Tratto da Avvenire del 27 maggio 2010

Pechino. Troppi suicidi nella fabbrica che realizza pezzi per l’iPod, e il management chiede a ogni impiegato un impegno scritto a non suicidarsi.

Quello che sembra uno scherzo, è l’ultima trovata del gruppo dirigente della cinese Foxconn, società satellite di un’azienda di Taiwan, specializzata nella realizzazione di componenti tecnologici. Sono dodici gli impiegati che hanno tentato il suicidio in cinque mesi. Undici si sono lanciati dalla filiale di Shenzhen, uno da quella di Lanfang. A Shenzen ne sono morti nove, gli altri due sono ancora ricoverati in ospedale; l’impiegato lanciatosi dal dormitorio di Lanfang è morto e nello stesso dormitorio è stata trovata morta anche una ragazza, ufficialmente per attacco cardiaco.

Per questo la Foxconn ha deciso di far firmare ai propri dipendenti un documento in cui si impegnano a non suicidarsi. Il giornale Southern Metropolis Daily ha infatti pubblicato la foto di un uomo che mostrava una lettera, su carta intestata della Foxconn, che tutti i dipendenti avrebbero dovuto firmare. Nel testo la ditta chiede ai suoi dipendenti di non farsi del male e a denunciare ai propri superiori eventuali difficoltà o problemi. La lettera infine prevede che gli impiegati autorizzino la società a sottoporre coloro che abbiano un «comportamento anormale» a trattamenti medici.

Ma le polemiche sulle condizioni di lavorano son tante. Di recente nella fabbrica di Shenzhen (dove lavorano 42. 000 degli 80. 000 impiegati Foxconn) si sono infiltrati giornalisti e blogger sotto copertura. Uno di questi ha poi raccontato di difficilissime condizioni di lavoro, turni massacranti e di operai costretti a lavorare in piedi senza sosta per oltre otto ore senza nemmeno poter comunicare l’un con l’altro.

Oltre a lui un gruppo di nove persone, tutti volontari, hanno lavorato per un periodo in incognito alla Foxconn. Lo scorso lunedì hanno pubblicato un rapporto indicando i lati positivi e quelli negativi dell’esperienza. Tra quelli positivi i volontari hanno sottolineato che gli operai vengono pagati con regolarità e vengono provvisti di un alloggio e di pasti. Dall’altro però sono state evidenziate notevoli pressioni sul lavoro, turni lunghissimi e scarsa possibilità di svago. Talvolta gli operai non conoscono nemmeno i nomi dei loro vicini di dormitorio.

Secondo il China Daily, inoltre, dopo l’assunzione e durante la fase del training, gli operai sarebbero ben istruiti a non parlare all’esterno del loro lavoro in fabbrica, specialmente con i media.