«Se CL è identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato»

di Andrea Tornielli
Tratto da Vatican Insider

È una lettera dai toni inediti, dagli effetti dirompenti, quella che il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, il sacerdote spagnolo don Julián Carrón ha scritto al direttore del quotidiano La Repubblica, Ezio Mauro, intervenendo sul caso Formigoni, dopo mesi di inchieste giudiziarie che hanno visto indagate persone legate al «governatore» della Regione Lombardia e dopo numerose rivelazioni giornalistiche sugli «stili di vita» dello stesso Formigoni.

«Leggendo in questi giorni i giornali – ha scritto Carrón – sono stato invaso da un dolore indicibile dal vedere cosa abbiamo fatto della grazia che abbiamo ricevuto. Se il movimento di Comunione e Liberazione è continuamente identificato con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato, qualche pretesto dobbiamo aver dato. E questo – ha aggiunto come precisazione – sebbene Cl sia estranea a qualunque malversazione e non abbia mai dato vita a un “sistema” di potere. Né valgono le pur legittime considerazioni sulla modalità sconcertante con cui queste notizie vengono diffuse, attraverso una violazione, ormai accettata da tutti, delle procedure e delle garanzie pur previste dalla Costituzione».

«L’incontro con don Giussani – ha affermato il sacerdote che gli è succeduto nella guida del movimento – ha significato per noi la possibilità di scoprire il cristianesimo come una realtà tanto attraente quanto desiderabile. Per questo è una grande umiliazione costatare che a volte per noi non è bastato il fascino dell’inizio per renderci liberi dalla tentazione di una riuscita puramente umana. La nostra presunzione di pensare che quel fascino iniziale bastasse da solo, senza doversi impegnare in una vera sequela di lui, ha portato a conseguenze che ci riempiono di costernazione».

Dopo aver ricordato la richiesta di aprire il processo di beatificazione per il fondatore di CL, Carrón ha aggiunto: «Chiediamo perdono se abbiamo recato danno alla memoria di don Giussani con la nostra superficialità e mancanza di sequela. Spetterà ai giudici determinare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. D’altra parte, ciascuno potrà giudicare se, tra tanti sbagli, siamo riusciti a dare un qualche contributo al bene comune».

«Quando un membro soffre – ha aggiunto il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione – tutto il corpo soffre con lui, ci ha insegnato san Paolo. Noi, i membri di questo corpo che è Comunione e Liberazione, soffriamo con coloro che sono alla ribalta dei media, memori della nostra debolezza per non essere stati abbastanza testimoni nei loro confronti; e questo ci rende più consapevoli del bisogno che abbiamo anche noi della misericordia di Cristo. Tuttavia, con la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli, dobbiamo anche ammettere che non possiamo strappare via dalle fibre del nostro essere l’incontro che abbiamo fatto e che ci ha plasmato per sempre».

Don Carrón aveva già mandato un segnale in questo senso il 16 gennaio, con un’intervista al Corriere della Sera che era stata letta come una presa di distanza dai politici ciellini: «Possono esserci state persone che hanno usato Cl in un certo modo… noi non interveniamo in nessun documento o azione di coloro che hanno responsabilità politica. Non esistono candidati di Cl, non esistono politici di Cl. Questa cosa prima si chiarisce, meglio è».

Due settimane dopo era stato il cardinale Angelo Scola, di formazione ciellina, a far sapere pubblicamente di non c’entrare nulla con le «marachelle» di politici o imprenditori vicino a CL e in particolare con ciò che fa Roberto Formigoni. Scola aveva chiesto ai giornalisti di non ripetere per abitudine il link tra l’arcivescovo di Milano e il presidente della Regione, nonostante l’amicizia di antica data, ribadendo che negli ultimi vent’anni, da quando è vescovo, ha incontrato Formigoni una volta all’anno per gli auguri di Natale.

Il cardinale è tornato sull’argomento il 26 aprile scorso, rispondendo con una punta di fastidio alla domanda di un cronista nel giorno in cui sui media si parlava di presunti fondi di Finmeccanica destinati a esponenti di CL: «Cosa ne so io di Comunione e Liberazione, non parlo di queste cose, né di CL né di Formigoni né di altro. Io sono vescovo da 21 anni e mi occupo delle Chiese sante di Dio che mi sono state affidate Allora, cosa dovete venire a chiedere a me? Dovete andarlo a chiedere a chi è interessato».