Intervita al Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire” Dr.  Franco Previte  che da lungo tempo si occupa della situazione in cui “vivono” i malati mentali, le loro famiglie.

D. Vogliamo ricordare ai nostri lettori la drammatica situazione dei malati mentali in Italia e quali problemi nascono nelle famiglie che subiscono il problema del disagio psichico dopo la legge 180 e 833 che hanno “deciso” la chiusura degli Ospedali Psichiatrici, i “manicomi”, senza prevedere  e provvedere a “misure” alternative.

In breve cosa pensa in proposito.

R. La malattia mentale è “calvario” dei familiari che hanno un loro caro soggetto a disturbi nella sfera neuropsichica e non trovano una chiara risposta in una psichiatria moderna e funzionale.

La famiglia del “malato”, dobbiamo ricordare che sono circa 10 milioni di sofferenti di questa patologia dalla depressione, primo disordine funzionale della persona alla schizofrenia che è il massimo della gravità, non trova il posto adeguato dove curare e non segregare il proprio congiunto, né può tenere in casa sofferenti di questa  grave patologia, che costituisce un urgente e grave disagio sociale.

Vorrei ricordare che il Basaglia – padre della legge 180- ha sempre affermato che il malato va curato e non segregato.

Il diritto alla salute ed alla sua tutela, così come sancisce l’art.32 della n/s Costituzione “nel rispetto della persona umana” ha una sua priorità e come tale esige sia in Italia come nei 27 Stati aderenti alla Unione Europea interventi ad alta protezione sanitaria e ad una legislazione in modo coordinato e coerente valida in tutti gli Stati Europei.

E’ quanto abbiamo richiesto con n/s Petizioni al Parlamento Italiano ed Europeo.

D. Sul ruolo delle Istituzioni e sulle responsabilità dei vari Governi che si sono succeduti nella gestione del problema della malattia mentale e dei diritti di questi “sofferenti”, qual è la Sua opinione.

R. La situazione inerente le persone portatrici di handicap psichici, di cui si denuncia la defezione e la inadeguatezza della legislazione vigente, è un argomento impegnativo e sicuramente degno di grande attenzione sul piano sociale e legislativo. Debbo aggiungere che le responsabilità non sono solo quelle dei vari Governi che si alternano alla guida del Paese, ma anche del Parlamento che, non svelo nessun segreto di Stato, si è sempre fin ora disinteressato di questa “problematica”.

Vorrei ricordare che nel 2005 era stato raggiunto un Testo Unificato condiviso Burani-Procaccini dove era abbinata la n/s Petizione, sparito dall’agenda parlamentare. Il Presidente della Camera dell’epoca, che dice di difendere la famiglia, ancora oggi, non svela il perché l’iter di questo provvedimento è stato sospeso per non essere più ripreso.

Quindi  più che parlare dei diritti dei sofferenti, che reputiamo indispensabili, si dovrebbe parlare dei doveri mancati dalle Istituzioni, perché è necessaria una legge-quadro di riforma dell’assistenza psichiatrica adeguata, efficace, chiara e libera da ogni ipocrisia inerente questo grave disagio sociale. La disabilità in genere sia essa fisica che psichica è sottovalutata dal mondo politico che poco garantisce coloro che possono difendersi di meno o che addirittura non possono affatto difendersi.

D. L’opinione pubblica ben comprende che tanti drammi della follia, figli che uccidono genitori mariti che uccidono le mogli o viceversa separati che uccidono i loro conviventi, non accadrebbero più se ci fosse una corretta gestione della patologia mentale. A chi rivolgersi se le Istituzioni sono latitanti.

R. La nostra società sta soffrendo della progressiva perdita dei valori morali che rendono l’uomo sempre più attento al lato materiale e molto meno a quello della sua presenza e della sua esistenza a vantaggio del disinteresse. Eventi delittuosi verificatisi negli ultimi tempi, ci dovrebbero far riflettere e sperare che di fronte ai duri temi della vita deve emergere sempre più il rispetto e la dignità della persona, mentre una cultura falsa e trasgressiva sta svuotando il vero significato del valore della vita. Ma domandiamo e ci domandiamo : come viene considerato l’uomo, visto che per un nonnulla uccide? Perché il delirio per gli animali domestici ( che rispettiamo al massimo) è intenso, e per converso non c’è delirio per quella umanità handicappata e sofferente che dovrebbe esser in vetta alle buone regole etiche e civili?

