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	<title>Segni dei tempi &#187; Carismi</title>
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	<description>C&#039;è un mistero, c&#039;è un contenuto nascosto nella storia (...) Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze.  Card. Jean Danièlou</description>
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		<title>La pretesa cristiana: una fede che renda più umano il mio vivere</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 08:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Julián Carrón commenta il libro postumo di don Luigi Giussani<br />
di Luca Marcolivio<br />
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 4 febbraio 2012<br />
È il secondo volume di una trilogia postuma di don Luigi Giussani, nell’ambito del Per-Corso di Comunione e Liberazione. In libreria da alcune settimane, All’origine della pretesa cristiana (Rizzoli) è stato presentato ufficialmente lo scorso 25 gennaio al Teatro Arcimboldi di Milano in una lunga prolusione a cura di don Julián Carrón.<br />
Il discorso di Carrón, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Julián Carrón commenta il libro postumo di don Luigi Giussani<br />
di <strong>Luca Marcolivio</strong><br />
Tratto dal sito <a href="http://www.mascellaro.it/linkest.php?linkest=http://www.zenit.org/italian/" target="_blank">ZENIT</a>, Agenzia di notizie il 4 febbraio 2012</p>
<p style="text-align: justify;">È il secondo volume di una trilogia postuma di don Luigi Giussani, nell’ambito del Per-Corso di Comunione e Liberazione. In libreria da alcune settimane, All’origine della pretesa cristiana (Rizzoli) è stato presentato ufficialmente lo scorso 25 gennaio al Teatro Arcimboldi di Milano in una lunga prolusione a cura di don Julián Carrón.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso di Carrón, successore di Giussani come presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, è stato trasmesso via satellite in tutta Italia, presso varie location (A Roma è stata messa a disposizione la Pontificia Università Urbaniana) ed è stato riportato integralmente dalla rivista Tracce.</p>
<p style="text-align: justify;">“È venuto un Uomo, un giovane Uomo, nato in un certo paese, in un certo posto del mondo geograficamente precisabile, Nazareth”, scrive don Giussani, a ribadire la storicità e la fisicità dell’avvenimento cristiano. Recarsi in Terra Santa e poter ammirare a Nazareth, l’iscrizione con la frase Verbum hic caro factum est, è un esperienza che dà i “brividi”, scrive ancora il fondatore di CL.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte all’avvenimento del Dio fatto carne che, ha commentato Carrón, “esprime tutta la passione piena di tenerezza di Dio per l’uomo”, è impossibile non chiedersi, con il salmista, “Chi è mai l’uomo, Signore, perché te ne ricordi?” (Sal 8, 5).</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure “poveracci come noi siamo”, intenti a camminare “a tentoni nel buio”, a noi uomini “viene data la grazia di questa notizia”, ha proseguito Carròn. “Chi non desidererebbe vivere ogni istante della sua vita sotto la pressione di questa commozione senza pari, generata dalla Sua presenza?”, si è domandato il successore di don Giussani.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure il fatto meraviglioso dell’incarnazione di Dio nell’uomo, si manifesta in maniera problematica per l’uomo d’oggi. Già nella seconda metà del XIX secolo, Dostoevskij, ne I demoni, si domandava se “un uomo colto, un europeo dei nostri giorni”, potesse credere alla divinità del figlio di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Può, dunque, ha proseguito Carrón, l’uomo moderno, intriso com’è di un “razionalismo pervasivo” e di una “fiducia spontanea nel metodo scientifico”, lasciarsi affascinare ed attrarre dalla fede?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1982, don Giussani ammoniva i suoi figli spirituali sul rischio di una “lontananza da Cristo”, uno smarrimento del credente nelle pieghe della quotidianità, quando ormai è trascorso parecchio tempo dal gioioso incontro originario con Lui.</p>
<p style="text-align: justify;">A fornire una risposta positiva agli interrogativi precedenti è stato il cardinale Joseph Ratzinger che, nel 1996, affermò che nell’uomo “vi è un’inestinguibile aspirazione nostalgica verso l’infinito”. Ciò implica, comunque, che “il cristianesimo ha bisogno di incontrare l’umano che vibra in ciascuno di noi per poter mostrare tutto il suo potenziale, tutta la sua verità”, ha commentato Carrón.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ribadisce lo stesso Carrón nell’introduzione a All’origine della pretesa cristiana: la ragione per aderire alla fede cristiana è la sua “profonda corrispondenza umana e ragionevole delle sue esigenze con l’avvenimento dell’uomo Gesù di Nazaret”.</p>
<p style="text-align: justify;">Viene meno, dunque, il “ragionamento astratto” e si compie il “passaggio dal senso religioso alla fede: non è più un ricercare pieno di incognite ma la sorpresa di un fatto accaduto nella storia degli uomini”.</p>
<p style="text-align: justify;">La corrispondenza tra l’uomo e Cristo, inoltre, “si realizza in un incontro reale, storico, nel presente”. Quando invece questo incontro non si verifica, il cristianesimo è ridotto a “discorso, dottrina o morale”, con una “correlativa riduzione dell’umanità dell’uomo” che finisce per scavare “il solco di una profonda estraneità” tra Cristo e l’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per conoscere pienamente Cristo è necessario che “ciascuno di noi sia davanti a Lui con tutto il proprio umano”, perché “senza coscienza di me stesso anche quello di Gesù Cristo finisce per diventare un puro nome”, ha proseguito Carrón.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra visione della reale natura di Cristo è però spesso offuscata dall’“influsso della società e della storia che riduce le nostre esigenze originali”. Anche noi, infatti, come nove dei dieci lebbrosi della parabola (Lc 17, 12-19) “ci accontentiamo della guarigione” ed il nostro cuore “resta lontano da Cristo”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’avvenimento cristiano, tuttavia, ammoniva Giussani, non è tale se non è attuale e se non è in grado di “calamitare tutta la nostra affezione e tutta la nostra libertà”. Esso non richiede “preparazioni, né precondizioni: esso irrompe ed accade come l’innamorarsi”.</p>
<p style="text-align: justify;">La venuta di Cristo al mondo, il suo incontro con gli uomini, sono paradigmi attuali perché, senza di essi, è impossibile porre soluzione ai problemi umani: dal “problema della conoscenza del senso delle cose (verità)” al “problema dell’uso delle cose (lavoro), dal “problema di una compiuta consapevolezza (amore)” fino al “problema dell’umana convivenza (società e politica)”.</p>
<p style="text-align: justify;">In cosa consiste, dunque, la “pretesa cristiana”? Essa è la mobilitazione di “tutte le risorse che si hanno a disposizione – ragione, affezione e libertà”, per verificare che “la fede rende più umano il mio vivere”, come affermava lo stesso don Giussani nel precedente volume L’io rinasce in un incontro (1986-1987) (BUR, 2010).</p>
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		<title>Cl è una cosa. Formigoni un&#8217;altra</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carismi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ha detto il capo Julian Carron. E lo ha ripetuto anche il cardinale di Milano, Scola • È la linea di don Giussani. Ma perché evidenziarla adesso?<br />
di Bonifacio Borruso<br />
Tratto da Italia Oggi<br />
