A proposito della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, al terzo anno dalla ratifica.

Con il 30 marzo 2010 sono passati tre anni dalla ratifica della “Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” dell’ONU ed altrettanti da quando andiamo “sussurrando” al Governo in carica ( ed anche al precedente!) essere urgente apportare emendamenti al Testo Internazionale ( approvato con ratifica il 20 febbraio 2009 con il disegno di legge n,2121) e norme migliorative a tutela degli handicappati mentali, tutt’ora discriminatorio nei confronti delle persone con problemi psichici.

Ancora una volta dobbiamo ripetere che non sono emerse nella “Convenzione” attenzioni specifiche verso i malati mentali, che come tali non possono partecipare alle attività sociali e culturali.

Inoltre non è condivisibile il voler accomunare il malato con minorazioni fisiche al malato mentale, in quanto non si possono prevedere né tempi di recupero né proposizioni di intendimenti lavorativi che richiedono coesione d’intelletto e responsabilità ed ancora non tutelato dai Piani Sanitari Nazionali dove sono carenti misure a sostegno delle famiglie che da 32 quasi attendono una legislazione specifica.

Nel ratificare la “Convenzione” il Governo Berlusconi ha assunto obblighi che impegnano lo Stato ad aderire ad un testo giuridico internazionale, passaggio obbligatorio per giungere all’effettiva entrata in vigore dei 50 articoli che definiscono traguardi e politiche, anche nazionali, indispensabili per avere regole chiare sulla non discriminazione e la promozione delle pari opportunità.

La più volte n/s richiesta con Petizioni giacenti nel Parlamento si collega , anche, a quei principi di “eguaglianza” e di pari “dignità sociale” che vengono affermati in linea generale dall’art.3 della n/s Costituzione e trovano esplicazione in numerose altre disposizioni, come l’art.32( tutela della salute), l’art.36 (esistenza libera e dignitosa) e l’art.41 (dignità umana), normative nella tutela della persona umana.

Nel rispetto della dignità dei cittadini italiani sofferenti di questa patologia, titolari anch’essi del diritto ad usufruire del più alto standard conseguibile di salute senza discriminazione, richiediamo al Legislatore ed al Governo Berlusconi un sollecito intervento atto a tutelare la salute di questi cittadini, per le loro famiglie e per garantire la sicurezza a tutti.

Franco Previte

Presidente dell’associazione Cristiani per servire

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