La “Convenzione per i Diritti delle Persone con Disabilità”ha come obiettivo pari diritti ?

Ma la ratifica esplicata dalla Unione Europea ha riconfermato l’eutanasia e l’aborto verso i disabili psico-fisici.

La “Convenzione per Diritti delle Persone con Disabilità” adottata da 191 Paesi aderenti all’ONU( Sixty-first Session Prot. Distr.General A/61/611), il 6 dicembre 2006, elabora i diritti civili e politici delle persone con disabilità ed alla partecipazione di diritto alla salute, al lavoro ed alla protezione sociale.

Riconosce il cambiamento radicale di atteggiamento della società verso questi “individui” soprattutto mira a raggiungere la piena eguaglianza considerando persone con menomazione in un contesto sfavorevole che diventa disabilità.

Da notizie dei mass media apprendo con stupore che l’UE ha ratificato oggi 5 gennaio 2011  la “Convenzione” con l’impegno della Commissione a costruire entro il 2020 una Europa senza intralci per i suoi cittadini disabili, come è stato stabilito nella strategia UE sulla disabilità.

In Italia la “Convenzione” è stata ratificata con il disegno di legge n.2121 del Governo Berlusconi il 20 febbraio 2009 e con l’art.2 l’ha approvata “ in toto” compreso il Protocollo Opzionale, mettendo in “moto” l’aborto e l’eutanasia nei confronti ed a danno dei disabili fisici e degli handicappati psichici, “generando” un “Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità” (ennesimo intralcio della burocrazia)  composto di non più di 40 persone con un costo di 500.000 euro per gli anni dal 2009 al 2014.

Sempre da notizie giornalistiche la UE ratificando la “Convenzione sui diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU ha approvato gli articoli 23 e 25 nella sua forma riguardo alla salute sessuale e riproduttiva misure che offendono la dignità della persona perché se una certa metodologia venisse applicata si potrebbe correre il rischio della sterilizzazione, cioè della negazione di un diritto umano fondamentale.

Molti si sono chiesti da tempo, e noi con loro, perché accomunare la persona disabile fisica con l’ handicappato mentale?

Disabile è colui che è privato di una forza fisica ; handicappato è colui che ha ricevuto uno svantaggio in partenza, un ostacolo, un intralcio, un’inferiorità interna che impedisce di manifestare il massimo della potenzialità più psichica che fisica, come definita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ora a nostro modesto avviso la “Convenzione” non considera specificatamente l’handicappato mentale, perché il termine malato ( psichico) come persona con disabilità, non è quello  promosso dalla “Convenzione “ stessa che segna, invece, un distacco molto chiaro da un approccio medico-assistenziale ad un approccio legato a diritti umani.

Ma per il superiore principio della non discriminazione sarebbe stato opportuno che la UE avesse portato delle modifiche ed

adottato specifiche normative in favore dei disabili ed anche del malato mentale ai sensi dell’art.4 della “Convenzione”, che l’Italia non ha apportato,applicando regole chiare per non incorrere nella  discriminazione e promuovere le pari opportunità.

Il fine di questa breve analisi è quello di focalizzare l’attenzione sulle necessità delle persone handicappate mentali di partecipare ad essere “in uguali misure e diritti” almeno agli “altri”. La salute mentale è un problema serio, grave ed urgente, forse, non bene recepito anche in ambito UE.  La salute mentale è un valore che non può essere subordinato ad alcuna esigenza di ordine personale o di Stato, ma è un parametro al quale debbono essere subordinati tutti gli aspetti della vita personale e della collettività. Il disagio psichico e la sofferenza mentale sono condizioni di grande rilevanza  nella moderna società e causa di malessere.

Infine la comunità sociale dovrebbe essere il posto dove la persona umana in condizione di infermità sia fisica che mentale trovi solidarietà, difesa e protezione, che non troviamo nemmeno in ambito UE, anziché di quanti riconoscono maggiormente il valore degli animali e che in tale maniera pongono l’uomo allo stesso livello, se non sotto!

Previte

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