A margine del “fattaccio” di Verona dove un giovane autistico è stato scambiato per uno spacciatore di droga.

 

Ancora una volta la “mannaia” della mente sconvolta ha colpito un innocente ! Ancora una volta “qualcuno” deve rispondere alla propria coscienza ! Ancora una volta dobbiamo “sentirci” impotenti innanzi a queste orribili notizie, che non saranno certamente le ultime !

Tutti noi dobbiamo mantenere sempre vigile la n/s attenzione ed il n/s senso di responsabilità che non deve essere carente, specie oggi, nella consapevolezza del recupero di quelle doti morali che attestano il vivere dell’uomo, che vive con un vuoto interiore  e con un relativismo davvero spaventoso .

Sono parole quelle che sentiamo spesso, attuali, anche se sono indirizzate e riflettono un situazione economica che incombe sulla società in genere, ciò non di meno coinvolgono la solidarietà sociale, principio altamente etico che ogni uomo deve sostenere verso i più sfortunati della vita, i più bisognosi, i più diseredati, i più emarginati, che non sono solo portatori di handicap, ma di diritti di uguaglianza e pari dignità sociale più volte richiamata e poco incarnata dalla n/s Costituzione e da quella Europea.

Da diverse settimane sui vari quotidiani si leggono notizie della rapida escalation di violenze fisiche e verbali ( non parliamo di stupri quasi quotidiani ! ) verso un proprio congiunto, un amico, un cittadino qualunque, ricondotte ad improvvisi “raptus” di follie, di incomprensibili atteggiamenti sociali, dove psichiatri e psicoterapeuti si fanno in quattro per definire questi comportamenti.

Quanto è successo a Verona il 22 settembre 2012 dove un ragazzo autistico originario del Camerum, in cura, è stato scambiato per uno spacciatore di droga, sedato per strada e portato all’ospedale, questo episodio ci ha lasciati un po’ turbati e non tanto per l’avvenuto, ma per il fatto che quel giovane in condizione di parziale grado di ritardo mentale è stato coinvolto, forse innocentemente, in quel “fattaccio”.

Non voglio entrare nel merito di questo avvenimento, ma deduco che quel giovane ha espresso, come ci dicono i mass media, una menomazione funzionale, una infermità di disabilità già riconosciuta, che non gli permette l’inserimento nella vita sociale, inabile a vivere in mezzo agli altri o privato del diritto ad interagire con il mondo e con altre persone.

Quel “misfatto”, considerato un normale fatto di cronaca nera, non potrebbe essere giustificabile verso quelle persone che, attraverso “cavilli legali”, poi godono dell’imputabilità del reato, che non è quello di Verona.

Ma se quel “gesto” di Verona viene da un “malato” accertato di disordine psichico, allora è scandaloso non porre rimedio in quanto già si conosce quel “difetto” e nel suo insieme desta un senso di incomprensione e di ribellione, per il ritardo delle Istituzioni a non comprenderne, da ben 34 anni, queste situazioni di mancata assistenza psichiatrica, ivi compreso l’autismo.

Comunque quello ”episodio” è la strada che risalta i valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità,  ma dimostra “ necessità” chedovrebbero presiedere le Istituzioni .

Anche se l’espressione “dignità umana”, specie “bene comune” diventata la parola della modernità, è tematica ricchissima e complessa il cui fine è la promozione e la difesa della dignità dell’uomo, di ogni uomo dal concepimento alla morte naturale, promuovendo una cultura della vita che dia un fondamento di amore all’intera società .

Le famiglie, incolpevoli, prendono atto di un bilancio sociale alquanto deludente, anche proveniente dai vari gradi di insensibilità dei rappresentanti della vita pubblica, non proprio elogiabili, soprattutto nell’osservare il disinteresse delle Istituzioni, tutte intente come sono nella loro litigiosità, invece di “guardare” verso il mondo della sofferenza e perseguire quegli sforzi per assicurare benefici che non lesino l’inalienabile dignità della persona umana.

Signori della Politica, quei benefici fanno parte di quei diritti che dovrebbero essere raccolti in un Testo Unico, riguardanti i disabili fisici e gli handicappati mentali, oggi carente, come carente, da ben 34 anni, è una legge-delega che riformi l’assistenza psichiatrica e dia giustizia, che non è solo quella per tutelare cani, gatti o “arche di Noè “.

Signori della politica, nell’opinione pubblica persiste intenso il timore di perdere quei diritti sociali condensati nel rispetto della persona umana, anche se, una progressione di “esternazioni” di “ricorrenze” di “episodi” non bene definibili vanno affermandosi, come nel caso di quel giovane che viene arrestato perché ritenuto di parvenze “sospette”.

Quello che ci meraviglia, non è il comportamento degli Organi di Polizia, ma dall’incedere di questi moltissimi episodi quasi giornalieri dove l’origine dell’avvenimento viene da menti psichicamente malate e che dalle Istituzioni vengono ritenuti un semplice fatto di cronaca e non vengono considerati un dovere ed una necessità da incarnare in un provvedimento protettivo.

Questi “fatti”, Signor Ministro della Cooperazione Internazionale ed Integrazione, fanno emergere guasti profondi nell’essere umano costituente un problema sociale di proporzioni che la comunità civile non deve eludere e che ci devono indirizzare anche verso i n/s concittadini  !

Signori della Politica e del Governo Monti, purtroppo la vita quotidiana è anche segnata da “conseguenze”, “fatti”, “misfatti” che impediscono di percorrere anche la strada dei valori etici, come quell’episodio di Verona e quelle “situazioni” ed invocate leggi di riforma, che  non devono guardare il colore della pelle o la condizione del cittadino che necessita di tutela della propria salute, ma occasione da  non volgere lo sguardo ad altre parti come fanno le Istituzioni imperterrite nel loro comportamento !

C’è proprio da vergognarsi!  O sbaglio !

Previte

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