Lamenta di essere rimasta incinta perché le fu rifiutata la pillola del giorno dopo, e pertanto due anni dopo aver partorito, una donna di 37 anni di Tortoreto (Teramo) ha fatto causa alla Asl, chiedendo un risarcimento di 500mila euro per danno biologico e patrimonale.

La signora sostiene di avere ottenuto rifiuti sia dalla guardia medica sia dal pronto soccorso: del resto il medico è libero di prescrivere o meno il farmaco. Giorni dopo ebbe la ricetta da una ginecologa, ma la pillola si rivelò inutile: era incinta ed ebbe un maschietto, che il padre non volle riconoscere. La Asl ribatte che la donna non acconsentì a sottoporsi a visita ginecologica e nella discussione davanti al giudice sosterrà che avrebbe potuto fare ricorso alla interruzione della gravidanza.

da Avvenire