Benedetta Buttiglione Salazar

Purtroppo le famiglie di oggi sono sempre più fragili, perdono la propria capacità di durare, di rimanere unite, di superare le inevitabili difficoltà della vita e di mantenere il proprio equilibrio e la propria armonia.

Così il numero delle separazioni e dei divorzi cresce in maniera esponenziale e con esso quello dei bambini contesi tra genitori che a volte si mettono d`accordo, ma spesso si trascinano in infinite liti processuali. Generalmente, quando non è possibile ricorrere all`affidamento congiunto, viene privilegiata la mamma (quasi il 90% dei bambini viene affidato alla madre) e questo non è sempre pacificamento accettato dai padri. Quando poi il giudice decide di affidare il figlio al padre, è la madre a non darsene pace. E così possono avvenire quei tristissimi episodi denominati di “sottrazione internazionale di minore” in cui sostanzialmente un genitore disperato rapisce il proprio figlio e lo trasferisce all`estero per non doverlo dividere con l`altro.

Quotidianamente leggiamo sui giornali di bambini frequentemente sottratti o non restituiti al genitore affidatario. Questo è un fenomeno inquietante perché emblematico dell`assoluta mancanza di affetto e di rispetto verso il bambino ridotto a “oggetto” da possedere a qualunque costo e a simbolo del senso di proprietà del genitore sulla sua creatura. Lo sradicamento del bambino dal suo ambiente di vita, la violenza che accompagna il rapimento, l`occultamento che ne rompe le ordinarie usanze di vita, il senso d`impotenza e di dipendenza assoluta, tutto ciò rischia di distruggere la personalità del proprio figlio e questo ai genitori non viene proprio in mente. Il figlio è proprio l`ultimo dei loro pensieri, occupati come sono ad odiarsi e a cercare una rivalsa l`uno sull`altro. I ragazzi contesi possono appartenere a genitori della stessa nazionalità, italiana per esempio, o a coppie miste.

I figli di una famiglia i cui genitori sono entrambi italiani sono in generale più tutelati, anche se la legislazione a riguardo è piuttosto carente di effettività, non essendo facile intervenire, anche con la forza pubblica, per eseguire l`ordine di restituzione emesso dal giudice. E comunque già il tempo necessario per ritrovare il genitore, spesso in fuga col bambino, cercando di nascondersi, produce effetti devastanti sull`animo del bimbo.

Assai più grave però è la sottrazione internazionale di minore, cioè quando uno dei due genitori è di un`altra nazionalità e scappa col figlio nel proprio paese di origine. Purtroppo questo fenomeno è in crescita esponenziale. I dati forniti dalla Farnesina parlano chiaro: si è passati dagli 89 casi del 1998 ai 258 di oggi. Il Ministero della Giustizia italiano ha all`attivo dal 2000 a oggi 1388 procedimenti di rimpatrio. Il dato che emerge, inoltre, è che l`Europa risulta essere il continente che nel 2008 ha avuto il primato di minori contesi, con il 60 per cento dei casi registrati in tutto il mondo.

Nel 2009, in Italia, per contrastare questa gravissima situazione è nata una “Task force interministeriale in materia di sottrazioni internazionali di minori”, un organismo tecnico che può agire in modo efficace con il coinvolgimento di tre ministeri: Esteri, Interno e Giustizia.

A livello internazionale esiste la “Convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori”, aperta alla firma a L`Aja il 25 ottobre 1980, alla quale aderiscono attualmente più di 40 stati nel mondo. Questo strumento normativo assicura l`immediata restituzione del minore illecitamente sottratto ed il ripristino della situazione antecedente a tale sottrazione. Secondo questa Convenzione si può parlare di “sottrazione internazionale di minore” solo in presenza di due condizioni essenziali, precisate nel testo convenzionale: quando colui che ha la potestà sul minore lo conduce all`estero senza autorizzazione e quando il minore non viene ricondotto nel suo paese di origine. Il documento tutela però l`esercizio del diritto di visita a favore del genitore non assegnatario.

Le condizioni per l`applicabilità della Convenzione sono le seguenti:

– che l`affidamento violato sia legalmente riconosciuto nello Stato di residenza abituale del minore prima della sottrazione;

– che tale diritto sia stato effettivamente esercitato prima della sottrazione;

– che il minore non abbia ancora raggiunto i 16 anni di età;

che non sia trascorso più di un anno dal momento dell`evento (sottrazione);
-che dalla restituzione non possa derivare alcun danno morale e materiale per il minore;

-che tale restituzione non violi i principi fondamentali dei Diritti dell`Uomo.

Ma anche l`Europa si è interessata al tema e il 20 maggio 2009 il Consiglio dell`Unione Europea ha emesso un regolamento relativo alla “competenza, al riconoscimento e all`esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi”. In esso viene esplicitamente menzionata la questione della sottrazione internazionale di minori, riprendendo le fila della Convenzione.