Parlare di talebani moderati equivale a parlare di fascisti moderati. I talebani moderati non esistono e pensare di aprire ad essi è una pura follia
Alexandre Del Valle (Geopolitico)

Ieri 28 gennaio, si sono aperti alla Lancaster House di Londra i lavori della conferenza sull’Afghanistan, presieduta dal premier britannico Gordon Brown, dal presidente afghano Hamid Karzai e dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Per l’Italia era presente il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ai margini della riunione ha incontrato i sui omologhi afghano Zalmay Rasoul e australiano Stephen Smith.

La Conferenza di Londra sull’Afghanistan ha ufficialmente sostenuto il “processo di riconciliazione nazionale” lanciato dal presidente afghano Hamid Karzai e ha lanciato un ‘trust fund’ (fondo fiduciario) per finanziarlo.  In termini chiari, si tratta di dare milioni di euro ai Talebani “moderati” o “comprabili”, cioè i ” talebani buoni” in opposizione ai ” talebani cattivi”, tutto cio’ per avviare una nuova “pax afghana” sul modello di quello che è stato realizzato con più o meno successo in Irak da due anni.
Nel suo intervento di apertura, il premier britannico, Gordon Brown, ha annunciato che il “trust fund” finanzierebbe un ” processo di reintegrazione degli insorgenti” talebani che in Afghanistan “rinuncierebbero alla violenza e accetterebbero la costituzione afghana”. Il piano inizialmente sostenuto dal governo afghano consisterebbe nel “offrire un posto onorevole nella societa’ a quelli che saranno pronti a rinunciare alla violenza, partecipare a una societa’ libera e aperta e a rispettare i principi contenuti nella costituzione afghana, a tagliare i propri legami con Al Qaeda ed altri gruppi terroristici e a perseguire i propri obiettivi politici pacificamente”. Karzai ha anche deciso di convocare Loya Jirga (la Conferenza tra gli anziani delle tribù che compongono l’Afghanistan) sulla pace, prima della conferenza di Kabul” che si terrà in primavera. Da parte sua, il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha appoggiato “il Trust fund in vista di finanziare il programma di reinserimento” che permetterebbe ai militanti talebani e pro-AlQaida meno radicali di deporre le armi”. Una dichiarazione avvenuta il giorno dopo che il comandante in Afghanistan Gen. Stanley McChrystal abbia accettato l’apertura dei colloqui con i “talebani moderati”, una volta che la corrente impulsiva di un extra di 30.000 soldati americani e 7.000 altro personale della NATO li ha costretti al tavolo dei negoziati”. Secondo Mc Chrystal, Rasmussen e gli organizzatori della Conferenza di Londra, il fatto di dare milioni ai “talebani moderati” non sarebbe una strategia di dimissione, anzi. Perchè con l’aumento delle forze della NATO a quasi 150.000, il mondo libero e il governo afgano starebbero per iniziare una grande offensiva contro i “Talebani cattivi” nella regione di Helmand in un assalto congiunto americano-britannico appoggiato da quelche truppe afgane. Il comunicato finale della conferenza di Londra ha salutato l’obiettivo del Governo di Kabul di “assumere la responsabilità della sicurezza da qui a cinque anni” ed entro tre anni di condurre le operazioni di sicurezza nelle aree più insicure. Il documento indica fine 2010-inizio 2011 l’inizio del processo di transizione all’esercito e alla polizia locale della responsabilità della sicurezza nelle prime provincie, nelle quali le forze Isaf (missione Natoin Afganistan) manterranno “un ruolo di supporto”.

