”.

“Il giudice Hofhuis, presidente della Corte, stabilì che il partito ‘non ha commesso un crimine, ma chiede solo una riforma costituzionale’. La fortuna è stata che il partito pedofilo olandese ufficialmente si è sciolto per la pressione pubblica e non certamente dell’Aja”.

“Paradossi? E’ tutto da vedere. Ma come ci si può rivolgere all’Aja quando ci sono stati questi drammatici e ambigui risvolti che hanno ‘favorito’ la diffusione della pedofilia e della pedopornografia?”, si è chiesto don Di Noto.

“Noi stiamo con Papa Benedetto XVI per il coraggio con cui ha affrontato il problema della pedofilia nel clero – ha dichiarato –, ma stiamo con lui perché non ha mai fatto mancare l’incoraggiamento verso chi si occupa di infanzia violata, abusata e vilipesa”.

“E’ probabile – ha ammesso – che ancora non ci sia la totale sensibilità e il coinvolgimento dei Vescovi e anche di sacerdoti e operatori pastorali in merito a queste tematiche delicate, devastanti che ledono permanentemente i bambini e le famiglie coinvolte”. Tuttavia, ha osservato, “il Papa si è assunto delle radicali responsabilità, a nome di tutti”.

Per questo il fondatore di Meter ha auspicato “che altri si carichino di responsabilità, forse a partire dagli Uffici preposti ad affrontare queste tematiche che non possono né potranno essere superficialmente affrontate. Molto si è fatto, tanto ancora bisogna fare”. Ad esempio, “non si è pensato ad una ‘pastorale di prossimità contro gli abusi (non solo quelli sessuali)’ inserita nel percorso formativo a lungo termine e non per la sola emergenza”.

“Non sono sufficienti solo i discorsi accademici o scientifici ma ‘operatività’ e azione per dare concrete risposte non solo per la pedofilia nel clero ma per tutti gli abusi all’infanzia”.

“Gli atti di riconciliazione e di pace si compiono quando ‘giustizia e misericordia’ si incontreranno – ha concluso –. Basta più guerra, saremo tutti vittime e gli unici vincitori sono proprio i pedofili, gli sfruttatori dei bambini, che proliferano e aumentano inverosimilmente compiendo gravi crimini contro l’infanzia. C’è da rifondare e riformare la società, tutta intera”.