E’ in gioco anche la sicurezza dei cittadini, perché l’uomo della strada, il padre, la madre che subiscono violenze sono cittadini italiani ed europei che come tali devono essere tutelati. Non a caso cito quanto è successo al Presidente Berlusconi ed al Santo Padre in San Pietro a Natale.

Tutto questo non  ha insegnato nulla!!! Perché nulla è stato fatto

Le lacune dell’attuale gestione della patologia mentale sono dovute in parte alla carenza di cure e di strutture residenziali terapeutiche che affrontino il problema dei pazienti che necessitano di cure prolungate e non di dare qualche pillola al “malato”.Le Istituzioni  devono intervenire e considerare che i tanti drammi della follia prodotti da quella legge non continui a cospargere la strada di morti e di violenze inaudite per la carenza di valide strutture atte alla prevenzione, cura e reinserimento sociale di questi “desaparecidos della nostra civiltà”. La nostra speranza, che è quella di tutti, è che il Parlamento provveda ad approvare quel provvedimento legislativo atteso da ben 31 anni

D. Sulla “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, recentemente ratificata dal Governo Berlusconi, qual è la Sua opinione in proposito.

R.La “Convenzione” adottata dall’ONU, e ratificata dal Governo Berlusconi con il disegno di legge n.2121 il 20 febbraio 2009, elabora i diritti civili e politici delle persone con disabilità ed alla partecipazione di diritto alla salute, al lavoro ed alla protezione civile. Riconosce il cambiamento radicale di atteggiamento della società verso queste persone per raggiungere la piena eguaglianza, considerandoli persona con menomazioni in un contesto sfavorevole che diventa disabilità.

Garantisce i diritti umani, ma  ahimè! ha compiuto una discriminazione perché non considera i malati psichici,  in quanto a norma dell’art.47 della “Convenzione”non ha prodotto un emendamento tendente a riconoscere il termine giuridico di handicappato mentale .

Inoltre con l’approvazione in toto della “Convenzione” ha introdotto una eutanasia strisciante a danno dei diversamente abili e questo è stato ritenuto, dal mondo della sofferenza e da quello cattolico una offesa alla dignità della persona.

Nella ratifica della “Convenzione”, come consenso vincolante ai sensi dell’art.42 nel rispetto della dignità umana non ha apportato precise riserve ai sensi dell’art.47 e tali da escludere ogni possibile riferimento all’aborto, all’eutanasia e ad ogni metodologia di sterilizzazione o modalità della salute riproduttiva di cui agli artt.23 e 25 che non riscontro nei 4 articoli del disegno di legge n.2121 del Governo in quanto con l’art.2 dà “piena ed intera esecuzione alla “Convenzione” ed al Protocollo.

Direi che attualmente non “vedo” alcuna attenzione da nessuna parte politica per il problema malati mentali, ma solo qualche “caso” esemplare trattato in modo patologico da tutte le parti con nessun rispetto per le persone. Prendiamo il “caso Englaro”( dovremmo lasciarla stare nella pace!) oggetto di una notevole concentrazione, ha messo in ombra i circa 2 milioni di diversamente abili ( ciechi civili, invalidi, sordi, sordomuti, lavoratori con drepanocitosi o talassemia major), le 2000/3000 famiglie che si tengono e curano da anni i loro parenti in stato vegetativo e di cui nessuno ne “parla”, altre tragedie come quelle dei malati mentali in circa 10 milioni di sofferente ( dalla depressione alla schizofrenia grave) e delle loro famiglie che si devono confrontare con loro minuto per minuto, che se riconosciuti invalidi ricevono una provvidenza economica in media da 256,67 mensili sufficienti a sopravvivere.