I Talebani controllano il territorio

Ma che cosa hanno pensato I Talebani di questa riunione? Secondo il Centro di sorveglianza dei siti islamici dell’Intelligence (Site), i Talebani hanno definito la Conferenza di Londra sull’Afghanistan uno “strumento di propaganda”, e ritengono che “non condurrà ad alcun risultato”. La conferenza internazionale sull’Afghanistan secondo un comunicato diffuso dai Talebani stessi, e’ un “perdita di tempo”. ”Ci sono state conferenze simili in passato, nessuna ha risolto i problemi dell’Afghanistan: sara’ lo stesso per questa di Londra”, recita il comunicato firmato dall’Emirato islamico in Afghanistan. ”L’unica soluzione – conclude – e’ l’immediata partenza di tutte le truppe di occupazione”.
Seconda osservazione, bisogna ricordare che sin dal 2003, i Talebani non hanno mai cessato di rafforzare le loro posizioni in Afghanistan, che sono sempre più forti e potenti, che minnacciano anche la Capitale, l’unica zona veramente controllata per adesso dal governo centrale, e che possono oggi godere di rapporti sempre più stretti e con Al Qaïda in Afghanistan e Pakistan (dall’altra parte della frontiera) che con gli ex-nemici terroristi pachtoun (stessa etnia dei Talebani maggioritariamente Pashtun) guidati dall’ex primo Ministro e trafficante di droga potentissimo Gubuldin Hekmatyar col suo movimento il Hezb Islami. Poi, ricordiamo che con il controllo del territorio e dell’80 % della produzione delle piante di pavot che permettono di produrre l’eroina nel mondo, I Talebani sono infinitamente più ricchi e più vicini alla popolazione di agricultori piccoli produttori di futura eroina, che gli Occidentali crociati che vengono a chiedere agli afghani poveri di smettere di produrre l’eroina che da guadagni 100 volte più alti che l’agricoltura normale…
Terza osservazione, si puo’ rispondere a Karzai, agli Occidentali presenti alla conferenza di Londra e anche al Generale Mc Crystal (che pensa che si possa negoziare con i Talebani perchè  “adesso siamo forti” grazie alle truppe supplementari), che le nuove truppe di  rinforzo non sono tante: se facciamo il paragone con i Russi durante la guerra fredda, l’ex-URSS, con il doppio di soldati russi-sovietici presenti in Afghanistan durante la guerra russo-afghana, e con soldati russi molto più disposti a morire in quanto non guidati dalla dottrina dei “zero o meno morti possibili” cara alle democrazie, mai sono riusciti a ridurre la “resistenza” afgana pashtun, tagika, tribale e islamica. Dovettero lasciare il Paese e mai furono capaci di distruggere, comprare, calmare o cancellare i jihadisti afghani tribali anti-sovietici e oggi anti-americani. Poi, la corruzione regna sovrana in tutto l’Afghanistan, anche fra gli ex-Talebani diventati dei soldati afghani filogovernativi. Infine, non è del tutto sicuro che gli occidentali e gli afghani possano affermare con realismo che ci sono adesso abbastanza soldati sul terreno per costringere i Talebani i ad abbandonare realmente le armi e a diventare “ragionevoli”.

Non esistono islamici radicali moderati!