L&#8217;aveva detto prima Julian Carron, il successore di don Luigi Giussani a capo di Comunione e liberazione, con un&#8217;intervista netta e dura al Corriere della Sera, quindici giorni fa. Ha poi rincarato la dose, il cardinale Angelo Scola, in un incontro coi giornalisti, sabato a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo ha detto il capo Julian Carron. E lo ha ripetuto anche il cardinale di Milano, Scola • È la linea di don Giussani. Ma perché evidenziarla adesso?<br />
di <strong>Bonifacio Borruso</strong><br />
Tratto da Italia Oggi</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aveva detto prima Julian Carron, il successore di don Luigi Giussani a capo di Comunione e liberazione, con un&#8217;intervista netta e dura al Corriere della Sera, quindici giorni fa. Ha poi rincarato la dose, il cardinale Angelo Scola, in un incontro coi giornalisti, sabato a Milano: «Comunione e liberazione non c&#8217;entra con Roberto Formigoni».</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, né il sacerdote spagnolo che guida Cl né l&#8217;arcivescovo di Milano, che del fondatore, don Giussani, fu uno dei primissimi collaboratori, si sono espressi in maniera così tranchant (come si conviene a due navigati uomini di Chiesa), ma le loro parole, in molti ambienti politici ed ecclesiali, sono suonate esattamente in questo modo.</p>
<p style="text-align: justify;">Scola aveva parlato di sé prima ancora che di Cl. Esortando una platea di giornalisti a scegliere sempre il vero e non il verosimile, aveva usato un esempio singolare per chiarire il suo pensiero: «Scola è di Lecco come Formigoni, e come lui mi si è formato in Cl e sono stati amici per tanti anni. Possibile che Scola non c&#8217;entri nulla con quello che fa Formigoni?», si era chiesto retoricamente parlando di sé in terza persona, «Non c&#8217;entra: Scola e Formigoni da vent&#8217;anni si sono visti sì e no una volta l&#8217;anno a Natale».</p>
<p style="text-align: justify;">Carron, invece, aveva rilasciato ad Aldo Cazzullo un&#8217;intervista sul Corsera che aveva preceduto di poche ore l&#8217;arresto di un ciellino, il vicepresidente della Provincia di Monza, e contenente un passaggio perentorio: «Non ci sono politici di Cl. Questo, prima lo si capisce, e meglio è».</p>
<p style="text-align: justify;">Prese di distanza, secondo alcuni, legate all&#8217;inchiesta sul San Raffaele e sulla politica brianzola che hanno messo sotto la lente alcuni uomini considerati vicini al governatore. Ma, a ben vedere, entrambe le dichiarazioni non fanno altro che rinnovare i giudizi che erano propri dello stesso fondatore. Per quanto fosse accusato di integralismo e di quindi confondere volutamente il piano religioso e quello civile e politico, don Giussani aveva sempre tenuto a ribadire che la responsabilità di chi si impegnava nelle istituzioni e nei partiti era assolutamente personale e che, in quanto tali, non esistevano «politici del movimento».</p>
<p style="text-align: justify;">Distinguo che si rese necessario quando, alla fine degli anni 70, dopo aver sostenuto a lungo il senatore Andrea Borruso, dc varesotto che stava fra la corrente di Base e i sindacalisti di Forze Nuove, i ciellini cominciarono a mandare in campo (e in Parlamento) persone che provenivano dalle loro fila, fra cui lo stesso Formigoni, cooptato dalla Dc, con l&#8217;assemblea degli esterni del 1981, con cui il partito tentò di rifarsi una verginità cattolica.</p>
<p style="text-align: justify;">E a rafforzare la distinzione, negli stessi anni, fu creato il Movimento popolare, che permetteva ai ciellini più attivi in politica una libertà di azione e di giudizio non impegnando il movimento ecclesiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non che la gente di Cl rifuggisse la politica come accadeva, negli stessi anni, a quelli dell&#8217;Azione cattolica, che teorizzavano, con Alberto Monticone, la scelta religiosa che, tradotta in soldoni, voleva dire fine del collateralismo con la Dc. Anzi, nel 1987, all&#8217;assemblea della Dc lombarda ad Assago, lo stesso Giussani pronunciò un discorso molto alto, sulla necessità della politica di favorire una concezione autenticamente laica dello Stato. E tutta la sua lezione era imperniata sul cristianesimo come fatto, che abbracciava tutta la vita, inclusa quindi la politica. Ma sulla riduzione del movimento a corrente di partito, lo stesso fondatore non transigeva.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto che, archiviato Mp con la prima repubblica, fu l&#8217;ala imprenditrice della Compagnia delle opere a occuparsi di dare giudizi politici nel cui perimetro si poteva iscrivere questo o quel candidato. E che non esistessero «politici di Cl», fu particolarmente chiaro quando i voti cominciarono a indirizzarsi anche a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal sostegno, a Roma, al democratico Raffaello Fellah, nelle europee del 1989, a quello al sindaco uscente di centrosinistra, Paolo Corsini, nelle comunali di Brescia del 2003, al voto, fra gli altri, al diessino Dario Nardella a Firenze, oggi vicesindaco, nelle amministrative del 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">Semmai ci sono ciellini che fanno politica e che non mancano di mandare segnali di sintonia col movimento, come il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, che per il suo reclamizzatissimo libro ha voluto utilizzare (scippare secondo qualcuno) un vecchio slogan degli studenti universitari del movimento: La prima politica è vivere.</p>
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		<title>Canizares: &#8220;Neocatecumenali bene rapporto tra catechesi e liturgia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Radio Vaticana il prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti interviente sul decreto<br />
«Penso che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale sia esemplare». Lo afferma il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti. «L’approvazione di questo Decreto sulle celebrazioni del Cammino neocatecumenale, contenute nel Direttorio catechetico, è per tutta la Chiesa &#8211; spiega ai microfoni della Radio Vaticana &#8211; un riconoscimento di come l’iniziazione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Alla Radio Vaticana il prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti interviente sul decreto</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Penso che il rapporto tra catechesi e liturgia nel cammino neocatecumenale sia esemplare». Lo afferma il cardinale Antonio Canizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto e la disciplina dei sacramenti. <strong>«L’approvazione di questo Decreto sulle celebrazioni del Cammino neocatecumenale, contenute nel Direttorio catechetico, è per tutta la Chiesa &#8211; spiega ai microfoni della Radio Vaticana &#8211; un riconoscimento di come l’iniziazione cristiana deve avere sempre un’unione tra Parola e celebrazioni». </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’intervista, il porporato spagnolo fa riferimento al catecumenato antico dove le diverse tappe erano segnate da celebrazioni specifiche per ciascun momento <strong>dell’itinerario e rileva che nel Cammino Neocatecumenale «oggi si fa lo stesso: quindi &#8211; osserva &#8211; non sono tappe artificiali, non si tratta di una semplice </strong>metodologia inventata per gli uomini, ma corrispondono all’itinerario della conversione».</p>