Con il disegno di legge n.2121, che ha ratificato il 20 febbraio 2009 la “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, di fronte ai disagi ed alle sofferenze dei cittadini affetti da handicap mentale, non riconosciuti, abbiamo assistito a tentativi di introdurre l’eutanasia, l’applicazione dell’aborto selettivo, la sterilizzazione, limitazione delle nascite, “metodologie” che se applicate tutti i disabili fisici, potrebbero correre il rischio di subire quelle “misure” che offendono al dignità della persona e che negano il diritto alla vita. Così non si combatte contro la malattia, ma si discriminano ( per non dire si eliminano) disabili fisici, handicappati psichici, anziani non autosufficienti, malati terminali.

Ma allora si chiede il cittadino di conoscere quali sono i benefici derivanti dalla ratifica della “Convenzione” e che cosa otterranno i destinatari diretti ( i disabili) e quelli indiretti ( la società italiana) e quando verranno risolti i problemi inerenti di diversamente abili?.

D. Ora andiamo all’ultima novità, cioè a quel “budget del ricoverato” che è stata la tematica che Lei ha svolto il 10 dicembre 2009 nella Sala Conferenze della Camera dei Deputati. Ma di che cosa si  tratta?

Oggi abbiamo una sanità in completa trasformazione, da quanto si deduce e ne abbiamo notizia tramite i mass media, di quante persone già entrate nel pronto soccorso dei n/s ospedali che vengono dimesse ed a volte senza ulteriori accertamenti in quanto esse hanno un loro costo economico ed ogni nosocomio deve tenere una condotta rigida e senza sprechi, i quali a volte vengono fatti per altre “cose”.

Però intanto a rischiare la vita è il malcapitato.

Il “budget del ricoverato”, come l’ho denominato, è una significativa indicazione drammatica ed inquietante, se vera, che tende ad abbandonare al loro destino per lo più ammalati cronici, ancor più grave se anziani, disabili od in fin di vita, dimettendoli anzi tempo dalle strutture ospedaliere, senza una adeguata protezione alternativa.

Intanto nel Lazio ed a Roma 1.200 disabili dovevano essere dimessi entro il 31 dicembre dai Centri di Riabilitazione per rientrare a casa.

Ritornando alla questione ospedali, se quella “forma economica” prendesse piede, sarebbe un “meccanismo” incivile ed anticristiana, una eutanasia passiva, che non ho nessuna remora a definire omissione di soccorso.

Condivido pienamente le giuste riserve del Vaticano pere la parte inerente la riproduzione e la pianificazione familiare, sopra accennata, vale a dire che è stata approvata con l’art.2  del disegno di legge n.2121 la introduzione dell’eutanasia.

Questa, mi si permetta la parola, sprovveduta approvazione, non solo contrasta con l’art.10 “ per l’inalienabile diritto alla vita”, con l’art.15 dove “nessuno dovrà essere sottoposto ad esperimenti medico-scientifici” , con l’art.16 dove si è “contro ogni forma di sfruttamento, violenza od abuso, con l’art.25 lettera f) onde “impedire il rifiuto all’assistenza sanitaria o dei servizi sanitari, nonché di alimenti o liquidi a causa della disabilità”.

Pertanto è essenziale, doveroso e non procrastinabile che le Autorità Sanitarie e Pubbliche adottino opportuna vigilanza al fine di garantire ad ogni persona il diritto a continue e specifiche cure fino al compimento naturale della vita terreni di chiunque ed in qualsiasi situazione di salute si trovi.

D. Cosa si aspetta dalle Istituzioni ?

R:. Dal Senato e dalla Camera dei Deputati una risposta chiarificatrice come da me richiesta con la Petizione n.911 e col n.787.

Attendiamo fiduciosi con l’opinione pubblica quella risposta che non possono ignorare e che costituisce una turbativa fra la gente.

A quanti sono molto lontani dalla vita quotidiana ed indotti ad un ridotto concetto della vita e della morte, che costituisce una speculazione di basso livello, raccomando una severa ed onesta riflessione sul ”budget del ricoverato”, come ho detto nel “santuario della politica” il 10 dicembre 2009, perché constatiamo essere un “momento” poco incline e capace di dare risposta concrete alle questioni della vita e della morte.

Cristiani per servire (http://digilander.libero.it/cristianiperservire )