L’arcivescovo di New York al Sinodo: l’umiltà non è una strategia, ma l’atteggiamento giusto. Fa discutere un video sulla crescita dell’islam presentato dal cardinale Turkson

ALESSANDRO SPECIALE
da Vatican Insider

 “La Chiesa non ha paura di riconoscere i propri errori”: con il suo stile come sempre esuberante, l’arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan ha incontrato questa mattina i giornalisti a margine del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. E per parlare della reazione allo scandalo degli abusi commessi dai preti, come agli altri errori commessi in passato nella Chiesa, ha raccontato un dibattito televisivo a cui ha partecipato di recente.

Un fedele, citando la serie televisiva The Borgias – che racconta a tinte fosche gli intrighi della curia papale e della nobiltà romana durante il Rinascimento – gli ha chiesto:“Come facciamo a difendere la Chiesa con storie come quella di Papa Alessandro VI che aveva un’amante?”. Dolan ha ribattuto: “No, non aveva una sola amante, ne aveva molte! La Chiesa – ha aggiunto – non ha paura di riconoscere i propri errori”.

Per il porporato statunitense, “essere umili non è solo una strategia pastorale, ma il giusto atteggiamento” perché la Chiesa compia la propria missione. “La nuova evangelizzazione – ha aggiunto – ha a che fare con il rinnovamento spirituale e la conversione dei cuori”. Tornando sullo scandalo pedofilia Dolan ha fatto riferimento al ‘mea culpa’ per gli abusi sessuali dei preti sui bambini pronunciato dal cardinal Marc Ouellet al santuario di Lough Derg, in occasione del congresso eucaristico che si è svolto in Irlanda l’anno scorso.

“Il gesto, fatto genuinamente, è stato molto bene accolto”, ha raccontato Dolan, che ha fatto parte del team di visitatori apostolici nominato da papa Benedetto XVI per guidare il percorso della Chiesa irlandese fuori dalla crisi.

Per l’arcivescovo di New York, malgrado le recenti statistiche che hanno rivelato la crescita del numero dei non credenti nel Paese, “nel loro cuore gli Stati Uniti rimangono profondamente religiosi”. Nel corso del briefing non sono mancati accenti autocritici su alcune questioni come le omelie delle chiese statunitensi (“Molta gente mi dice che sono spesso troppo lunghe e noiose”) e l’abbandono di sacramenti come la confessione (“Temo che abbiamo un po’ gettato la spugna”).

Al Sinodo dei vescovi ha anche creato un dibattito la proiezione, da parte del cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, di un breve filmato sull’islam. Il video, caricato su YouTube, mostra statistiche allarmanti sulla crescita demografica dei musulmani nel mondo e invita i cristiani a rendersi conto che il “mondo sta cambiando” e “annunciare il Vangelo”.

Ma alcuni dei vescovi presenti alla proiezione del video sabato scorso hanno criticato i dati e le proiezioni che presenta, che non tengono conto – ad esempio – del calo della fertilità nei Paesi del Medio Oriente. Il video, secondo il portavoce anglofono del Sinodo, padre Thomas Rosica, ha provocato un acceso dibattito continuato anche oggi.