Pisapia e Tettamanzi ce l’hanno fatta: con loro la città è diventata la capitale italiana dell’islam radicale
di Magdi Cristiano Allam
Tratto da Il Giornale

Mentre l’andamento del­la Borsa di Milano, in particolare dei titoli dei grandi potentati finanziari, sta determinando il futuro della politica economica e condizio­nando la­prospetti­va politica dell’Ita­lia, contempora­neamente a Mila­no si sta forgiando un nuovo modello sociale all’inse­gna del multiculturalismo gra­zie alla convergenza degli inte­ressi degli stessi poteri forti sen­sibili al richiamo dei fondi sovra­ni islamici; di un’amministrazione comu­nale catto-comunista che colti­va la fede nell’immigrazioni­smo, ovvero il convincimento che gli immigrati siano buoni a prescindere; e di una Curia am­brosiana che crede nel relativi­smo religioso come priorità da tradurre principalmente con la concessione di sempre più mo­schee agli integralisti e agli estre­misti islamici.

Il progetto complessivo è quel­lo di fagocitare l’Italia nella glo­balizzazione mercatista mono­polizzata dai potentati finanzia­ri che credono che l’unico dio da adorare siail denaro e l’unica ragione per cui vivere sia pro­durre sempre di più per poter consumare sempre di più; e in parallelo far aderire l’Italia alla globalizzazione multiculturali­sta dove si appiattiscono tutte le religioni, le culture, i valori e le identità per toglierci l’anima, «cosificando» la persona e ato­mizzando la società per ridurci a individui interessati esclusiva­mente alla dimensione dell’ave­re e dell’apparire che trascura­no la dimensione dell’essere.

Le recenti elezioni comunali di Milano hanno evidenziato in modo inconfutabile la conver­genza tra i potentati finanziari e imprenditoriali che rappresen­tano gli interessi accumulati e consolidati in un cinquanten­nio di privilegi in cui hanno po­tuto privatizzare gli utili e socia­lizzare le perdite, l’asse politico catto-comunista guidato da Giu­lian­o Pisapia e il cardinale Tetta­manzi, arcivescovo uscente del­la Curia ambrosiana.

Il terreno principale su cui questa convergenza si sta espli­cando è la piena legittimazione dell’islam come religione su un piede di parità del cristianesi­mo e dell’ebraismo, con la con­seguente legittimazione della presenza di sempre più mo­schee, scuole coraniche, enti as­sistenziali e finanziari islamici e, in prospettiva, di tribunali che emettono sentenze sulla ba­se della sharia, alla stregua di quanto è consentito alle altre due religioni monoteiste rivela­te.

Il fatto che sia il vicesindaco Maria Grazia Guida, con dele­ghe all’Educazione e Istruzio­ne, Rapporti con il Consiglio co­munale, Attuazione del pro­gramma, sia Marco Granelli, as­sessore alla Sicurezza e Coesio­ne sociale, Polizia locale, Prote­zione civile e Volontariato, sia­n­o entrambi dirigenti della Cari­tas ambrosiana, braccio operati­vo della Curia milanese, è la te­stimonianza che il sostegno esplicito del cardinale Tetta­manzi a Pisapia era parte inte­grante di una strategia politica fondata sulla condivisione del­l’ideologia del multiculturali­smo. Non è un caso che sia la Guida sia Granelli siano i princi­pali interlocutori del comitato di islamici ricevuti a Palazzo Ma­rino e a cui la Giunta comunale ha già promesso la presenza di una moschea in ciascun quartie­re di Milano, individuando i siti sin da settembre, in aggiunta al­l’impegno di consentire comun­que la costruzione di una gran­de moschea a Milano entro il prossimo anno.

Questa fretta di concedere agli islamici le moschee, trascu­rando del tutto il fatto che gli in­terlocutori siano espressione di movimenti estremisti e persino terroristici, conferma che que­sta giunta comunale sta ese­guendo c­iecamente delle diretti­ve emanate dai poteri forti fauto­ri del mercatismo e del multicul­turalismo.

Ma questa fretta po­trebbe essere dettata anche dal­la volontà di mettere di fronte al fatto compiuto il nuovo arcive­scovo, il cardinale Angelo Sco­la, che proprio a settembre assu­merà il suo mandato.

O forse questa strategia non subirà delle modifiche sostan­ziali con l’avvento di Scola, teori­co del cosiddetto «meticciato di civiltà». Nel 2009 Scola ha fonda­to Oasis che è «una rete interna­zionale di rapporti che promuo­ve la conoscenza e l’incontro tra cristiani e musulmani». Nel ban­ner principale del sito di Oasis viene riportata la frase di Gio­vanni Paolo II, pronunciata nel discorso a Damasco presso la Moschea Ommayade il 6 mag­gio 2001: «Sia i musulmani sia i cristiani hanno cari i loro luoghi di preghiera, come oasi in cui in­contreranno il Dio Misericor­dioso lungo il cammino per la vi­ta eterna, e i loro fratelli nel vin­colo della religione». Il 23 otto­bre 2009 Scola si è pronunciato a favore delle moschee: «Se la do­manda è reale, oggettiva e la con­sistenza di chi la pone è verifica­ta, insomma se c’è un effettivo bisogno di un luogo di culto e di incontro anche culturale, non avrei nessuna difficoltà a dire di sì ad una moschea». Il 24 dicem­bre 2008 l’allora Patriarca di Ve­nezia difese la presenza di una moschea nel presepe: «Io lo defi­nisco meticciato di civiltà nel quale la presenza nel presepe di simboli di altre religioni, come la moschea, ci dice che noi dob­biamo fare i conti con quello che io chiamo il processo di me­ticciato». Il primo luglio 2010, in un’intervista all’agenzia di stampa Reuters, Scola si pro­nunciò contro il bando del bur­qa, la gabbia di stoffa che impri­giona il corpo della donna dalla testa ai piedi: «Così si rischia di radicalizzare il problema inve­ce di risolverlo. La questione ver­rebbe affrontata in modo più equo all’interno del normale ambito sociale rispetto che a una legge. Naturalmente biso­gna separare religione e politi­ca, Chiesa e Stato. Ma si deve ri­conoscere il fatto che le religio­ni hanno una dimensione pub­blica».

Dopo essere di fatto la capita­le finanziaria ed economica, la vera capitale politica dell’Italia proiettata verso il federalismo, Milano ha purtroppo già accu­mulato il triste primato di capita­le del radicalismo islamico e, in prospettiva, sembra destinata a trasformarsi nella capitale del multiculturalismo che ci prive­rà della nostra anima cristiana e laica assoggettandoci sempre più a un’ideologia relativista, buonista e islamicamente cor­retta.