Nella sconcertante storia avvenuta in Messico l`ovulo è stato donato da un`amica

Se si può tecnicamente fare, facciamolo. Deve averla pensata così, la signora messicana cinquantenne che, scrive il quotidiano Reforma, ha partorito il 9 novembre un bambino il cui padre biologico è il figlio gay della donna stessa. Vi gira la testa? La storia vi sembra allucinante? Siete probabilmente degli impenitenti oscurantisti, sordi alle vere ragioni dell’amore. La signora in questione, infatti, non ha avuto dubbi, quando ha capito che poteva mettere a disposizione il proprio utero per far nascere un bambino concepito in provetta con il seme del figlio, imprenditore trentunenne, e con un ovocita regalato da una cara amica di lui, a sua volta entusiasta di potergli permettere di diventare papà. E così, in questa vertigine di amore e di solidarietà, il bambino venuto al mondo si ritrova a essere stato partorito dalla nonna – la quale voleva tanto un nipotino e temeva di non poter realizzare altrimenti il suo desiderio – e a essere figlio biologico di una donna che per lui non è che una fornitrice di materia prima, senza altri coinvolgimenti se non il compiacimento per il dono fatto all’amico. In questo festival dei desideri realizzati, in cui nessuno ha tenuto conto del legittimo desiderio di un essere umano di avere certezze sulle proprie origini, la nonna-mamma, molto fiera dell’impresa, ha annunciato che non vede l’ora di poter raccontare al bambino la storia della sua venuta al mondo.

Nicoletta Tiliacos da Piùvoce.net