Aumentano in Italia esperienze e pubblicazioni sugli “effetti” sui figli

GIUSEPPE BRIENZA da Vatican Insider

Che il divorzio faccia male ai genitori, ma che sono soprattutto i bambini a soffrirne di più, è realtà di cui si sta prendendo sempre maggiore coscienza in Italia, come dimostra la promozione di nuove attività di “auto-aiuto” e la pubblicazione di apposite ricerche sul tema.

Dal primo punto di vista vanno citate le recenti esperienze dei “gruppi di parola”, vale a dire luoghi di scambio e di sostegno tra bambini/e o ragazzi/e che vivono l’esperienza della separazione dei loro genitori. A Parma sono promossi dall’Associazione “Famiglia Più” (Via Bixio, 71 – 43125 Parma – Tel. 0521-234396; [email protected]), sul presupposto che i “figli del divorzio” «hanno bisogno di parlarne, di chiedere, di comprendere la separazione dei genitori. Hanno bisogno di liberarsi della responsabilità, del senso di incertezza sul futuro» (“Parma. Gruppi di parola per figli che vivono la separazione dei genitori”, http://www.famigliapiu.it/index_gruppi-parola.html18 febbraio 2012). Obiettivo principale dei “gruppi di parola” è quindi quello di restituire ai bambini il loro posto di bambini, permettendogli di diventare consapevoli dei propri bisogni, dare un nome a quello che provano, liberarsi delle preoccupazioni che tengono occupata la loro mente, prendere distanza dal conflitto, riaprire la comunicazione coi genitori e cercare di portare in salvo la fiducia nei legami.

Tali esperienze, come accennato, stanno attirando l’attenzione anche del mondo della ricerca sociale. Ad esempio sul sito del “Centro Internazionale Studi Famiglia” (Cisf), nello spazio dedicato alla pubblicazione delle tesi di laurea e di specializzazione nel campo delle “scienze della famiglia”, ne compare una specificamente dedicata appunto a “I figli di famiglie separate: i Gruppi di Parola”, di Alessandra Cornale (“Una nuova rubrica sul sito: tesi di laurea”,www.famigliacristiana.it/canale/cisf/tesi-universitarie, 15 febbraio 2012).

Oltre che ai giovani figli, il divorzio fa male soprattutto ai giovani genitori separati se, come riporta la newsletter specializzata  “La Salute in Pillole.it” «il divorzio nuoce maggiormente alla salute degli ex coniugi giovani, piuttosto che di quelli più avanti con l’età» (“Divorzio fa più male a coppie giovani che ad anziane”, 31 gennaio 2012,http://www.lasaluteinpillole.it/salute.asp?id=12599).

Negli Stati Uniti ogni anno oltre un milione di bambini sono vittime innocenti del divorzio dei loro genitori. Come ha rilevato padre John Flynn, dei Legionari di Cristo, sull’agenzia “Zenit”, gli studi lì pubblicati dimostrano ormai chiaramente come, dopo il divorzio, i bambini ricevano «meno sostegno emotivo, assistenza finanziaria ed aiuto dai loro genitori. C’è anche una diminuzione dello stimolo accademico, dell’orgoglio, dell’affetto e dell’incoraggiamento alla maturità sociale. Meno giocattoli e più punizioni corporali è un’altra conseguenza per i bambini di genitori divorziati» (“Divorzio e bambini: un nuovo studio conferma la gravità del trauma”, 12 febbraio 2012).

Risultati di questo tipo sono contenuti anche in uno dei più recenti studi in materia, “The Effects of Divorce on Children”, di Patrick F. Fagan e Aaron Churchill, pubblicato a gennaio dal “Marriage and Religion Research Institute”. Attingendo da una grande quantità di ricerche già pubblicate sugli effetti del divorzio, il rapporto passa in rassegna una serie di settori in cui è evidente il danno per i bambini, cominciando appunto da quello relativo alla relazione genitori-figli, dimostrando come il divorzio influisce negativamente sulla capacità dei genitori di relazionarsi con i propri figli. Lo studio rivela in particolare che circa il 90% dei bambini rimane con la madre dopo il divorzio, diventando quindi quasi impossibile per i padri mantenere legami stretti con i figli. Ad esempio, lo studio riporta  come quasi la metà dei bambini statunitensi censiti ha dichiarato di non aver visto mai il proprio papà nel corso dell’ultimo anno.