di Carlo Panella
Tratto dal blog di Carlo Panella il 24 settembre 2009

Oggi l’onorevole Fabio Granata del Pdl e fedelissimo di Gainfranco Fini e Andrea Sarubbi del Pd, hanno depositato alla Camera un progetto di legge parlamentare che prevede la cessazione dello ius sanguinis, per cui si diventa cittadino italiano automaticamente se figli di un genitore (anche uno solo) italiano e la sua sotituzione con lo ius soli, per cui si diventa automaticamente cittadini italiani nel momento in cui si nasce sul suolo italiano, anche da genitori stranieri. La legge prevede poi la fine dell’automatismo della concessione della nazionalità, dopo 10 anni di residenza e quindi di lavoro in Italia, sostituito con un vero e prorpio esame, sulla scorta di quanto avviene negli Usa.

Si può discutere nel merito della legge (a mio aprere è sbagliatissima sull’automatismo nella concessione della nazionalità), ma è più interessante leggerla politicamente. In effetti si tratta di una vera e propria mina che Fini -e per lui Granata- ha posto sotto la maggioranza, al solo scopo di dimostrare a Berlusconi che il gioco è pesante.

Se -ripetiamo: se- questa legge arrivasse al voto dell’aula, le conseguenze sarebbero devastanti per la maggioranza: la approverebbe infatti una maggioranza trasversale composta da tutta l’opposizione, più una sessantina di parlamentari del Pdl, non solo di provenienza An (i”finiani”) ma anche di provenienza Forza Italia. A questa maggioranza assembleare che dilanierebbe il gruppo del Pdl, si contrapporrebbe la maggioranza del gurppo stesso e la Lega.

Ma questo non avverrà. E’ ben difficile infatti che Fini vada sino in fondo. Si può scommettere che non appena avrà consolidato i risultati della sua trattativa con Berlusconi, questa legge cadrà nel dimenticatoio.

Come? Semplicissimo: basta non metterala all’ordine del giorno dell’aula, o ritirarla due operazioni che il presidente della Camera può mettere in atto con grande facilità.