di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 22 aprile 2010 (ZENIT.org).- Seppure con un leggero ritardo, la  Chiesa  italiana, i gruppi cattolici, le parrocchie, gli ordini religiosi ecc, stanno conquistando spazi sempre più vasti nella galassia telematica.

Da un sondaggio condotto da ricercatori presso l’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano di Pisa (IIT-CNR) risulta che con trentamila siti, oltre mezzo milione di pagine web, quasi 2000 blog, la religione cattolica ha una forte presenza sui siti web italiani.

Il numero di 562.574 pagine contenenti riferimenti al cattolicesimo rappresentano l’1,76% del totale del campione analizzato, ma la percentuale è significativa se si pensa che le pagine del web con riferimenti alla politica, uno degli argomenti più “caldi” nella Rete italiana, sono circa 930mila (2,9% del campione).

La forza del cattolicesimo in rete e della sua continua crescita è stato sottolineato da Francesco Diani curatore del sito (www.siticattolici.it), il quale lavorando alla sua tesi “Pastorale e informatica” ha iniziato a contare e catalogare i siti cattolici italiani che alla fine degli anni ’90 erano appena 243.

Adesso, sono quasi 14mila i siti cattolici catalogati da Diani. Di questi un quarto (3.460) è rappresentato da parrocchie, chiese, oratori, gruppi parrocchiali. Seguono 2.545 siti di Associazioni e Movimenti ecclesiali. Al terzo posto con 1689 siti, gli ordini e gli istituti religiosi.

In termini di crescita Diani ha rilevato negli ultimi tre anni una crescita costante pari al +24,2%, che è una delle più impetuose del WEB. Per quanto riguarda la geografia la Lombardia è in testa con 740 realtà web, davanti a Triveneto (376), Sicilia (334) e Lazio (314); mentre tra gli ordini e istituti religiosi i Francescani (166 siti) sono i più presenti in rete.

Per quanto riguarda il modo con cui i sacerdoti usano le nuove tecnologie per l’attività pastorale, il 15 aprile scorso alla conferenza stampa di presentazione del convegno “Testimoni digitali”, Lorenzo Cantoni, docente alla facoltà di scienze della comunicazione all’Università della Svizzera italiana, ha illustrato i scultati della ricerca Picture, acronimo di Priests’ Ict use in their Religious Experience.

La ricerca è stata condotta con il sostegno della Congregazione per il Clero, realizzata dai laboratori NewMinE-New Media in Education Lab e webatelier.net dell’Università della Svizzera italiana di Lugano in collaborazione con la Facoltà di Comunicazione sociale istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.

I risultati sono sorprendenti: il 92,9% dei preti intervistati in Italia dichiara di accedere tutti i giorni ad internet, in misura leggermente superiore alla media mondiale (90,4%).

Per quanto riguarda l’utilità della rete per la preparazione delle omelie il 49,5% dei sacerdoti in Italia cerca materiale online almeno una volta alla settimana, di questi, il 9,2% lo fa tutti i giorni. Il 35,2% lo fa occasionalmente (una volta al mese o qualche volta all’anno). Solo il 15,3% dichiara di non farlo mai.

Per la formazione, il 27,7% dei sacerdoti in Italia studia online quasi tutti i giorni, il 59% almeno una volta alla settimana, mentre solo il 13,3% non lo fa mai.

Il 37,8% è d’accordo con l’affermazione che le tecnologie permettono di migliorare la formazione dei sacerdoti, e il 53,7% è d’accordo o molto d’accordo.

Alla domanda su quali strumenti siano ritenuti molto o moltissimo utili per imparare, il 18,8% dei rispondenti ha indicati i libri e le riviste, seguiti dai motori di ricerca (18,3%) e dalle lezioni in aula (16,4%).

La lettura combinata di questi dati mostra un interesse all’uso delle tecnologie digitali, combinate però con tutte le altre strategie d’apprendimento.

Il 39,9% dei sacerdoti italiani non utilizza mai internet per pregare, ma il 19,1% lo usa tutti i giorni per questo scopo (principalmente per recitare la liturgia delle ore).

Solo il 14,2% di sacerdoti in Italia considera internet molto utile per pregare (9.9% nel mondo), mentre il 40,1% non lo considera per niente utile a questo scopo (32.3% nel mondo).

Inoltre più del 51% dei sacerdoti è molto positivo sull’utilità di internet per la diffusione della fede, e più del 63% è d’accordo o molto d’accordo nel considerare le nuove tecnologie come mezzi d’inculturazione della fede.

In particolare il 61,1% è d’accordo o molto d’accordo con l’affermazione che le nuove tecnologie permettono di evangelizzare meglio i giovani; peraltro, il 38.9% è solo abbastanza d’accordo o non è per niente d’accordo.

Circa la comunicazione il 68,3% dei sacerdoti ritiene internet utile per comunicare con le altre persone. Il 30,6% accede ai social network tutti i giorni, il 17,1% vi accede solo settimanalmente, il 7,0% mensilmente e l’8,9% qualche volta all’anno, mentre il 36,4% dichiara di non accedervi mai.

Nella comunicazione con altri sacerdoti, il 43,0% non usa mai i social network e il 34,4% non usa le chat o altri servizi vocali online.

Alla domanda su quanto l’uso delle nuove tecnologie abbia migliorato il modo in cui compiono la loro missione sacerdotale, il 33,4% ritiene tale uso molto positivo (valori 5 e 4), il 50,6% lo ritiene di qualche importanza (valori 3 e 2), mentre il 15,9% vi vede un contributo molto limitato o nullo (valori 0 e 1).

Quanto ai pericoli delle tecnologie, il 35,7% ritiene che le opportunità siano superiori ai rischi mentre il 18,1% ritiene che i pericoli sono maggiori rispetto alle opportunità che offrono.

I siti web indicati come maggiormente utili nell’esperienza sacerdotale da più di 100 sacerdoti sono stati: vatican.va, qumran.net, chiesacattolica.it e avvenire.it, maranatha.it, lachiesa.it, zenit.org.