Crociata: si facciano tutti gli sforzi per salvare la vita. “Viviamo un momento doloroso: la notizia che è cominciato il cosiddetto protocollo per ridurre i livelli di alimentazione di Eluana dice che è iniziato un processo di morte. Mi sembra giusto sottolineare che, sebbene siamo su una zona limite dal punto di vista temporale, tutti gli sforzi che legittimamente è possibile compiere, e si stanno compiendo per arrestare questo processo in tempo utile, vanno salutati positivamente. Qui due cose sono in gioco: in primo luogo la vita di una persona, ma insieme è in gioco, l’ingresso nel nostro ordinamento e nel sistema sanitario e sociale della possibilità di porre termine alla vita di una persona privandola di cibo e di acqua”. Lo ha affermato monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, intervistato da Radio Vaticana sugli sviluppi della vicenda di Eluana Englaro.
Per mons. Crociata, la vicenda è un’ulteriore occasione per riaffermare ancora una volta, un sì alla vita: “La prospettiva deve essere positiva, anche perchè qualsiasi sconfitta non può farci arrendere nella promozione di quei valori fondamentali, che scaturiscono dalla nostra fede, ma che sono anche valori a fondamento della vita di tutti, che sono fondamento della nostra società”.

Vallini: no al formalismo giuridico. “Non possiamo accettare che nel nostro Paese, patria del diritto, in nome del rispetto formale di una sentenza, fondata in definitiva sulla ricostruzione altamente
opinabile (per mille ragioni) della volontà della persona, si rinunci ad escogitare strumenti giuridici legittimi che, in forza dell’equità, cioè della giustizia al caso concreto, possano salvare la vita di una persona che non è in grado di difendersi da sola”. Lo scrive il card. Agostino Vallini in un messaggio alla diocesi di Roma. Il riferimento è evidentemente al conflitto tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Professore per molti anni di diritto canonico e civile, il porporato è stato presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, Vallini ricorda il detto “Summum ius, summa iniuria” e aggiunge: “registriamo con dolore una nuova sconfitta della ragione fondativa del diritto che è la difesa dell’uomo e la tutela dei suoi diritti fondamentali, tra cui la nutrizione e l’idratazione”. “La rinuncia a questi supremi principi di ogni ordinamento, ancorato ai valori di una sana laicità dello Stato, contribuiranno – teme il cardinale vicario – ad alimentare quella ‘cultura di mortè, i cui segni si manifestano ogni giorno di più nel nostro paese”.

Barragan: Napolitano riconsideri il decreto. Il Presidente della Repubblica riconsideri il decreto legge del Governo su Eluana Englaro. È quanto chiede in un’intervista concessa a Studio Aperto su
“Italia 1” il cardinale Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute del Vaticano. “Penso che il governo stia facendo il possibile per salvare la vita di Eluana – afferma Barragan – e chiediamo al Signore che il Presidente della Repubblica possa riconsiderare, in
dialogo con i giuristi, la maniera di conciliare con la Costituzione italiana questo decreto legge. In ogni modo fare sempre il possibile per salvare la vita di questa persona che non è assolutamente degna di morire così”.

Ruini: è un omicidio, salvarle la vita è un dovere. “Fare morire di fame e di sete, è oggettivamente, al di là delle intenzioni di chi vuole questo, l’uccisione di un essere umano, un omicidio”. Il cardinale Camillo Ruini, in un’intervista al Corriere della Sera, usa queste parole per definire il caso di Eluana Englaro. Secondo Ruini, in questa vicenda sono state fatte già molte prevaricazioni, “a cominciare dai giudici che hanno applicato una legge che non esiste – spiega il cardinale – e che non hanno tenuto conto della situazione reale di Eluana”. “Ritengo che lo Stato abbia diritto, e aggiungerei dovere, di proteggere la vita di ogni suo cittadino”. Ora è dunque necessaria una legge “sulla fine della vita”,  che “dovrebbe evitare sia l’eutanasia sia l’accanimento terapeutico – aggiunge Ruini – ma è ovvio che la nutrizione e l’idratazione non possono essere lasciati alla decisione dei singoli, perchè toglierle significa provocare la morte”.   Per il padre di Eluana, Ruini ha il “massimo rispetto”, perchè “nessuno di noi può sindacare su come reagiscono i genitori toccati così profondamente dal dolore”. Il ruolo giocato dalla Chiesa non è stato un’ingerenza ma “adempimento della missione”, secondo il cardinale che ha definito “schierati” i giornali, meno le televisioni “che hanno dato spazio anche alle nostre ragioni”. Sul paragone tra la vicenda di Eluana e le ultime parole di Giovanni Paolo II, Ruini rifiuta ogni accostamento, “per un credente ‘lasciatemi andare’ significa ‘lasciatemi tornare alla casa del Padre'”.

Bregantini: soccorrere il papà. Secondo l’arcivescovo di Campobasso, Giancarlo Maria Bregantini, “pur comprendendo il dolore vivissimo di un padre, il problema non sta nell’eliminare Eluana, ma nel soccorrere e sostenere il papà. Questa è la soluzione”. “Quale persona può decidere di togliere il pane e l’acqua all’altro – si è chesto il prelato – ; ogni uomo che soffre non è un fardello, ma è un fratello. Su questa dimensione va letta la storia di Eluana che potrebbe essere la nostra mamma, la nostra sorella, una persona a noi cara. Non è possibile che la società accetti questo”.