<p style="text-align: justify;">«Alcuni &#8211; sottolinea Canizares &#8211; vogliono fare l’iniziazione cristiana soltanto sulla base della catechesi, di qualcosa cha fa l’uomo e che sia conosciuto soltanto a <strong>livello intellettuale», invece nella fede cristiana «la priorità è di Dio: Dio agisce, l’uomo risponde. L’uomo compie un itinerario che deve essere illuminato dalla Parola di Dio, allo stesso tempo deve essere vissuto come azione di Dio e accoglienza dell’azione di Dio».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Questo &#8211; conclude il prefetto vaticano competente sui temi liturgici &#8211; nel Cammino neocatecumenale è chiarissimo e oggi, con l’approvazione del Decreto si sottolinea questo».</p>
<p style="text-align: justify;">da Vatican Insider</p>
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		<title>Approvate celebrazioni del Cammino Neocatecumenale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Carismi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
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		<description><![CDATA[CITTÀ DEL VATICANO, 20 GEN 2012 (VIS). Il Pontificio Consiglio per i Laici ha pubblicato oggi un decreto con il quale concede l&#8217;approvazione alle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechistico del Cammino Neocatecumenale. Il decreto è datato 8 gennaio 2012, festa del Battesimo del Signore; e porta le firme del Presidente di questo Dicastero, il Cardinale Stanislaw Rylko, e del Segretario, il Vescovo Josef Clemens.<br />
Presentiamo di seguito il testo pubblicato oggi: &#8220;Con decreto dell’11 maggio 2008, il Pontificio Consiglio per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">CITTÀ DEL VATICANO, 20 GEN 2012 (VIS). Il Pontificio Consiglio per i Laici ha pubblicato oggi un decreto con il quale concede l&#8217;approvazione alle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechistico del Cammino Neocatecumenale. Il decreto è datato 8 gennaio 2012, festa del Battesimo del Signore; e porta le firme del Presidente di questo Dicastero, il Cardinale Stanislaw Rylko, e del Segretario, il Vescovo Josef Clemens.</p>
<p>Presentiamo di seguito il testo pubblicato oggi: &#8220;Con decreto dell’11 maggio 2008, il Pontificio Consiglio per i Laici ebbe ad approvare in modo definitivo lo Statuto del Cammino Neocatecumenale e, successivamente, dopo aver debitamente consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede, con decreto del 26 dicembre 2010, diede la sua approvazione alla pubblicazione del Direttorio catechetico come sussidio valido e vincolante per le catechesi del Cammino Neocatecumenale.</p>
<p>Ora, visti gli articoli 131, e 133, §1e §2, della Costituzione apostolica Pastor Bonus sulla Curia Romana, il Pontificio Consiglio per i Laici, avuto il parere favorevole della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, concede l’approvazione a quelle celebrazioni contenute nel Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale che non risultano per la loro natura già normate dai Libri liturgici della Chiesa&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><span style="color: #663300; font-size: medium;"><em><strong>DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI<br />
ALLA COMUNITÀ DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE</strong></em></span></p>
<p align="center"><span style="color: #663300;"> <em>Aula Paolo VI<br />
Venerdì, 20 gennaio 2012</em></span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-family: Times New Roman;">  </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Cari fratelli e sorelle,</em></p>
<p style="text-align: justify;">anche quest’anno ho la gioia di potervi incontrare e condividere con voi questo momento di invio per la missione. Un saluto particolare a Kiko Argüello, a Carmen Hernández e a Don Mario Pezzi, e un affettuoso saluto a tutti voi: sacerdoti, seminaristi, famiglie, formatori e membri del Cammino Neocatecumenale. La vostra presenza oggi è una testimonianza visibile del vostro gioioso impegno di vivere la fede, in comunione con tutta la Chiesa e con il Successore di Pietro, e di essere coraggiosi annunciatori del Vangelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel brano di san Matteo che abbiamo ascoltato, gli Apostoli ricevono un preciso mandato di Gesù: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli” (<em>Mt</em> 28, 19). Inizialmente avevano dubitato, nel loro cuore c’era ancora l’incertezza, lo stupore di fronte all’evento della risurrezione. Ed è Gesù stesso, il Risorto – sottolinea l’Evangelista – che si avvicina a loro, fa sentire la sua presenza, li invia ad insegnare tutto ciò che ha comunicato loro, donando una certezza che accompagna ogni annunciatore di Cristo: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (<em>Mt</em> 28, 20). Sono parole che risuonano forti nel vostro cuore. Avete cantato <em>Resurrexit</em>, che esprime la fede nel Vivente, in Colui che, in un supremo atto di amore, ha vinto il peccato e la morte e dona all’uomo, a noi, il calore dell’amore di Dio, la speranza di essere salvati, un futuro di eternità.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi decenni di vita del Cammino un vostro fermo impegno è stato di proclamare il Cristo Risorto, rispondere alle sue parole con generosità, abbandonando spesso sicurezze personali e materiali, lasciando anche i propri Paesi, affrontando situazioni nuove e non sempre facili. Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo: questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice. Voi lo realizzate in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani. Il “seguire Cristo” esige l’avventura personale della ricerca di Lui, dell’andare con Lui, ma comporta sempre anche uscire dalla chiusura dell’io, spezzare l’individualismo che spesso caratterizza la società del nostro tempo, per sostituire l’egoismo con la comunità dell’uomo nuovo in Gesù Cristo. E questo avviene in un profondo rapporto personale con Lui, nell’ascolto della sua parola, nel percorrere il cammino che ci ha indicato, ma avviene anche inseparabilmente nel credere con la sua Chiesa, con i santi, nei quali si fa sempre e nuovamente conoscere il vero volto della Sposa di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un impegno &#8211; lo sappiamo &#8211; non sempre facile. A volte siete presenti in luoghi in cui vi è bisogno di un primo annuncio del Vangelo, la <em>missio ad gentes</em>; spesso, invece, in aree, che, pur avendo conosciuto Cristo, sono diventate indifferenti alla fede: il secolarismo vi ha eclissato il senso di Dio e oscurato i valori cristiani. Qui il vostro impegno e la vostra testimonianza siano come il lievito che, con pazienza, rispettando i tempi, con <em>sensus Ecclesiae</em>, fa crescere tutta la massa. La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno. Vi incoraggio ad offrire il vostro originale contributo alla causa del Vangelo. Nella vostra preziosa opera ricercate sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari, nelle quali siete inseriti: l’unità e l’armonia del Corpo ecclesiale sono una importante testimonianza a Cristo e al suo Vangelo nel mondo in cui viviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Care famiglie, la Chiesa vi ringrazia; ha bisogno di voi per la nuova evangelizzazione. La famiglia è una cellula importante per la comunità ecclesiale, dove ci si forma alla vita umana e cristiana. Con grande gioia vedo i vostri figli, tanti bambini che guardano a voi, cari genitori, al vostro esempio. Un centinaio di famiglie sono in partenza per 12 Missioni<em> ad gentes</em>. Vi invito a non avere timore: chi porta il Vangelo non è mai solo. Saluto con affetto i sacerdoti e i seminaristi: amate Cristo e la Chiesa, comunicate la gioia di averLo incontrato e la bellezza di avere donato a Lui tutto. Saluto anche gli itineranti, i responsabili e tutte le comunità del Cammino. Continuate ad essere generosi con il Signore: non vi farà mancare la sua consolazione!</p>
