In Rete anche gruppi di cristiani che spacciano la pedofilia per un fatto lecito

ROMA, lunedì, 24 gennaio 2011 (ZENIT.org).- Attenzione ai social network, sono sempre più gettonati dai pedofili. E’ questo il grido di allarme lanciato questo lunedì da don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter (www.associazionemeter.org), che dal 1989 lotta per promuovere i diritti e la tutela dell’infanzia, ma anche per prevenire e aiutare le vittime degli abusi sessuali.

Nel giorno in cui è stato reso noto il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2011 dedicato al fenomeno della Rete e alle sue opportunità, il sacerdote siciliano è tornato a puntare il dito sull’emergenza pedofilia nel mondo digitale.

“Il Papa ha ragione quando parla dell’opportunità di relazioni positive collegate a internet – ha affermato Don Di Noto –. Perché la Rete è un dono di Dio, certo. Ma l’uso che ne fa l’uomo crea mille pericoli dai quali dobbiamo guardarci”.

Ed ha spiegato: “Tra qualche giorno pubblicheremo il nostro Report con tutti i siti e le preferenze dei pedofili che abbiamo segnalato e denunciato nel corso del 2010. Posso dirvi però che dal 1° gennaio ad oggi abbiamo segnato 17 comunità pedofile nei social network, per un totale di 1.386 utenti”.

“Questo significa – ha precisato – un totale di 1.738 foto, pari a 1.000 bambini coinvolti e 15 video. Il tutto solo in 17 comunità!”.

Dall’inizio del 2011 Meter ha già inviato un totale di circa 1.652 segnalazioni per quanto riguarda altrettanti siti e riferimenti. “Non mancano – ha aggiunto Di Noto – anche diversi sospetti italiani”.

Inoltre, ha dichiarato a ZENIT il fondatore di Meter, “un fronte che abbiamo molto monitorato è stato quello della presenza on-line dei soggetti, e gruppi, che promuovono la pedofilia come un fatto lecito, dichiarandone la liceità e affermando che gli adulti possono fare del bene ai bambini ‘amandoli e vivendo con loro relazioni affettive e sessuali’”.

“Un fenomeno esteso in tutto il mondo, non c’è nazione che non ha esponenti di questo ‘parallelo movimento’ – ha evidenziato –. A tal punto che anche gruppi di cristiani, dal 1998, e che Meter denuncia ripetutamente, hanno fondato la ‘Chiesa dei cristiani pedofili – boylovers’: una vera e propria aberrazione evangelica ed intellettuale”.

“Una schizofrenia sociale – ha commentato di seguito il sacerdote – che lede il più elementare diritto dei piccoli e dei deboli. Un aspetto già pubblicamente denunciato (anche attraverso Radio Vaticana) e su cui nessuno ha alzato la voce e un dito per dire: dove stiamo arrivando e cosa dobbiamo fare?”.

“La cosa ancora più impressionante – ha denunciato ancora – è che manca una efficace collaborazione internazionale, rallentando le azioni di contrasto da parte delle forze dell’ordine”.

“Meter – ha concluso – è impegnata sempre di più nella Chiesa e nella Società a promuovere i diritti dell’infanzia e siamo totalmente disponibile per tutte le diocesi del mondo a promuovere una pastorale che sappia sempre più educare alla bellezza della vita e all’utilizzo dei mezzi di comunicazione con responsabilità”.