Il dialogo e l’unità tra ebrei e cristiani sono oggi più che mai fondamentali per fronteggiare la minaccia integralista. la difesa dello Stato di Israele è, come dice Magdi Cristiano Allam, paradigma della difesa della nostra civiltà
Aleks Kapllaj (Giornalista)

“L’ incontro dei cristiani con ebrei è una garanzia della difesa della sacralità della vita e della libertà religiosa”-ha iniziato la sua relazione il presidente del movimento politico IO AMO L’ITALIA, Magdi Cristiano Allam, all’incontro organizzato dalla sezione del movimento della Regione Toscana, tenutasi a Ponte a Egola, coordinato dalla coordinatrice della circoscrizione Pisa – Provincia, Silvia Baldi Cucchiara, con il tema: “Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e il diritto all’esistenza dello Stato d’Israele”.
“Israele è il paradigma della nostra civiltà” e, “la difesa del diritto dello Stato d’Israele è la difesa della nostra umanità”- continua Cristiano Allam nel suo intervento, ribadendo di più, perché per noi oggi essere a fianco degli israeliani vuol dire difendere la nostra civiltà che ha reso l’Europa la patria dei diritti fondamentali dell’uomo. Ma oggi si cerca di negare questa verità e chi lo fa di più si considera un paese di alto livello di democrazia e di progresso. Tutto questo ha reso “l’Europa incapace di amarsi, di investire nella famiglia, nella natalità e nella spiritualità”. L’incontro di sabato 23 gennaio a Ponte a Egola, è la traduzione e l’applicazione in tutto il paese e nel mondo, dello spirito dell’incontro del Papa Benedetto XVI a Sinagoga di Roma con le comunità ebraiche di Roma e di tutta l’Italia. Questo spirito d’ incontro e di rispetto delle diversità, ha come base il dialogo basato
sui valori fondamentali dell’uomo dall’ inalienabilità della vita e i diritti e le libertà essenziali universali, scoperte e applicate dalla nostra civiltà. Lo stesso spirito di dialogo e di unità che Papa Benedetto XVI ha lanciato questi giorni, con più convinzione, per tutti i cristiani, perché ci sono molte cose che ci uniscano invece di dividerci.
C’è una conferma di tutto ciò che dice Cristiano Allam, che con il suo libro Viva Israele, è stato anche un traguardo e un punto d’arrivo, per lui e per tutti noi, della consapevolezza di questa verità e di questo grido della nostra anima di tutti noi. Il suo libro è proprio la testimonianza del suo “percorso esistenziale dall’ideologia della menzogna, della dittatura, dell’odio, della violenza e della morte alla civiltà della verità, della libertà, dell’amore, della pace e della vita. Fino a maturare il pieno convincimento che, oggi più che mai, la difesa del valore della sacralità della vita coincida con la difesa del diritto di Israele all’esistenza”, ma che questa ideologia è stata trasformata da una ideologia che colpiva soltanto le altre religioni ( costringere 10 milioni di cristiani di abbandonare i loro paesi di Medio Oriente, dal 45 al 90), in una che oggi le sue vittime più numerose sono i musulmani liberali, laici,
moderati e tutti quelli che non si sottomettono ai gruppi terroristi ed estremisti dell’integralismo islamico in molti paesi islamici. In Algeria ci sono centinaia di migliaia di morti che sono vittime compiute dai terroristi con matrice islamica, dopo le condanne lanciate dalle fatwe degli imam che risiedono in Europa e specialmente a Londra.
Quando il presidente dell’ Iran Mahmoud Ahmadinejad, minaccia Israele, questa minaccia è rivolta a tutto l’Occidente, a tutto il mondo civile e democratico, ma soprattutto minaccia la civiltà della vita di tutta l’umanità. Quando l’Iran continua nel suo programma dell’arricchimento dell’uranio, per poi dopo costruire la bomba atomica che secondo molti ormai è già in grado di produrre, noi da questo momento siamo minacciati da un regime dittatoriale degli ayatollah, e che la passività dei paesi occidentali avrà un prezzo altissimo, quando si cercherà di fermarlo, allora sarà tardi.
Quando la percezione della situazione è del livello di un’ irresponsabilità che si continua a considerare la situazione normale e che si continua a fare affari con Iran, da quasi tutti i paesi europei con capolista l’Italia, sarà molto tardi a fermare il progetto di uno Stato teocratico dittatoriale in possesso della bomba atomica. Quando Barack Obama, durante le primarie democratiche in una visita in Israele aveva dichiarato che l’Iran degli ayatollah è il nemico di Israele e anche il nemico dell’America, e dopo pochi mesi che era eletto, nel marzo del 2009 tende la mano del dialogo all’ Iran, governato dai dittatori, dimostra che non si è consapevoli abbastanza della gravità della situazione. Iran continua a prendere tempo necessario che gli servirà per dotarsi del nucleare “pacifico”, così pacifico che uccide la sua opposizione, immaginate cosa è in grado di fare per compiere un suo progetto che è stato annunciato
apertamente a tutto il mondo, dallo stesso presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Eco perché più che mai ci vuole unità tra i cristiani, e, un dialogo e un incontro con gli ebrei e con tutti gli uomini di buona volontà, per far fronte a tutti quelli che minacciano la civiltà della vita e dell’umanità.