<p style="text-align: justify;">Poco fa vi è stato letto il Decreto con cui vengono approvate le celebrazioni presenti nel “Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale”, che non sono strettamente liturgiche, ma fanno parte dell’itinerario di crescita nella fede. E’ un altro elemento che vi mostra come la Chiesa vi accompagni con attenzione in un paziente discernimento, che comprende la vostra ricchezza, ma guarda anche alla comunione e all’armonia dell’intero <em>Corpus</em> <em>Ecclesiae</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fatto mi offre l’occasione per un breve pensiero sul valore della Liturgia. Il Concilio Vaticano II la definisce come l’opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che è la Chiesa (cfr <em> <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a></em>, 7). A prima vista ciò potrebbe apparire strano, perché sembra che l’opera di Cristo designi le azioni redentrici <em>storiche</em> di Gesù, la sua Passione, Morte e Risurrezione. In che senso allora la Liturgia è opera di Cristo? La Passione, Morte e Risurrezione di Gesù non sono solo avvenimenti storici; raggiungono e penetrano la storia, ma la trascendono e rimangono sempre presenti nel cuore di Cristo. Nell’azione liturgica della Chiesa c’è la presenza attiva di Cristo Risorto che rende presente ed efficace per noi oggi lo stesso Mistero pasquale, per la nostra salvezza; ci attira in questo atto di dono di Sé che nel suo cuore è sempre presente e ci fa partecipare a questa presenza del Mistero pasquale. Questa opera del Signore Gesù, che è il vero contenuto della Liturgia, l’entrare nella presenza del Mistero pasquale, è anche opera della Chiesa, che, essendo suo corpo, è un unico soggetto con Cristo – <em>Christus totus caput et corpus</em> – dice sant’Agostino. Nella celebrazione dei Sacramenti Cristo ci immerge nel Mistero pasquale per farci passare dalla morte alla vita, dal peccato all’esistenza nuova in Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò vale in modo specialissimo per la celebrazione dell’Eucaristia, che, essendo il culmine della vita cristiana, è anche il cardine della sua riscoperta, alla quale il neocatecumenato tende. Come recitano i vostri Statuti, “L’Eucaristia è essenziale al Neocatecumenato, in quanto catecumenato post-battesimale, vissuto in piccola comunità” (art. 13 §1). Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità, dopo i primi Vespri della domenica, secondo le disposizioni del Vescovo diocesano (cfr <em>Statuti</em>, art. 13 §2). Ma ogni celebrazione eucaristica è un’azione dell’unico Cristo insieme con la sua unica Chiesa e perciò essenzialmente aperta a tutti coloro che appartengono a questa sua Chiesa. Questo carattere pubblico della Santa Eucaristia si esprime nel fatto che ogni celebrazione della Santa Messa è ultimamente diretta dal Vescovo come membro del Collegio Episcopale, responsabile per una determinata Chiesa locale (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. <em> <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html">Lumen gentium</a></em>, 26). La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino, ha il compito di aiutare quanti percorrono l’itinerario neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo, che rende possibile una testimonianza cristiana capace di assumere anche i tratti della radicalità. Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato (cfr <em> Statuti</em>, art. 6), la sua forma ordinaria. Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo (cfr 1 <em>Cor </em>10, 16s).</p>
<p style="text-align: justify;">Coraggio! Il Signore non manca di accompagnarvi e anch’io vi assicuro la mia preghiera e vi ringrazio per i tanti segni di vicinanza. Vi chiedo di ricordarvi anche di me nelle vostre preghiere. La Santa Vergine Maria vi assista con il suo sguardo materno e vi sostenga la mia Benedizione Apostolica, che estendo a tutti i membri del Cammino. Grazie!</p>
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #663300; font-size: small;">© Copyright 2012 &#8211; Libreria Editrice Vaticana</span></p>
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		<title>Ricchezza del Cammino Neocatecumenale in comunione con tutto il corpo della Chiesa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CITTÀ DEL VATICANO, 20 GEN 2012 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza più di 7.000 membri del Cammino Neocatecumenale. In questa occasione, il Santo Padre ha inviato in tutto il mondo diciassette nuove missioni &#8220;ad gentes&#8221;: dodici in Europa, quattro in America e una in Africa. Ciascuna di queste missioni è formata da tre o quattro famiglie numerose, che appartengono al Cammino Neocatecumenale e che si trasferiscono con un sacerdote in una zona scristianizzata o in cui il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">CITTÀ DEL VATICANO, 20 GEN 2012 (VIS). Benedetto XVI ha ricevuto oggi in udienza più di 7.000 membri del Cammino Neocatecumenale. In questa occasione, il Santo Padre ha inviato in tutto il mondo diciassette nuove missioni &#8220;ad gentes&#8221;: dodici in Europa, quattro in America e una in Africa. Ciascuna di queste missioni è formata da tre o quattro famiglie numerose, che appartengono al Cammino Neocatecumenale e che si trasferiscono con un sacerdote in una zona scristianizzata o in cui il Vangelo non è stato ancora annunciato.</p>
<p>Riportiamo di seguito alcuni frammenti del discorso del Pontefice:</p>
<p>&#8220;In questi decenni di vita del Cammino un vostro fermo impegno è stato di proclamare il Cristo Risorto, (&#8230;) abbandonando spesso sicurezze personali e materiali (&#8230;). Portare Cristo agli uomini e portare gli uomini a Cristo: questo è ciò che anima ogni opera evangelizzatrice. Voi lo realizzate in un cammino che aiuta a far riscoprire a chi ha già ricevuto il Battesimo la bellezza della vita di fede, la gioia di essere cristiani. (&#8230;) E’ un impegno, lo sappiamo, non sempre facile. A volte siete presenti in luoghi in cui vi è bisogno di un primo annuncio del Vangelo, la missio ad gentes; spesso, invece, in aree, che, pur avendo conosciuto Cristo, sono diventate indifferenti alla fede: il secolarismo vi ha eclissato il senso di Dio e oscurato i valori cristiani. Qui il vostro impegno e la vostra testimonianza siano come il lievito che, con pazienza, rispettando i tempi, con &#8220;sensus Ecclesiae&#8221;, fa crescere tutta la massa&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino un particolare dono che lo Spirito Santo ha dato ai nostri tempi e l’approvazione degli Statuti e del “Direttorio Catechetico” ne sono un segno. Vi incoraggio ad offrire il vostro originale contributo alla causa del Vangelo. Nella vostra preziosa opera ricercate sempre una profonda comunione con la Sede Apostolica e con i Pastori delle Chiese particolari, nelle quali siete inseriti: l’unità e l’armonia del Corpo ecclesiale sono una importante testimonianza a Cristo e al suo Vangelo nel mondo in cui viviamo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Poco fa vi è stato letto il Decreto con cui vengono approvate le celebrazioni presenti nel &#8216;Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale&#8217;, che non sono strettamente liturgiche, ma fanno parte dell’itinerario di crescita nella fede. E’ un altro elemento che vi mostra come la Chiesa vi accompagni con attenzione in un paziente discernimento, che comprende la vostra ricchezza, ma guarda anche alla comunione e all’armonia dell’intero Corpus Ecclesiae. (&#8230;) Nell’azione liturgica della Chiesa c’è la presenza attiva di Cristo Risorto che rende presente ed efficace per noi oggi lo stesso Mistero pasquale, per la nostra salvezza (&#8230;). Questa opera del Signore Gesù, che è il vero contenuto della Liturgia, l’entrare nella presenza del Mistero pasquale, è anche opera della Chiesa, che, essendo suo corpo, è un unico soggetto con Cristo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ciò vale in modo specialissimo per la celebrazione dell’Eucaristia, che, essendo il culmine della vita cristiana, è anche il cardine della sua riscoperta, alla quale il neocatecumenato tende. (&#8230;) Proprio al fine di favorire il riavvicinamento alla ricchezza della vita sacramentale da parte di persone che si sono allontanate dalla Chiesa, o non hanno ricevuto una formazione adeguata, i neocatecumenali possono celebrare l’Eucaristia domenicale nella piccola comunità&#8221;. (&#8230;)</p>
