di Qaiser Felix
La folla ha appiccato il fuoco a numerose abitazioni, bruciato  veicoli per strada e distrutto la rete elettrica. All’origine delle violenze una zuffa tra un cristiano ed un musulmano degenerata in un attacco con molotov, bastoni e acido.

Kasur (AsiaNews)Una folla di circa 600 mussulmani ha preso d’assalto un centinaio di case di cristiani a Bahmani, villaggio del distretto di Kasur nella provincia del Punjab. Lo riferisce la Commissione nazionale di giustizia e pace (Ncjp), organismo della Chiesa cattolica pakistana, affermando che gli attacchi hanno causato gravi danni alle abitazioni dei cristiani da cui sono stati anche rubati oggetti di valore e soldi.
Gli incidenti sono avvenuti il 30 giugno. Il clero della moschea locale ha incitato alla violenza gli abitanti musulmani del villaggio accusando i cristiani di blasfemia. L’Ncjp riferisce che dietro gli attacchi dovrebbe invece esserci una vicenda di pochi giorni prima.
Irfan Barkat, membro della Commissione, spiega ad AsiaNews che i disordini sono iniziati lunedì 29 giugno dopo una zuffa tra un ragazzo cristiano ed uno musulmano. Quest’ultimo, Muhammad Riaz, viaggiava a bordo di una bicicletta quando ha incontrato Sardar Mashi, 38 enne cristiano alla guida di un trattore. Riaz ha intralciato il percorso al mezzo di Mashi il quale ha chiesto strada suscitando la reazione risentita del giovane musulmano. La zuffa scoppiata tra i due è diventata ragione dei primi disordini dopo che Riaz, a quanto rifersicono fonti locali, si è rivolto a un religioso islamico del villaggio che gli avrebbe suggerito di accusare Mashi di blasfemia.
Nella notte del 30 giugno i fedeli musulmani hanno preso d’assalto la zona del villaggio in cui vivono i cristiani. Nell’attacco hanno preso di mira un centinaio di abitazioni appiccandovi il fuoco con il lancio di bombe molotov. La folla composta da circa 600 persone ha inoltre assalito i cristiani con bastoni ed acido, bruciato macchine e moto e distrutto la rete elettrica.
Irfan Barkat afferma che il 1° luglio un comitato composto da sei cristiani e sei musulmani della zona si è incontrato per affrontare la vicenda e negoziare la rappacificazione tra le due comunità, proponendosi di trovare una soluzione entro quattro giorni.
Fatti come quello di Bahmani sono molto frequenti nella provincia del Punjab. I musulmani motivano le violenze ricollegandosi quasi sempre all’accusa di blasfemia che, secondo il Ncjp, dal 1986 ad oggi ha colpito 892 persone. Il Codice penale pakistano, sotto la sezione 295 B, prevede l’ergastolo ed anche la pena di morte per chi offende Maometto, l’islam o dissacra il Corano.