C’era una volta la Costituzione
Immaginatevi una cosa bella a cui tenete tanto, qualsiasi cosa, date spazio alla fantasia. Ad esempio una preziosa tovaglia riccamente ricamata lasciatavi in dono dalla nonna da utilizzare per le grandi occasioni. Arriva la grande occasione da festeggiare, prendete la tovaglia riposta nell’armadio e, con grande dispiacere, scoprite che è stata assaltata da animaletti striscianti che hanno creato buchi e falle ognidove nel tessuto. Sconcerto, rabbia, dispiacere, tutte emozioni che in un baleno attraversano la vostra mente.

Ecco questa è esattamente l’impressione che ho avuto nel vedere come l’Emilia Romagna ha ridotto la nostra Costituzione spiegata ai giovani. Occorre qui una spiegazione.

La Regione Emilia Romagna con l’intento di spiegare la costituzione ai giovani, ha interpellato fumettisti famosi e non realizzando una mostra che illustra alcuni articoli della costituzione. Ebbene, questa mostra sta girando l’Italia in occasione dei 150 anni e la Giunta Regionale dell’Emilia Romagna ha deciso di distribuirne il catalogo agli studenti della Regione.
Fin qui non ci sarebbe nulla da obiettare, l’intento è buono, ma il risultato è più che deleterio, ovvero ci troviamo di fronte all’ennesima trasformazione, altro che educazione civica, questa è vera e propria dis-educazione.
Il fatto stesso che vengano considerati solo alcuni articoli fa pensare: estrazione al lotto, questo si quest’altro no? questo mi piace, questo non mi piace… a mo’ di sfoglia la margherita.
Preso atto che non sono stati illustrati gli articoli, chissà perché tra quelli non considerati proprio gli artt. 29 e 31, forse perché parlano della famiglia?

Alcuni titolano “La Costituzione per i giovani cancella la famiglia“, ma non è certo la non illustrazione di qualche articolo che avrà il potere di cancellare la famiglia, i giovani a cui il documento è rivolto sanno molto bene da dove vengono, dove vivono, chi li ha generati e chi con amore li educa ed alleva.
Il tutto è ancor più sottile e deleterio, guardate la vignetta dell’art. 30 sembra uno spot alla pornografia. Dico questo non perché voglio fare la bacchettona bigotta, ma veramente l’immagine raffigurata non ha alcun senso se non ribadire l’incapacità di alcuni genitori nell’educare i lori figli; a dir il vero a me pare la dimostrazione lapalissiana dell’incapacità di una certa politica di promuovere proposte educative rivolte ai giovani.
Purtroppo, chi ci va di mezzo sono proprio loro, i giovani, i nostri figli, perché questo documento finirà in mano proprio a loro, alle migliaia di studenti che magari saranno costretti a studiarlo senza domandarsi quanti sono effettivamente gli articoli della costituzione, o perché alcuni siano più importanti di altri.
Soprattutto, non si domanderanno perché una Giunta Regionale spende una barca di soldi pubblici per istruirli lacunosamente e male contribuendo ad ingigantire le falle del sistema educativo.

Ma l’Emilia Romagna non è la sola, c’è anche chi fa di peggio, ad esempio Milano con Pisapia non è da meno, basti pensare ai pinguini bisex.
Pisapia non è d’accordo con la costituzione italiana: «La Costituzione afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio. Io la penso diversamente» sostiene il Sindaco neo-eletto. E allora che fa, decide di spiegare la “famiglia gay” e parte proprio dagli innocenti, dai piccoli che frequentano gli asili milanesi. Presenta ai bambini un libro sulle avventure di Piccolo Uovo, un manualetto sui “diversi tipi di famiglia” dove due pinguini maschi fanno da mamma e papà. E la famiglia tradizionale, quella tra un uomo e una donna, quella dove abitano i piccoli che frequentano gli asili, dov é? Avranno una bella confusione in testa quando a poco a poco gli inculcheranno che stanno vivendo una trasgressione perché la loro famiglia non è normale.

Non aggiungo altro, penso che basti avere un po’ di buon senso e queste cose si commentano da sole.
Mi duole però pensare che sono questi gli strumenti a disposizione degli insegnanti per i loro studenti, affinché affrontino un percorso umano e critico.
Insegnanti svegliatevi! o meglio, usando le parole del prof. Nembrini «Se tu non ti occupi della politica, è la politica che si occupa di te».

da Samizdatonline