<p>&#8220;La celebrazione nelle piccole comunità, regolata dai Libri liturgici, che vanno seguiti fedelmente, e con le particolarità approvate negli Statuti del Cammino, ha il compito di aiutare quanti percorrono l’itinerario neocatecumenale a percepire la grazia dell’essere inseriti nel mistero salvifico di Cristo. (&#8230;) Al tempo stesso, la progressiva maturazione nella fede del singolo e della piccola comunità deve favorire il loro inserimento nella vita della grande comunità ecclesiale, che trova nella celebrazione liturgica della parrocchia, nella quale e per la quale si attua il Neocatecumenato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma anche durante il cammino è importante non separarsi dalla comunità parrocchiale, proprio nella celebrazione dell’Eucaristia che è il vero luogo dell’unità di tutti, dove il Signore ci abbraccia nei diversi stati della nostra maturità spirituale e ci unisce nell’unico pane che ci rende un unico corpo&#8221;.</p>
<p>Il Santo Padre ha, infine, ringraziato i neocatecumenali per le loro manifestazioni di vicinanza e affetto, e ha chiesto loro di ricordarlo nella preghiera.</p>
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		<title>Più di 800 ebrei hanno festeggiato l&#8217;arrivo dei Re Magi alla Domus Galilaeae</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 06:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Celebrata l&#8217;Epifania nel Centro Internazionale del Cammino Neocatecumenale, sul lago di Tiberiade<br />
GERUSALEMME, lunedì, 9 gennaio 2012 (ZENIT.org) -  “Sono arrivati i Re Magi!”. Tra le grida di gioia e l’emozione di circa 800 ebrei, soprattutto bambini, sono realmente giunti tre Re Magi in carne ed ossa per la festa dell’Epifania svoltasi, sabato 7 gennaio, presso il Centro internazionale &#8220;Domus Galilaeae&#8221; in Terra Santa.<br />
La “Domus”, gestita e progettata dal Cammino Neocatecumenale, è un centro di formazione, studio e ritiro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Celebrata l&#8217;Epifania nel Centro Internazionale del Cammino Neocatecumenale, sul lago di Tiberiade</strong></p>
<p style="text-align: justify;">GERUSALEMME, lunedì, 9 gennaio 2012 (ZENIT.org) -  “Sono arrivati i Re Magi!”. Tra le grida di gioia e l’emozione di circa 800 ebrei, soprattutto bambini, sono realmente giunti tre Re Magi in carne ed ossa per la festa dell’Epifania svoltasi, sabato 7 gennaio, presso il Centro internazionale &#8220;Domus Galilaeae&#8221; in Terra Santa.</p>
<p style="text-align: justify;">La “Domus”, gestita e progettata dal Cammino Neocatecumenale, è un centro di formazione, studio e ritiro spirituale che sorge su un terreno situato sul Monte delle Beatitudini. Un’opera di particolare interesse per la Chiesa e per Israele sul lago di Tiberiade che accoglie al suo interno anche un seminario “Redemptoris Mater”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quanto è accaduto ci sorprende sempre di più, di anno in anno”  - ha dichiarato alla Radio Vaticana, padre Francesco Voltaggio, rettore del Seminario - “oggi sono venuti così tanti ebrei, circa 800 tra adulti e bambini, che avevamo a malapena posto per accoglierli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L’ambiente era meraviglioso &#8211; prosegue &#8211; e voglio condividere una piccola esperienza per dare un’idea: una signora mi ha ringraziato dicendo <em>Io non sono un’ebrea religiosa, ma voi date una parola di fede senza fare politica; spero che le cose che oggi avete detto si avverino nella mia vita</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande celebrazione, quindi, tra le bianche mura della Domus Galilaeae, per la solennità dell’Epifania del Signore, ma anche una grande festa accompagnata da canti di Natale in lingua e canti della tradizione ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;">“Abbiamo letto il profeta Isaia, abbiamo cantato il Vangelo e i bambini hanno fatto molte domande ai Re Magi. Questo ci ha dato l’occasione di dare testimonianza di Gesù e anche manifestare la nostra amicizia verso il popolo ebraico” ha aggiunto padre Voltaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il primo anno, infatti, che si vive nel centro della Domus l’esperienza di celebrare l’Epifania insieme ad altre confessioni religiose. “Normalmente, facciamo anche un evento con la chiesa locale, con gli arabi e i cristiani della Galilea che partecipano numerosi&#8221; ha precisato il giovane rettore.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il bilancio è molto positivo: noi cerchiamo di fare un regalo sia al popolo di Israele che al popolo ebraico, ai nostri fratelli ebrei e ai cristiani di varie confessioni, specialmente cattolici ed ortodossi, che vengono numerosissimi per la festa dei Re Magi&#8221; ha soggiunto, dichiarando inoltre che &#8220;iniziano ad affacciarsi anche alcuni musulmani, attratti dalla parola di fede…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ambiente aperto, dunque, e un clima di comunione frutto di “una Grazia che ci ha dato il Signore, merito di quest’Opera progettata da Kiko Argüello; del direttore della casa, padre Rino Rossi e soprattutto di Giovanni Paolo II che ci ha fatto il dono di inaugurarla”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che nella Domus Galielaeae si realizzi, dunque, l’augurio di papa Wojtyla di “promuovere iniziative per un dialogo più profondo tra chiesa cattolica e mondo ebraico”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sin dai primi tempi – ha aggiunto, in proposito, padre Voltaggio &#8211; sono venuti tantissimi ebrei a farci visita attratti dalla bellezza del luogo, il Monte delle Beatitudini, e anche dalla meravigliosa estetica della casa. Qui, gli ebrei si sentono voluti bene, si sentono accolti, e questo perché il nostro cristianesimo ha radici in questo popolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Difficoltà ci sono sempre, quando si apre una strada nuova – ha concluso &#8211; però quello che noi riteniamo importante è non nascondere mai la nostra identità, manifestare senza paura la nostra fede in Gesù Cristo, con delicatezza e con il sincero amore che ci dà il Messia che viene con noi cristiani per dare una testimonianza d&#8217;amore al popolo ebraico”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Fonte: Radio Vaticana)</em></p>
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		<title>Kiko Arguello: &#8220;La famiglia cristiana, se ha una fede autentica, è invincibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 12:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Celebrata a Madrid la V edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth<br />
di Salvatore Cernuzio<br />
