di Leone Grotti da www.tempi.it

La donna ora si trova al sicuro in Svezia. Insieme al cristiano, condannato anche un saudita a due anni e 200 frustate 

arabia_saudita_donne-jpg-crop_displayUn libanese cristiano e un saudita sono stati condannati rispettivamente a sei anni di carcere e 300 frustate e a due anni di carcere e 200 frustate per aver convertito al cristianesimo e fatto fuggire dal paese una giovane saudita.

CONDANNA. La condanna è stata emessa dal tribunale di al-Khobar. Il cristiano libanese e il saudita hanno annunciato che faranno ricorso. Come riporta AsiaNews, il caso è iniziato lo scorso luglio ed è stato molto seguito in Arabia Saudita, dove il reato di apostasia può costare anche la pena di morte.

CONVERSIONE LIBERA. La donna, di cui non si conosce il nome, è ora rifugiata in Svezia. L’ambasciata saudita sta cercando di obbligare le autorità svedesi a farla tornare indietro. Ma la cristiana, che sarebbe sotto la protezione di alcune Ong, non sembra intenzionata a tornare e ha spiegato di essersi convertita per libera scelta e senza costrizione.

CRISTIANI PERSEGUITATI. Il 5 per cento della popolazione saudita è cristiana. Nel paese vivono circa un milione di cattolici, soprattutto immigrati filippini per lavoro. Nel paese, dove vige una forma radicale di legge islamica, i lavoratori non musulmani non possono celebrare il proprio culto in pubblico, ma in privato sì. La nozione di “privato” resta però poco chiara. Il governo saudita afferma che finché le riunioni si fanno in piccoli gruppi e in case private, nessun organo della sicurezza debba intervenire. Questa posizione ufficiale, però, viene spesso contraddetta nei fatti dalla polizia religiosa, che fa spesso “incursioni” in case private, arrestando i cristiani.