Correttore di bozze da www.tempi.it

Marcia per la vitaIl presente pensierino del Correttore di bozze richiede una premessa. La premessa è che il Correttore di bozze, pur essendo un pericoloso cattolico pro life, si dissocia con forza dalla Marcia per la vita perché per lui quella è roba da moderati compromessi con la modernità. I marciatori vogliono tornare all’Ottocento abolendo la 194, il Correttore di bozze vuole tornare al Medioevo ripristinando l’Inquisizione.

Ciò detto, i nemici dei nemici del Correttore di bozze sono gli amici del Correttore di bozze. Quindi oggi è stato per lui doveroso ritagliarsi un momento per gustare con la dovuta calma “A domanda rispondo”, la rubrica del Fatto quotidiano in cui Furio Colombo risponde alle lettere dei lettori. Anche l’ex direttore dell’Unità infatti ha da dirne quattro ai partecipanti della Marcia per la vita. Il suo però è più che altro un tentativo di destare le coscienze dell’Italia giusta di fronte a una palese emergenza democratica. Che ci stanno a fare, del resto, Colombo e il Fatto quotidiano se non per denunziare un dieci-quindici emergenze democratiche al giorno?

La Marcia per la vita, in particolare, avrebbe secondo Furietto «inferto il colpo di un’altra spaccatura, in un Paese già spaccato a cura di Berlusconi e dei suoi nelle leggi e nei costumi». E in effetti, francamente, la nostra povera Italia aveva già il problema del Cavaliere, dobbiamo proprio dividerci anche sulle quisquilie? Incorreggibili questi pro life. Ma che dico pro life? Quella gente è tutt’altro che in buona fede. In realtà, spiega Colombo, si tratta della «destra più accorta» che «con opportuna mossa strategica» pugnala «il cuore dell’unico partito che dovrebbe fare da sostegno (e lo fa poco, male e di rado) alle leggi di civiltà». Proprio così. Gli astuti volponi della destra si travestono da marciatori pro life per uccidere il Pd e soggiogare l’Italia alle loro leggi di inciviltà. Altro che salvare i bambini.

I bambini, semmai, continua Colombo, li salva la legge dell’aborto: «La 194 (di cui l’Italia dovrebbe essere grata al Partito Radicale) ha ridotto il drammatico evento della interruzione di gravidanza, in Italia, del 50 per cento, un risultato che nessun proibizionismo potrebbe ottenere o ha mai ottenuto». Infatti, come ormai sanno tutti, ma proprio tutti, compreso il Correttore di bozze, l’aborto è un specie di droga: uno tira l’altro, dopo di che entri nel tunnel. E non è con il proibizionismo che si combattono le droghe. Anzi, più lo Stato metterà limiti, più la gente abortirà. Magari il sabato sera, così, tanto per provare il brivido della trasgressione.

Ma torniamo al punto, che è squisitamente politico. La Marcia della vita per l’ex senatore del Pd non è altro che «una potente mossa della destra tradizionalista (che dunque si ambienta bene soprattutto nel post-fascismo)» – piccola pausa per il Correttore di bozze che sperava proprio di veder comparire la parola fascismo –, una potente mossa postfascista, dicevamo, «per mettere con le spalle al muro non solo coloro che, in Parlamento o al governo, vorrebbero difendere la 194, ma anche chi si facesse venire delle idee e pensasse di vivere in un Paese democratico in cui contano per tutti le leggi votate dal Parlamento e non i dogmi o dottrine imposte da una chiesa». Al Correttore di bozze piace questa idea di «Paese democratico» in cui una «legge votata dal Parlamento» non si può neanche contestare. Potremmo definirla una potente idea della sinistra tradizionalista (che dunque si ambienta bene soprattuto nel post-sovietismo).

E per finire, con un piccolo volo pindarico, Colombo fa notare ai lettori che proprio in questi giorni «il più grande musicista turco è stato condannato a 10 mesi di prigione “per alcuni commenti giudicati offensivi sulla religione islamica, fatti via twitter”». Ed ecco la conclusione, se riuscite a seguire il ragionamento: «Un consiglio a colleghi giornalisti, commentatori e leghisti. Attenti a giudicare con sarcasmo eventi come questi nei Paesi islamici. Potreste incorrere, senza volerlo, in una critica alla marcia anti aborto. Molto rischiosa per qualunque carriera». Fine. Bè, con oggi probabilmente Furio non se l’è giocata proprio del tutto la carriera, ma qualche sinapsi ha fatto una brutta fine.