MADRID, domenica, 1 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Una grande emozione ha permeato la quinta edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, incentrata quest’anno sul tema “Grazie alla famiglia cristiana siamo nati”, che si è celebrata, venerdì 30 dicembre, nella capitale spagnola.<br />
Più di un milione di persone sono state contate in Plaza de Colòn tra cui giovani e intere famiglie con bambini. Ad ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Celebrata a Madrid la V edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Salvatore Cernuzio</em></p>
<p style="text-align: justify;">MADRID, domenica, 1 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Una grande emozione ha permeato la quinta edizione della Festa della Sacra Famiglia di Nazareth, incentrata quest’anno sul tema “<em>Grazie alla famiglia cristiana siamo nati</em>”, che si è celebrata, venerdì 30 dicembre, nella capitale spagnola.</p>
<p style="text-align: justify;">Più di un milione di persone sono state contate in Plaza de Colòn tra cui giovani e intere famiglie con bambini. Ad accogliere la grande folla intervenuta per rendere grazie al Signore per la vita ricevuta: il messaggio di Benedetto XVI letto dal cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela.</p>
<p style="text-align: justify;">“La famiglia è Chiesa domestica e deve essere la prima scuola di preghiera” ha detto il Santo Padre nella sua lettera “lasciatevi guidare dalla Chiesa, senza cedere alle tante forze mondane che minacciano il grande tesoro della famiglia”, un tesoro “che deve essere custodito e valorizzato ogni giorno”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La Santa Famiglia è segno di gioia e speranza per l’umanità intera” ha sottolineato ancora Benedetto XVI, grazie ad essa “il Bambino Gesù ha appreso nell’intimità della Casa di Nazareth il modo ‘umano’ di vivere”.</p>
<p style="text-align: justify;">La percentuale più numerosa dei partecipanti all’incontro è stata registrata tra i provenienti dal Cammino neocatecumenale, venuti dall’Italia e da tutta Europa, guidati, come ogni anno, da Kiko Arguello, fondatore del movimento, dottore Honoris Causa per il suo sostegno e difesa della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Kiko ha arricchito la celebrazione con la sua orchestra internazionale che, subito dopo il Coro della Giornata Mondiale della Gioventù, si è esibita in <em>Resurrexit</em> e in altri pezzi della Sinfonia <em>El sufrimiento de los inocentes</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli inni a Maria, scritti sempre dall&#8217;iniziatore del Cammino, hanno accompagnato poi la processione della statua della Madonna dell’Almudena, protettrice della città, portata a spalla da alcuni giovani nell&#8217;enorme spianata che ha accolto i pellegrini.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono seguiti, poi, testimonianze e canti che hanno fatto rivivere l’atmosfera gioiosa dell’ultima Gmg alla capitale della Spagna, divenuta ormai capitale della famiglia in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Per una società equilibrata è importante la famiglia perché è la cellula di base” ha dichiarato a gran voce Kiko Arguello, secondo quanto riferito dalla rivista cattolica online <em>Caminayven.com</em>, “Dio ha voluto mostrare l’amore che ha per l’umanità proprio attraverso il sacramento del matrimonio”.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito del tema <em>Grazie alla famiglia cristiana siamo nati</em>, il pittore spagnolo ha aggiunto: “Sembra un grande successo! Rappresenta una nuova giovinezza, un segno di speranza che mostra una Chiesa viva”.</p>
<p style="text-align: justify;">“I giovani neocatecumenali hanno grande entusiasmo &#8211; ha ricordato &#8211; per la Giornata Mondiale della Gioventù sono venuti circa 200.000 ragazzi e famiglie appartenenti a questa iniziazione cristiana, che qualche mese prima erano stati inviati a evangelizzare in tutta Europa. Tutto è frutto della famiglia cristiana e per questo vengono a Madrid a rendere grazie a Dio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Kiko ha concluso poi: “La famiglia, se ha fede genuina, è invincibile! Siamo molto contenti di vedere che stiamo passando la fede ai figli nelle famiglie, così come i primi cristiani”.</p>
<p style="text-align: justify;">Momento culminante dell’incontro: la solenne Eucarestia presieduta dal cardinal Rouco, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, concelebrata insieme a circa 40 cardinali e vescovi provenienti dalla Spagna e altri Paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’omelia il porporato ha ricordato che “l’uomo non può disporre a suo piacimento dell’istituzione matrimoniale e familiare, che è sacra&#8221;. L’uomo, infatti &#8220;non è padrone della vita, ma ne è il servitore”.</p>
<p style="text-align: justify;">“La vita è sacra dalla nascita alla morte nessuno può decidere di ucciderla, ma il suo termine ha fine naturalmente” ha aggiunto il cardinal Rouco, concludendo con l’affermazione: “Nessuna istituzione umana può disporre della vita di un essere innocente”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli organizzatori di questa quinta edizione della Festa delle Famiglie hanno annunciato, infine, che l’evento di Madrid è stato propedeutico all’incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Milano dal 31 maggio al 3 giugno del 2012.</p>
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		<title>Gerusalemme: la sinfonia di Kiko Arguello nel segno del dialogo ebraico-cristiano</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carismi]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<category><![CDATA[Neocatecumenali]]></category>

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		<description><![CDATA[da Radio Vaticana<br />
La celebrazione sinfonico-catechetica “La sofferenza degli Innocenti” presentata martedì scorso a Betlemme per la comunità arabo-cristiana, ieri sera ha avuto un seguito a Gerusalemme per il mondo ebraico. L’evento – con la sinfonia composta da Kiko Arguello, uno degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale – si è tenuto al Teatro della Municipalità della Città Santa alla presenza di oltre 600 persone tra cui molti esponenti religiosi e civili del mondo ebraico. Kiko ha presentato la sua opera sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>da Radio Vaticana</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">La celebrazione sinfonico-catechetica “La sofferenza degli Innocenti” presentata martedì scorso a Betlemme per la comunità arabo-cristiana, ieri sera ha avuto un seguito a Gerusalemme per il mondo ebraico. L’evento – con la sinfonia composta da Kiko Arguello, uno degli iniziatori del Cammino Neocatecumenale – si è tenuto al Teatro della Municipalità della Città Santa alla presenza di oltre 600 persone tra cui molti esponenti religiosi e civili del mondo ebraico. Kiko ha presentato la sua opera sul dolore della Vergine Maria e di Gesù nel Getsemani, che termina con il “trionfo musicale” del Resurrexit. <strong>Roberto Piermarini </strong>ha chiesto al direttore del Centro Domus Galilaeae di Tiberiade, <strong>don Rino Rossi</strong>, tra gli organizzatori del concerto, come è nato questo evento non solo musicale ma soprattutto interreligioso:<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://212.77.9.15/audio/ra/00295337.RM"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/img_common/ra_icon.gif" alt="RealAudio" border="0" /></a><a href="http://212.77.9.15/audiomp3/00295337.MP3"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/img_common/mp3_icon.gif" alt="MP3" border="0" /></a> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>R. – Questo fa parte un po’ della missione che ha il Centro Domus Galillaeae che è