La Chiesa non fa “dogmatismo” quando ricorda i “valori non negoziabili” che, afferma il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, “tali sono non in ragione di una pregiudiziale cattolica, che vizierebbe la comprensione oggettiva dei fatti della vita”. Infatti, spiega nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente, “e’ nella morale naturale che le istituzioni internazionali possono trovare un terreno solido e duraturo per elaborare e perfezionare la dottrina dei diritti”, mentre “non potrebbe esserci un dialogo fecondo tra le culture senza valori comuni, diritti e principistabili, universali, intesi allo stesso modo da tutti”. Per Bagnasco, dunque, a carico della Chiesa e dei cattolici, “il dogmatismo quale imputazione, in pratica, non regge”. E in questa fase politica “nella quale si comincia a ragionare di agenda bioetica come ‘rastrello’ ancora schematico di un’antropologia completa da portare al confronto tra le forze politiche, e dove i cattolici variamente dislocati sono chiamati a giocare un ruolo convergente e propulsivo, non sara’ male – suggerisce il presidente dei vescovi ai politici cattolici – avere in serbo queste prospettive provenienti anche di recente dal Magistero”. “Dai responsabili nazionali dell’associazionismo cattolico sono venute, nell’ultimoperiodo, indicazioni confortanti in questo senso”, segnala il cardinale con soddisfazione auspicando che anche “la prossima Settimana Sociale, in programma a Reggio Calabria dal 14 al 17ottobre, non fara’ mancare, dalla visuale che le e’ propria, un apporto di sviluppo coerente”.

© Affari italiani – 27 settembre 2010