Benedetta Buttiglione Salazar (Giornalista)
Secondo il rapporto annuale dell`Istituto di Politica Familiare sull`evoluzione della famiglia in Europa il Vecchio Continente si trova dinanzi ad un inverno demografico senza precedenti, con sempre meno matrimoni, nuclei familiari più ristretti e un grave deficit di natalità

La settimana scorsa é stato presentato al Parlamento Europeo il rapporto annuale dell`Istituto di Politica Familiare sull`evoluzione della famiglia in Europa nel 2009.

L´IPF é un ente civile indipendente che nasce nell`anno 2000 a radice della preoccupazione crescente sulle sorti della famiglia come cellula fondamentale della società e pietra angolare dello sviluppo sociale.

Le conclusioni finali del rapporto sono raggelanti: l`Europa è ormai immersa in un inverno demografico senza precedenti, è diventata un continente vecchio, con un gran deficit di natalità, con sempre meno matrimoni, sempre più divorzi e con nuclei familiari sempre più ristretti.

A parte l`inevitabile riflessione sulla tristezza di questo quadro, dobbiamo considerare gli effetti economici e sociali, oltre a quelli valoriali che questo produce.

Un`Europa sempre più anziana vuol dire un aumento della spesa pubblica per pensioni e spese sanitarie che va di pari passo con la diminuzione delle entrate, causata anche dalla mancanza di slancio ed innovazione nel settore produttivo. Dal punto di vista sociale gli effetti sono ancora più devastanti se consideriamo la disintegrazione della famiglia tradizionale a favore di famiglie monoparentali o addirittura omoparentali, con un individualismo crescente e la perdita di quei valori fondamentali che sono alla base di una società prospera ed equa.

Cominciamo facendo un`analisi della situazione della popolazione attuale. L`Europa oggi ha raggiunto i 500 milioni di persone con una crescita negli ultimi 30 anni del 9.5%. Dal 1999 al 2009 l`incremento è stato del 3.8%, pari a 20,5 milioni di persone di cui 15,9 milioni immigrati. In pratica nell`Europa dei Ventisette 8 nuove persone su 10 sono immigrati.

A casa nostra nel 2008 abbiamo avuto 0,14 milioni di italiani in meno a fronte di 3,28 milioni di immigrati in più. Solo la Francia, l`Olanda, la Finlandia e la Slovacchia hanno una crescita naturale superiore alla propria immigrazione.

Gli immigrati rappresentano quindi già il 5.8% della popolazione europea, pari a 29 milioni di persone.

E questo perché? La domanda è ovviamente tristemente retorica poiché tutti sappiamo che la causa dell`aumento degli stranieri sul nostro territorio é dovuto al basso, bassissimo tasso di natalità europeo. L`Europa diventa sempre più vecchia e sempre meno europea. Negli ultimi 15 anni si sono persi per strada 10,5 milioni di giovani. Anzi, non si sono persi, sono cresciuti, sono invecchiati e non sono stati rimpiazzati. Secondo i recenti dati forniti dall`Eurostat abbiamo tra noi 22 milioni di nonnini ultraottantenni che però hanno pochissimi nipotini a cui raccontare favole e leggende. In Italia, tanto per intenderci, su 5 persone 1 ha più di 65 anni, mentre l`età media della popolazione è di 42 anni e mezzo. Insomma siamo diventati un popolo di mezza età e, se continuiamo così, nel 2050 la popolazione dell`Europa intera avrà perso ben 27,3 milioni di persone, con 1 sessantacinquenne su tre e solo 1 bambino ogni 8 persone.

C`è di che preoccuparsi. Ci si prospetta un futuro di vecchietti europei, sempre più vecchi, sempre meno europei, sempre più soli. Famiglie senza più bambini, società senza più famiglie. Da brivido.

Ma la soluzione c`è e sono le famose politiche familiari che purtroppo in Italia non sono mai state prese sul serio. Sì, ogni tanto qualcuno avrà pur parlato di aiuti alle famiglie, ma le proposte sono sempre rimaste nell`aria e comunque non hanno mai contemplato un vero piano di aiuti finanziato seriamente.

Oggi l`età media in Italia del primo figlio é arrivata a 31,37 anni, la più alta in Europa. Ma non é questo il dato più triste. Quello più terribile é che in Europa si abortisce un bambino ogni 25 secondi, per un totale di più di un milione e duecentomila aborti annuali, 141 all`ora, come se ogni anno si eliminassero interamente le popolazioni del Lussemburgo e di Malta contemporaneamente.

Cioè, in pratica, di ogni cinque gravidanze una finisce con un aborto.

Dal 1990 sono stati abortiti 28 milioni di bambini, facendo dell`aborto la prima causa di mortalità in Europa.

Perché i nostri governanti non si rendono conto che le famiglie, le giovani coppie, le madri devono essere aiutate? Ogni 30 secondi si rompe un matrimonio ed al massimo si resiste in media 14-15 anni insieme.

Al di là del concetto dell`amore eterno e della pazienza ed abnegazione che ci vogliono in ogni matrimonio, come si fa ad avere fiducia che le cose miglioreranno e che vale la pena rimanere insieme se non si sa come si arriverà alla fine del mese? Se già sono nervoso e preoccupato perché non so come pagherò il mutuo, come faccio ad essere carino, sorridente e paziente quando torno a casa la sera?

Ma perché i nostri politici non vogliono capire che aiutare le famiglie economicamente significa aiutare a che ci siano meno divorzi, a che nascano più figli, a che si creino nuovamente delle grandi e belle famiglie dove si respiri e si impari la solidarietà e l`aiuto mutuo, dove si pratichi quella pazienza e quella abnegazione che tanto serviranno in futuro ai giovani per fondare a loro volta la propria famiglia.

Ci vogliono ricche politiche familiari. Ci vuole un tanto a figlio anche in Italia come in altri paesi europei. Perché la Francia ha quasi raddoppiato il proprio tasso di natalità ed é arrivata a quasi 2 figli per coppia? Perché in Francia esistono le cosiddette “allocations familiales” cioè un tanto a figlio ogni mese fino al compimento circa dei 17 anni. Ma “un tanto” significa “un abbastanza”, non “un praticamente niente”. E poi vengono date a tutti, non solo a quelli che non raggiungono un salario massimo. E così é giusto, altrimenti avrò anche un buon stipendio, ma quando poi i figli sono 4 o 5 (pare che esista ancora in Italia qualche rivoluzionario che osi avere 5 figli), alla fine del mese neanche io so se riuscirò a pagare tutte le spese.

Tanto per fare un altro esempio: in Lussemburgo una famiglia con tre figli riceve al mese 833 euro. Se consideriamo che in alcuni paesi europei come l`Italia o la Spagna lo stipendio medio di un giovane (e spesso anche di uno meno giovane) non supera di molto i 1000 euro al mese, ci rendiamo subito conto che i famosi 833 sono più che benvenuti.