stato inaugurato a Tiberiade da Giovanni Paolo II nel 2000, che prima di morire ci inviò una sua lettera autografa, nella quale ci invitava a promuovere iniziative in quel centro per favorire un più profondo dialogo tra la Chiesa cattolica ed il popolo ebraico, ed una di queste iniziative è stata anche adesso promuovere questo concerto a Gerusalemme, che è stato realizzato nel Teatro della Municipalità ieri sera, di fronte ad un buon pubblico: erano presenti oltre 600 persone. Penso che sia stato un incontro molto importante, un passo avanti in questo dialogo che la Chiesa sta portando avanti, anche attraverso questa nostra esperienza del Cammino Neocatecumenale. Ieri erano presenti molte autorità della municipalità: per esempio, c’era il vice sindaco Naomi Tsur, che ha anche parlato, ha dato il benvenuto a tutti, ed era emozionata; c’era anche il rabbino David Rosen, che è il consigliere del Gran Rabbinato d’Israele per gli affari religiosi, inclusi anche tutti i rapporti con il Vaticano: lui ha presieduto questo incontro recitando una preghiera, all’inizio; e anche dopo l’esecuzione della Sinfonia ha parlato della realtà dei rapporti esistenti tra la Chiesa e il popolo ebraico. E’ partito da Giovanni XXIII, poi la “Nostra aetate”, il Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II … Ha detto cose molto, molto forti. E penso che oltre a parlare di questo atteggiamento aperto, da parte della Chiesa, abbia reso anche un grande servizio al mondo ebraico perché erano presenti molte autorità: c’era anche il segretario del Gran Rabbinato di Gerusalemme, il signor Wiener, che era molto impressionato. C’erano anche alcuni musicisti famosi, tra cui Eli Jaffe, che è stato molto colpito da questa Sinfonia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>D. – Don Rino, come è stato accolto il concerto dalle personalità ebraiche presenti, sia religiose che politiche?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>R. – All’inizio erano un po’ diffidenti, perché in questo concerto, che si chiama “Celebrazione sinfonico-catechetica” c’è stata una vera celebrazione: Kiko ha spiegato che cos’è questa celebrazione, ha spiegato anche il contenuto di questa Sinfonia e quindi ha parlato del dolore della Vergine Maria, della sofferenza di Gesù Cristo nel Getsemani; ha parlato della Risurrezione … cioè: non ha nascosto niente. Ha voluto manifestare la nostra identità come cristiani perché noi volevamo trasmettere al popolo ebraico la nostra realtà cristiana, chi siamo, con grande rispetto nei loro riguardi. Quindi, all’inizio, la gente che ha partecipato – tutte le autorità – non erano abituate ad andare ad un concerto né che ci fosse questo tipo di presentazione, e nemmeno la proclamazione della Parola: è stato proclamato un passo del profeta Ezechiele, ci siamo alzati tutti insieme, ed abbiamo ascoltato il testo che parla della spada di Dio; quindi, sempre in piedi, abbiamo cantato il Vangelo e tutti si sono alzati con noi. E poi, tutto il contenuto di questo – che è cristiano – ha fatto sì che all’inizio ci si guardasse un po’ … Poi abbiamo notato che quando è stata eseguita al Sinfonia, si è creato un ambiente impressionante di ascolto. La parte finale, il Resurrexit, è stata la parte maggiormente gradita. Molti ci hanno raccontato, successivamente, di essere rimasti molto colpiti dal Resurrexit: è stato un’esplosione! Inoltre i musicisti l’hanno eseguito in maniera superba… è stato veramente emozionante. Abbiamo concluso poi con una parte che, ovviamente, li ha toccati profondamente, dove anche noi che eravamo presenti abbiamo percepito una comunione fortissima: Kiko ha fatto un’introduzione, una parte nuova, in questo concerto. Con la musica della spada ha introdotto lo “Shemà Israel”, e lì abbiamo visto molta gente piangere. E’ come se fosse stata toccata la loro elezione come Ebrei: “Shemà Israel” è per loro come il “Credo”! E’ stata una conclusione fortissima, e si è sentito. Dopo abbiamo avuto la possibilità di stare un poco insieme, nell’atrio del Teatro, e scambiare alcune parole con loro. Abbiamo notato molta gratitudine e anche stupore: loro non sono abituati a vedere una cosa simile, e questo esce da tutti gli schemi! E sono rimasti colpiti anche della gratuità, perché noi non abbiamo voluto che pagassero l’ingresso perché abbiamo voluto fare questo dono al popolo ebraico, come l’altro giorno l’abbiamo fatto al popolo palestinese, agli arabi cristiani di Terra Santa. E abbiamo voluto che la Chiesa, in questo tempo, quando fa presente questo dono che ci viene dal Cielo, che è Gesù Cristo, esprimesse questo dono anche alla chiesa e al popolo ebraico. Penso che questo avrà senz’altro delle ripercussioni: noi crediamo che questo possa contribuire al raggiungimento della pace, ad una comunione più profonda tra questi due popoli.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>D. – Nel contesto del dialogo ebraico-cristiano, quali frutti potrà portare questo incontro di ieri?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>R. – Per quello che abbiamo potuto percepire alla fine del concerto, noi riteniamo prima di tutto, e l’abbiamo riscontrato anche nel corso degli incontri che abbiamo avuto a Nord, nella Domus Galilaeae, di poter contribuire ad abbattere i pregiudizi. Io penso che spesso sia dall’una, sia dall’altra parte, sia sul versante cristiano sia sul versante ebraico, ci sono molti pregiudizi. Non vado ad elencarli, perché basta pensare a tutto quello che è successo nel passato, nella Storia … Anche ieri dicevano: stiamo aprendo una pagina nuova, un cammino nuovo nei rapporti tra la Chiesa e il mondo ebraico. Lo dicevano loro stessi! Ma questo è meraviglioso! Dobbiamo continuare ad eliminare questi pregiudizi e portare avanti questo discorso che è stato iniziato dal Concilio Vaticano II, portato avanti da Giovanni Paolo II e attualmente anche da Benedetto XVI: ecco, portare avanti questo rapporto di rispetto, di amicizia, anche perché il rapporto che ha la Chiesa con tutta la tradizione ebraica è molto importante, un tutti i sensi. Penso che – e lo diceva anche il rabbino – noi abbiamo anche una missione, in questa generazione, che è quella di portare avanti la tradizione giudeo-cristiana, che si concretizza nella Rivelazione. E’ stata praticamente la base della struttura sociale, politica, religiosa e familiare della nostra civilizzazione occidentale, e oggi tutto questo è messo in pericolo: salta. Perché si stanno introducendo leggi che sono completamente contrarie a questa tradizione. Allora, anche unendo tutti gli sforzi e facendo leva su questo rapporto di rispetto, penso che in questa generazione possiamo avere una grande missione di fronte al mondo. E non dobbiamo vergognarci di questa tradizione, anzi: noi crediamo sempre di più che tutto quello che è stato ispirato nelle Scritture, che è il patrimonio comune tra il popolo ebraico e la Chiesa cattolica, dobbiamo usarlo per il bene futuro dell’umanità. (gf)</em></p>
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		<title>Concerto a Betlemme, la sofferenza degli Innocenti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 10:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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Un grido di sofferenza espresso in musica&#8230; Per la prima volta in Palestina, a Betlemme, e&#8217; stata eseguita la sinfonia dedicata alla Sofferenza degli Innocenti e composta da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale. 28/12/2011<br />
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La sofferenza degli innocenti<br />
