di Riccardo Cascioli da Svipop

Fra le tante cose interessanti che emergono dalla lettura del Rapporto sul Clima preparato per la Cia nel 1974 (di cui riferiamo in altri articoli) ce n’è una che vale la pena mettere in risalto. Gli estensori del rapporto infatti, nel fare la rassegna delle tre principali scuole di ricerca sul clima, mettono al primo posto quella Climate Research Unity (CRU) al centro del Climagate di questi giorni. Dunque, questo centro di eccellenza, che da qualche anno si diletta a truccare i dati per convincerci tutti della causa umana del riscaldamento globale, solo 30 anni fa cercava di convincere il mondo che eravamo già entrati in una nuova “piccola era glaciale”.

Ma la curiosità non è solo questa, perché si potrebbe ben dire che cambiare idea è lecito quando nuovi dati a disposizione ci dimostrano l’erroneità della nostra tesi. Ma il fatto è, stando al Rapporto della Cia, che la specificità del Cru, diretto allora dal professor H.H. Lamb, è “nello stabilire le tendenze climatiche statistiche”, ovvero la ricostruzione del clima del passato – in termini non solo di temperature ma anche di intensità di radiazioni solari e distribuzione delle precipitazioni – per ricavarne indicazioni per il futuro.

In particolare si afferma che è stata ricostruita la climatologia della Terra andando indietro fino a un periodo di 50 milioni di anni, in cui sono stati ben individuate le caratteristiche dei periodi glaciali e dei periodi interglaciali. Un meticoloso studio da cui si ricava indiscutibilmente una tendenza alla glaciazione, che potrebbe avvenire entro 200 anni (ne sono passati già 35).

E allora, come mai in pochi anni al CRU si è passati alla convinzione opposta? Si è forse rivelata sbagliata la ricostruzione del passato? O sono emersi nuovi interessi che hanno consigliato di “rileggere” i dati a disposizione?
Sono domande che esigono una risposta chiara, e dovrebbe essere la stessa comunità degli scienziati – per la loro stessa credibilità – a chiedere che si faccia chiarezza. Qualcuno ha già cominciato a chiedere. Ma qualcosa ci dice che attenderemo invano una risposta.