In verità, la strategia proposta alla Conferenza di Londra di ieri e dal Presidente afghano Karzai, ci ricorda quella del suo omologo algerino Bouteflika, con la sua famosa legge sulla «concordia civile» proposta dal Rais algerino per “integrare” gli ex tagliagole del FIS e del GIA islamico-terrorista. Sappiamo col tempo che questa strategia non ha permesso di pacificare i ribelli delle montagne e i membri del GIA. Questi ultimi sono rimasti gli stessi e sono nel frattempo peggiorati, diventando “l’AQMI” : “Al Qaida per il Maghreb Islamico”. La strategia di negoziazione della “Concorde civile” ha soltanto permesso al Leader Buteflika, incapace di sconfiggere gli islamici terroristi, di ottenere nuove “simpatie” islamiche radicali elettorali, cio’ che gli ha permesso di vincere le elezioni due volte. Ma ha anche permesso ai 4000 taglia-gola terroristi del GIA e dell’AQMI di godere della liberazione senza pentirsi e in cambio di una onda pericolosa di islamizzazione radicale del paese, ma senza garanzie di pace a longa scadenza… Nessuno si è infatti pentito, e la maggioranza è andata a rafforzare le nuovi basi del AQMI nelle montagne della Kabilia e dei Shawi o in Mauritania, in Sahara e in tutto il Magreb e in Africa settentrionale, dove gli ex-combattenti del GIA liberati da Buteflika hanno contaggiato tutta la zona e hanno cosi allargato la zone d’azione di Al Qaida.
In conclusione, possiamo dire che non esistono “islamisti talebani moderati”, un’espressione cosi stupida e senza senso che quella di dire “fascisti moderati”, nazisti moderati” criminali sanguinari moderati” o “stalinisti moderati”. La verità è che i fatto di negoziare con i Talebani, lungi dal significare che le cose stanno andando meglio, dimostrano che la situazione è gravissima. E che la zona più pericolosa del mondo, la “zona AF-PAK”, che riunisce i Talebani e i militanti di Al Qaida rifugiati e protetti dalle leggi tribali pashtun da ogni parte della frontiera afgano-pakistanese, è furi controllo. Lì dominano i Pashtun qaedisti e pro-talebani. Lì Karzai è impotente ed è costretto a negoziare. Lì c’è il rischio enorme di vedere un giorno Al Qaida e i Talebani di prendere il controllo del Pakistan e di godere della Bomba atomica pakistanese.
Infine, sul piano filosofico, dottrinale, e tattico, bisogna ricordare che nessun accordo, nessuna pace è possibile con i Talebani e gli islamisti radicali di natura totalitaria. Perchè i grandi pensatori e giuristi dell’islam classico ai quali si riferiscono gli islamisti talebani e altri hanno sempre teorizzato la “menzogna pietosa” o “l’adesione dei cuori” (taalib al-qulub). La hanno destinata a quelli che Lenin chiamava gli “utili idioti”: “Le menzogne sono peccati, salvo quando sono dette per il benessere del musulmano” (Al-Tabarani); “la menzogna verbale è autorizzata nella guerra” (Ibn Al-Arabi). Nello sciismo troviamo il principio della taqiyya, che autorizza il credente a rinnegare pubblicamente la sua fede in un contesto ostile, mentre il salafismo sunnita si riferisce alla menzogna di circostanza: “È permesso mentire per respingere un male più grande (…). La menzogna è laida ma si può usare per il bene. Si può mentire a un kafir (infedele) al di fuori della guerra (…) per assicurarsi un interesse materiale”, si piegano ai giovani militanti islamisti, essendo la menzogna qui paragonata a un’opera di pietà come a una guerra santa, perché “la guerra santa deve essere condotta utilizzando la furbizia e l’inganno contro i capi kafir, contro quelli che attaccano ciò che Dio ha rivelato (…). Ibn Taymiyya ha detto che è permesso, e che è anche un dovere per un musulmano in certi casi, di assomigliare agli “associatori” nelle cose esteriori come il vestiario e altre apparenze”.
Poiché solamente l’espansione dell’islam importa, deve essere impiegato ogni mezzo per raggiungere lo scopo, compresa la trasgressione ad alcuni precetti islamici e l’adozione di comportamenti“decadenti”. Questo spiega perché una parte dei kamikaze reclutati in Europa consumano alcool o hanno capelli lunghi.
In conclusione, bisogna ricordare che la prova migliore dell’impermeabilità della frontiera tra islamisti “moderati” e islamisti “jihadisti” sta nella doppiezza stessa di uno degli ideologi e leader massimi dei Fratelli musulmani e del “salafismo moderato” a livello mondiale: Al Qaradawi, che ha contemporaneamente incoraggiato a più riprese gli attentati kamikaze dalla sede di Al Jazira in Qatar, poi condannato ipocritamente l’orrore dell’11 settembre dopo le sedute del Consiglio europeo della Fatwa a Londra e a Bruxelles….