ROMA, mercoledì, 21 ottobre 2009 (ZENIT.org).- “Ci sentiamo molto incoraggiati quando sappiamo che non siamo soli, quando vediamo che c’è qualcuno dietro di noi, che ci aiuta, che prega per noi”.

Sono questi i sentimenti dei cristiani pakistani, espressi sabato scorso dal Vescovo Joseph Coutts di Faisalabad durante l’incontro annuale organizzato dall’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) nella Westminster Cathedral Hall di Londra.

“ACS è molto speciale, perché fornisce non solo aiuti materiali, ma anche spirituali”, ha confessato il presule, che ha ricevuto minacce di morte per i suoi sforzi a favore della cooperazione interreligiosa.

“Noi [cristiani] abbiamo sempre sperimentato forme di discriminazione, ma quello che stiamo vedendo ora è ben più serio – ha sottolineato –. Viviamo in uno stato di costante tensione”.

Ad ogni modo, ha aggiunto, “continueremo a testimoniare Cristo malgrado le difficoltà rappresentate dagli estremisti. Perfino la nostra sofferenza è una testimonianza di Cristo”.

Secondo il Vescovo, i problemi principali per i tre milioni di cristiani del Pakistan sono rappresentati dall’“uso improprio” delle cosiddette Leggi sulla Blasfemia, per cui i fedeli sono vittime degli assalti degli estremisti per presunte offese contro Maometto o il Corano.

La giornata di sabato è iniziata con una Messa celebrata dal Vescovo Coutts nella Cattedrale di Westminster ed è proseguita con l’incontro con 400 sostenitori di ACS e il discorso di benvenuto al Vescovo pakistano da parte dell’Arcivescovo Vincent Nichols di Westminster, che ha incoraggiato l’associazione per il lavoro che svolge “soprattutto in Paesi come il Pakistan, in cui la Chiesa ha grande bisogno di aiuto”.

ACS ha un “carattere specificamente cattolico”, ha affermando, ricordando l’importanza della “carità radicata in un senso di fede condivisa ma espressa attraverso l’aiuto pratico e mantenuta mediante la preghiera e l’amore”.

Il direttore nazionale di  ACS per il Regno Unito, Neville Kyrke-Smith, ha dichiarato a proposito della visita del Vescovo Coutts che “è un grande incoraggiamento per gli amici di ACS il fatto di sapere che le nostre preghiere e il nostro aiuto ai cristiani oppressi del Pakistan sono profondamente apprezzati nel mondo odierno, in cui la fede è così sotto attacco”.

“ACS sta aiutando a portare la croce”, ha concluso.