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Una composizione musicale, celebrativa e catechetica, sulla sofferenza degli innocenti, e in particolare sulla sofferenza &#8220;innocente&#8221; della Madre di Dio.<br />
La sinfonia è stata eseguita presso l&#8217;Auditorium della Domus Galilaeae a Korazim (31/01/2011) da 150 musicisti ...]]></description>
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<p>Un grido di sofferenza espresso in musica&#8230; Per la prima volta in Palestina, a Betlemme, e&#8217; stata eseguita la sinfonia dedicata alla Sofferenza degli Innocenti e composta da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale. 28/12/2011</p>
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<h1 id="watch-headline-title">La sofferenza degli innocenti</h1>
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<p>Una composizione musicale, celebrativa e catechetica, sulla sofferenza degli innocenti, e in particolare sulla sofferenza &#8220;innocente&#8221; della Madre di Dio.<br />
La sinfonia è stata eseguita presso l&#8217;Auditorium della Domus Galilaeae a Korazim (31/01/2011) da 150 musicisti spagnoli, tutti professionisti, appartenenti al Cammino. Prima parte &#8220;Lamento&#8221;</p>
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		<title>Spagna: i giovani del Cammino neocatecumenale a Madrid per la Festa delle famiglie</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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Spagna: i giovani del Cammino neocatecumenale a Madrid per la Festa delle famiglie<br />
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“Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani”: al grido di questo slogan i giovani e le famiglie del Cammino neocatecumenale ‘invaderanno’ Madrid con la loro consueta allegria, il prossimo 30 dicembre, per la Festa della Sacra Famiglia di Nazareth. Si tratta &#8211; riferisce l&#8217;agenzia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/index.asp"><em>Home</em></a><em> &gt; <a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Indice.asp?cRedaSel=22&amp;CategSel=11&amp;PagN=1">Giovani</a> &gt; notizia del 21/12/2011 14.20.22</em></p>
<table width="180" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="right">
<tbody>
<tr>
<td><a><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img_common/a_piu.gif" alt="A+" width="15" height="15" border="0" /></a> <a><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img_common/a_meno.gif" alt="A-" width="15" height="15" border="0" /></a> <a href="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/print_page.asp?c=548276" target="_blank"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img_common/a_stampa.gif" alt="Stampa articolo" width="15" height="15" border="0" /></a> <a href="mailto:?subject=Dal%20sito%20Internet%20della%20Radio%20Vaticana%20&amp;body=http%3A//www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp%3Fc%3D548276"><img src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/img_common/a_mail.gif" alt="Invia articolo" width="15" height="15" border="0" /></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=%3C;url%3E" rel="nofollow" target="_blank"><img title="Share on Facebook" src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/img_common/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" width="16" height="16" border="0" /></a> <a title="Click to send this page to Twitter!" href="http://twitter.com/home?status=Currently%20reading%20%3C?php%20the_permalink%28%29;%20?%3E" rel="nofollow" target="_blank"><img title="tweet this" src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/img_common/twitter_share_icon.gif" alt="Tweet this" width="16" height="16" border="0" /></a> <a href="http://twitter.com/news_va_it" target="_blank"><img title="Follow us on Twitter" src="http://www.oecumene.radiovaticana.org/img_common/twitter_follow_icon.gif" alt="Follow us on Twitter" width="43" height="16" border="0" /></a></td>
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Spagna: i giovani del Cammino neocatecumenale a Madrid per la Festa delle famiglie</p>
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“Grazie alla famiglia cristiana siamo nati noi giovani”: al grido di questo slogan i giovani e le famiglie del Cammino neocatecumenale ‘invaderanno’ Madrid con la loro consueta allegria, il prossimo 30 dicembre, per la Festa della Sacra Famiglia di Nazareth. Si tratta &#8211; riferisce l&#8217;agenzia Zenit &#8211; di un secondo appuntamento nella capitale spagnola per i giovani neocatecumenali, che già, lo scorso agosto, in 300mila hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù insieme al Santo Padre, e che ora ritornano per esprimere la propria gratitudine per la vita ricevuta. L’incontro, che segna la IV edizione della Festa delle famiglie, si svolge a distanza di due anni da quella celebrata il 27 dicembre 2009, che, sempre a Madrid, ha visto la partecipazione di circa 700mila persone tra cui anche Cardinali, Vescovi ed esponenti di numerose altre realtà ecclesiali. Titolo della giornata del 2009 era “Il futuro dell’Europa passa per la famiglia”, tema scelto, appunto, per sottolineare l’urgenza di una Nuova Evangelizzazione nel continente, che possa trasmettersi proprio “attraverso l’annuncio dell’amore indissolubile che anima la famiglia cristiana” come dichiarò, in occasione dell’incontro, Kiko Arguello, uno degli iniziatori del Cammino neocatecumenale. Quest’anno, invece, sono i ragazzi, o meglio i figli, ad essere i protagonisti della Festa, in particolare, quelli appartenenti al Cammino neocatecumenale, che sin dalla prima edizione hanno contribuito alla riuscita dell’incontro. Lo slogan, già citato, vuole, infatti, essere un chiaro segno di ringraziamento da parte dei figli verso i genitori per il dono, ricevuto da Dio, di aprirsi alla vita, grazie al quale essi sono nati. “Al mondo d’oggi molti bambini sono abortiti. Io sarei stata una di quelli, visto che inizialmente gli stessi medici avevano consigliato a mia madre di interrompere la gravidanza perché questa l’avrebbe potuta portare alla morte” dice Maria, terza di sette figli, di una comunità del centro di Roma. “Ringrazio, quindi, la Chiesa che ha donato ai miei genitori la fede necessaria per aprirsi alla vita e Dio che mi ha messo in una famiglia cristiana” conclude. La celebrazione, secondo il programma, avrà inizio alle ore 14.30 di venerdì 30 dicembre con l’intrattenimento musicale dell’orchestra e del coro della Gmg e del coro del Cammino neocatecumenale che si esibirà nella &#8216;sinfonia-catechetica&#8217; composta da Kiko Arguello, dal titolo &#8220;El sufrimiento del los inocentes&#8221;. Seguirà, poi, la recita del Santo Rosario, dopodichè alcuni giovani porteranno sulle spalle, per tutta piazza di Lima, l’immagine della Virgen de la Almudena, patrona della città. All’interno del momento di preghiera dei misteri del Rosario, s’inseriranno, poi, le esperienze e le storie di alcune famiglie presenti, e finora non è stato confermato alcun intervento da parte dei rappresentanti dei movimenti e delle realtà ecclesiali. Culmine dell’evento sarà l’Eucaristia presieduta dal cardinale Rouco Maria Varela, presente anch’egli all’ultimo incontro dei neocatecumenali in plaza de Cibéles a Madrid. Numerosi gli inviti a partecipare all’evento, non solo i ragazzi e le famiglie del cammino, ma anche tutti i pellegrini della Spagna e degli altri paesi europei, accompagnati dai loro vescovi. Confermata, inoltre, la presenza del Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che inviterà i presenti a partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno dell’anno prossimo. (R.P.)</p>
<p style="text-align: justify;">da Radio Vaticana</p>
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