Rese note le conclusioni della commissione Marino. I medici del Pertini non spiegarono al giovane che il rifiuto della terapia endovenosa lo avrebbe portato alla morte
di Luca Liverani
Tratto da Avvenire del 29 aprile 2010

Stefano Cucchi subisce i traumi al volto e alla schiena nella mattinata successiva al suo arresto, tra l’alba del 16 novembre quand’è ancora dai Carabi­nieri e il primo pomeriggio, ormai nella città giudiziaria. Caduto dalle scale, dice Stefa­no. Ma i consulenti della Commissione Marino pro­pendono per «l’ipotesi di le­sioni inferte». È quanto ac­certa l’inchiesta parlamenta­re della Commissione d’in­chiesta sull’efficacia e l’effi­cienza del Servizio sanitario. Da cui emerge anche che i medici del Pertini non spie­garono a Cucchi che rifiutare la terapia endovenosa, a quel livello di deperimento, lo a­vrebbe ucciso. E che quando la Commissione convocò il medico di Regina Coeli, la di­rezione del carcere disse che era in viaggio di nozze. Ma non era vero.

Ieri la Commissione ha deci­so di desecretare gli atti, per trasmetterli alla Procura che ne aveva fatto richiesta a di­cembre. Sì alla pubblicazione da Pd, Idv e Udc. Astenuta la Lega, no dal Pdl. E il presi­dente Ignazio Marino si ram­marica per il voto non unani­me, quando invece c’era sta­ta unanimità sulle conclusio­ni del decesso: «Speravo che ci si arrivasse anche in questa occasione in un leale rappor­to di collaborazione tra le isti­tuzioni». «Atti che potranno servire ai pm – aggiunge la se­natrice pd Albertina Soliani – così come ai legali degli inda­gati». La documentazione do­mani sarà sul sito del Senato. Le lesioni si verificano dun­que il 16 novembre tra le 5, 11 e le 14, 05. Al­l’alba il personale del 118 chiamato dai carabinieri che hanno ar­restato Cucchi la sera prima certifica solo che «dice di sen­tirsi poco bene e presenta tre­mori» ma rifiuta il ricovero. Al­l’ambulatorio della Città giu­diziaria refertano invece «le­sioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateral­mente» e che riferisce «dolo­re e lesioni anche alla regione sacrale» attribuite «evasiva­mente ad accidentale cadu­ta». Il professor Vincenzo Pascali, consulente della Commissio­ne, sostiene che le lesioni alle orbite «sono non particolar­mente compatibili con l’ipo­tesi di un evento accidentale, ma suggeriscono, piuttosto insistentemente, l’ipotesi di lesioni inferte». Non solo. «Il punto» per l’esperto «è valu­tare se i medici del Pertini per­cepirono» quel «punto di non ritorno della sindrome meta­bolica», la disidratazione, «perché ciò imponeva la pro­spettazione di cure d’urgenza di cui il paziente aveva neces­sariamente e urgentemente bisogno pena la sua morte».

La frattura del coccige, a det­ta dei periti della Procura di vecchia data, sarebbe invece recente: Rolando Degli An­gioli, medico di Regina Coeli, dice che nell’«ultima parte della colonna c’era un’ecchi­mosi e una prominenza». Toc­candogliela, Stefano «ha pro­vato dolore». Il medico chiede l’immediata visita al Fatebe­nefratelli per lastre al cranio e al sacro-coccige e una visita neurologica. Degli Angioli in­fine nega che, come riferito al­la Commissione, il 6 novem­bre fosse all’estero, visto che si è sposato il giorno dopo ed è partito il 9.